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Finisterre IGT Maremma Toscana
Uvaggio: Cabernet Franc 40%, Syrah 30%, Alicante bouschet 30% circa.
Vigneti: uve provenienti dalla selezione dei migliori vigneti aziendali (Comune di Scansano, suoli calcarei e ricchi di scheletro, sassi di tipo alluvionale, esposizione Nord-Est, Nord Ovest, densita’ 5680 p/Ha). Produzione per pianta inferiore ad 1 Kg. La zona di coltivazione quella costiera della Maremma grossetana. Il microclima è di tipo nettamente mediterraneo, con inverni miti e stagione vegetativa calda, secca e soleggiata. Coltivazione in conversione biologica dal 2009.
Vinificazione: La fermentazione è effettuata in tini troncoconici con follature manuali a temp. di circa 28° C con macerazione sulle bucce fino ad 1 mese dall’inizio fermentazione. La fermentazione malolattica e la maturazione avviene in barriques di varie età di provenienza Allier a tostatura media, per 18 mesi. Il vino è imbottigliato senza chiarifica e con una filtrazione molto larga ed è immesso in commercio dopo circa un anno.
Note: Finisterre, ovvero la fine della terra, e per noi che siamo in Maremma, la fine della terra corrisponde con il Mar Mediterraneo, che influenza fortemente il nostro clima e lo stile dei nostri vini. Qui il Cabernet Franc ha toni meno vegetali, piu’ maturi, con piccoli frutti di bosco, more, mirtilli, ribes, e un nota affumicata che ne aumenta la complessita’. Qualche profumo di sambuco, dall’Alicante buschet, e la polpa e tannino del Syrah, ne completano il quadro. E’ un vino dai tannini setosi, sapori pronunciati e il finale lungo. Da cominciare a gustare dopo 4 anni dalla vendemmia, puo’ rimanere in bottiglia per 10 anni e oltre.
mappa di alcune delle vigne del Finisterre
Materiale disponibile da scaricare su questo vino
Finisterre IGT Maremma [foto bottiglia - bottle image] (527.9 KiB)
Finisterre IGT Maremma [Etichetta - Label] (264.4 KiB)
Finisterre IGT Maremma [Scheda tecnica - Technical Sheet ] (417.6 KiB)
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2006 Poggio Argentiera Finisterre is a 50/50 blend of Syrah and Alicante (Grenache) grapes, fermented in french oak, coming from low yields I was prepared for a torrid love affair.
However, this wine is a real puzzler. I am not sure where I stand with it. On the one hand it has a good balance and structure and on the other it wasn’t packed with flavours I enjoy. It gave me the impression of that class mate at school who you didn’t really like but was a favourite of the teachers. The teacher would always be throwing him questions and nods like they had some kind of secret understanding between them. 10 years later you look him up on Facebook and he is the Liberal Democrat candidate for Wirral South*. This wine clearly has something to say, I’m just not sure what it is, or if it’s profound or interesting yet it’s giving off hints that it could be destined for greatness…. or maybe not. I need to make a date with this wine on the 16th September 2018.
Poggio Argentiera Finisterre 2006 – PASS – €35
Deep purple in the glass, vibrant. Aromatically a little tight then comes a chocolate nose, some blackcurrant too. Really quite tannic with a full bodied mouth feel, complex, nice structure, lacking fruit on the mid palate also quite bitter, backward, get the feeling I’m drinking this wine far too young. 89 Points
Given a little more time to breath and pairing it up with the Italian cheeses the wine took on a softer character and was much more enjoyable. My final word on this wine – if you want to buy it and drink it today pair it up with some chunky meats or hard cheeses and give it several hours breathing space. I do believe this wine will show something more subtle and refined in 10 years time. I must PASS the wine for drinking today at that price point though. What I would like is an older vintage as this simply doesn’t feel like a wine you should be judging today. *hint hint*
Read the original post here
bbiamo deciso l’accoppiata perchè sono “vini cugini”, due Maremma Toscana Rosso IGT, due neroni… due vini di carattere.
Molto interessante è stato l’assaggio in sequenza, per cogliere le due personalità e il frutto di due stili diversi di lavorazione.
Le bottiglie presentano le stesse caratteristiche del Bellamarsilia, una bella presenza con la retro-etichetta un pò pienotta.
Maremmante 2007 – Maremma Toscana Rosso IGT
Si presenta con un viola profondo.
Avvolgenti i profumi di mirtilli maturi e liquirizia.
Importante in bocca, con il dolce ben bilanciato alle note fruttate e con un buon finale.
Nasconde piuttosto bene la sua forza ed è piaciuto a tutti.
Finisterre 2006 – Maremma Toscana Rosso IGT
Un bel granato scuro è il biglietto di presentazione.
Bouquet complesso con frutta matura, vaniglia e sentori di tostato.
In bocca è morbido ed avvolgente, il dolce domina con la cioccolata.
Nonostante la gradazione, paletta alzata per il pubblico più femminile.
Una gran bella degustazione doppia, preferenze a parte solo complimenti.
Abbiamo iniziato mercoledì con Finisterre 2006.
L’abbiamo aperto un’oretta prima di degustarlo. Pochino.
Infatti, abbiamo apprezzato una piacevolezza e rotondità molto più spiccate il giorno dopo.
Al naso evidente il “cioccolato” (davvero fantastico) mentre al gusto sorprendente è la liquirizia.
Legno giusto. Col pecorino eccezionale!
Totale: fantastico!!!!
Post originale qui (con video, da non perdere la colonna sonora!)
Finisterre 2006.
Versato nel bicchiere è di un rubino carico, scuro, impenetrabile. Girato nel bicchiere mostra archetti fitti e lenti (siamo di fronte ad un campione che dichiara 14,5% Vol). Al naso rispetto al Maremmante si svela con più timidezza, i profumi sono tenui e bisogna essere più concentrati per scorgere tutte le sfumature che poi man male ci regalerà. Anche qui fin da subito si mostra l’amarena a cui seguono molto dopo, e con una buona ossigenazione, sfumature di cacao ,caffè e un leggero fondo speziato.
In bocca è elegante, equilibratissimo. Legno completamente integrato con tannini levigati e setosi. La buona vena acida contrasta benissimo l’estrema alcolicità del vino rendendolo molto piacevole alla degluttizione. Molto molto buono. Devo dire estremamente elegante anche se un pò reticente a farsi scoprire.
Abbinamento con carni alla brace.
Leggi tutto il post orginale per maggiori dettagli su Buongustai.biz
Finisterre (2006), 50% Alicante, 40% Syrah, 10% Cabernet franc, fermentazione in barrique e 18 mesi di affinamento in botti d’Allier
Queste premesse hanno fatto un pò storcere il naso a qualcuno per la paura del ‘troppo legno’, ma s’è dovuto ricredere.
Nonostante non sia filtrato si presenta limpidissimo, di un bellissimo colore caldo, intenso, invitante; ti fa venire in mente il broccato rosso, e ti vien quasi voglia di toccarlo per sentirne la sensazione sulle mani.
Gli archetti sul bicchiere sono consistenti, scendono morbidamente, accattivanti, tanto da farci continuare a giocare col bicchiere.
Al naso si presenta pulito, ricco, intenso e molto armonico; si percepiscono le spezie, il pepe e iniziamo a percepire i terziari.
In bocca è impattante, perché i tannini sono davvero piacevoli (belli, belli, belli !!), non aggressivi; si nota l’affinamento in legno, che contribuisce ad esaltare e non a coprire le caratteristiche dell’alicante e del syrah. Ha quel “certo non so che” di particolare, di speciale, probabilmente dovuto alla fermentazione in barriques. Ha un corpo ottimo, ma non ancora eccellente, così come la persistenza.
Lo abbiamo penalizzato sul retrogusto, per una puntina di amaro sulla lingua che ci è sembrata stonata. Ma coe detto inizialmente, abbiamo voluto fare le pulci su tutto…
Le valutazioni delle schede sono andate dagli 85 agli 87, penalizzato un poco sulla finezza olfattiva che ci ha visti indecisi tra il buono e l’ottimo, e il retrogusto.
Kitty, una volta avuto il vino nel bicchiere, l’ha subito portato alla bocca e bevuto; la valutazione dettagliata non serviva, secondo lei: ottimo e basta! Ancora prego…
Tra tutti, è il vino che è piaciuto di più…
Leggi il post originale delle Pubbliche Relazioni del Vino per maggior dettagli.
Finisterre 2006
50% Sirah – 50% Alicante
Rosso cupo, rubino sangue di piccione. I profumi rimandano alla resina e alla cenere di caminetto, in bocca è ampio e avvolgente, si susseguono note di foglia di pepe e carne cruda, la vaniglia della botte nuova è solo un leggero sottofondo e non disturba. L’equilibrio è già pieno e la forte alcolicità è pienamente equilibrata da una bella acidità che gli garantirà una bella evoluzione nel tempo.
I difetti non me li sono dimenticati, qui proprio non li ho trovati, già buono ora, ancora meglio in futuro…
Il repentino cambiamento del tempo e il notevole abbassamento delle temperature, sono il preludio ideale per una serata passata in compagnia di vecchi amici, tutti buoni degustatori di vino e di cibi. Qualche buon piatto per accompagnare gli assaggi e per sperimentare gli abbinamenti, e si inizia.
All’apertura della confezione ci si rende subito conto di trovarsi al cospetto di prodotti di qualità.
Bottiglie ben vestite e dall’aspetto originale, con etichette complete anche se in taluni casi non sempre perfettamente leggibili. Qualche nota stonata, ma in modo impercettibile, come nel caso del “FONTE 40” (un po’ aggressiva) o del “PRICIPIO” (cupa, quasi oscura). Bella etichetta, ma leggermente inadatta per il “BELLAMARSILIA”, mentre un plauso va all’austera eleganza per “CAPATOSTA” e “FINISTERRE”. Per quest’ultimo apprezzato anche il nome.
Dopo questi preamboli, sotto l’insistenza dei commensali, con la salivazione in abbondante crescita, si è passati all’apertura delle bottiglie, seguita da un applauso e da qualche sbuffo di impazienza.
…
Per ultimo, per fortuna, (l’alcool comincia a far sentire i suoi effetti) il “FINISTERRE”. Ci è piaciuto il nome, l’etichetta, il tappo, la bottiglia (purtroppo una sola…). Rosso da ammirare, profumi evoluti sui quali elucubrare, complesso, rotondo, armonico, molto equilibrato nonostante l’alta gradazione. Da tenere in cantina. Purtroppo è finito… ce ne vorrebbe dell’altro!
Finisterre 2007
Oggi commentiamo questo vino rosso della Maremma composto da un uvaggio fifty-fifty di Alicante e di Syrah, con i vigneti situati su terreni sabbosi-limosi nelle vicinanze del Parco naturale della Maremma. La vinificazione è accurata, viene svolta anche la malolactica e l’invecchiamento avviene in barriques di rovere di allier (una delle migliori boschi di questo legno) di secondo e terzo passaggio, in modo da non lasciare troppo il segno. Complimenti per il packaging che è piaciuto tantissimo!!!
Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino tendente al porpora con dei riflessi bleu, l’estrazione è molto carica e profonda, La fluidità , con i suoi archetti fitti che scendono lentamente ci permette di “intravedere” un bel tenore alcolico.
Al primo naso ci troviamo davanti ad un bouquet secondario, con una buona intensità e persistenza, il frutto è maturo e il passaggio in legno si dimostra discreto e molto elegante e la qualità è buona. Al secondo naso troviamo aromi concentrati di frutta a bacca nera come mora e mirtilli abbastanza maturi, che poi lasciano spazio a sentori pepati, di garrigue (il termine usato dai francesi per descrivere un misto di profumi tipici del territorio come timo, origano, salvia, finocchio mischiati a sentori di terra), risalta in un secondo tempo una leggera nota di violetta e di ciliegia sotto spirito.
I primi istanti dell’esame gustativo ci rivelano che il vino è secco, caldo in alcool, abastanza fresco in acidità, l’insieme ci dà una bella percezione di rotondità e morbidezza con dei bei tannini presenti ed avvolgenti, mai agressivi, che cominciano a fondersi con il vino; ha una buona struttura ed è abastanza ben amalgamato, con l’alcolicità che esce leggermente fuori da questo equilibrio, la persistenza finale è di media lunghezza.
E’ un vino che si può già apprezzare anche se darà il meglio di sè tra un paio d’anni, io non l’ho caraffato ma questa operazione è da compiersi con questo vino. Lo si può abbinare a piatti abbastanza strutturati come selvaggina in umido, piccione arrosto magari con funghi porcini freschi, una bella tagliata di manzo marinata in salsa tampiquena con i suoi sentori piccantini che vanno nel senso del vino.
Il vino mi piace ed è piaciuto anche ai miei colleghi, normalmente io non metto i voti perchè, secondo me, un vino lo si deve descrivere ed eventualmente spiegare i vari perchè della degustazione senza “incatenarlo” ad un voto.
Leggi il post originale sul vinoglocal qui.
Il Finisterre 2006, invece, è piaciuto di nuovo tanto a tutti, è tutto un coro di:
buono
ottimo
raffinato
il migliore
finisterre 2007.
sfoderato nel panel test come buon ultimo, qui amici siamo di fronte ad un cavallo di razza, un purosangue, o meglio purovino, blend ben dosato e tostato nel legno mai pesante ma che nobilita ogni sorso. Mamma mia che buono e quanto è lungo in bocca.
Degustato con formaggi stagionati a pasta dura, anche abbinati con composte di frutta e miele.
Dimenticavo, può sopportare qualunque carico e per lungo tempo ancora (anzi sarà ancora meglio).
Finisterre 2006
Oggi commentiamo questo vino rosso della Maremma composto da un uvaggio fifty-fifty di Alicante e di Syrah, con i vigneti situati su terreni sabbosi-limosi nelle vicinanze del Parco naturale della Maremma. La vinificazione è accurata, viene svolta anche la malolactica e l’invecchiamento avviene in barriques di rovere di allier (una delle migliori boschi di questo legno) di secondo e terzo passaggio, in modo da non lasciare troppo il segno. Complimenti per il packaging che è piaciuto tantissimo!!!
Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino tendente al porpora con dei riflessi bleu, l’estrazione è molto carica e profonda, La fluidità , con i suoi archetti fitti che scendono lentamente ci permette di “intravedere” un bel tenore alcolico.
Al primo naso ci troviamo davanti ad un bouquet secondario, con una buona intensità e persistenza, il frutto è maturo e il passaggio in legno si dimostra discreto e molto elegante e la qualità è buona. Al secondo naso troviamo aromi concentrati di frutta a bacca nera come mora e mirtilli abbastanza maturi, che poi lasciano spazio a sentori pepati, di garrigue (il termine usato dai francesi per descrivere un misto di profumi tipici del territorio come timo, origano, salvia, finocchio mischiati a sentori di terra), risalta in un secondo tempo una leggera nota di violetta e di ciliegia sotto spirito.
I primi istanti dell’esame gustativo ci rivelano che il vino è secco, caldo in alcool, abastanza fresco in acidità, l’insieme ci dà una bella percezione di rotondità e morbidezza con dei bei tannini presenti ed avvolgenti, mai agressivi, che cominciano a fondersi con il vino; ha una buona struttura ed è abastanza ben amalgamato, con l’alcolicità che esce leggermente fuori da questo equilibrio, la persistenza finale è di media lunghezza.
E’ un vino che si può già apprezzare anche se darà il meglio di sè tra un paio d’anni, io non l’ho caraffato ma questa operazione è da compiersi con questo vino. Lo si può abbinare a piatti abbastanza strutturati come selvaggina in umido, piccione arrosto magari con funghi porcini freschi, una bella tagliata di manzo marinata in salsa tampiquena con i suoi sentori piccantini che vanno nel senso del vino.
Il vino mi piace ed è piaciuto anche ai miei colleghi, normalmente io non metto i voti perchè, secondo me, un vino lo si deve descrivere ed eventualmente spiegare i vari perchè della degustazione senza “incatenarlo” ad un voto.
Finisterre ’06 : piu’ equilibrato e piacevole rispetto al fratello maremmante, forse l’uso del legno giova al prodotto. Unico neo come anche in altri vs vini il grado alcoolico che credo risulti negativo in funzione delle nuove leggi e anche della fruibilità maggiore del prodotto.
Finisterre 2006Colore rubinio carico e cupo.
Naso non perfettamente pulito, fortemente speziato, con pepe in evidenza e frutto mascherato da sentori tostati. Sfumature di vaniglia.
Corpo importante, con tannini un po’ polverosi. Discreta persistenza.
Vino di non facile inquadratura, in cerca di armonizzazione e necessitante di ulteriore affinamento in bottiglia.
FINISTERRE 2006
Naso speziato di pepe in particolare e sensazioni di chiodi di garofano , Frutta rossa , sentori di macchia mediterranea e cenni di mineralità
Tutto sommato bocca alquanto equilibrata dove la sapdidità tende ad evidenziarsi . 83
Finisterre (2006 – Alicante e Syrah – 14,5 gr.alcolici) scende nel bicchiere piuttosto pesantemente svelando un colore rubino che vira decisamente verso il violaceo, il profilo olfattivo come quello gustativo sono segnati dal legno che si percepisce troppo nettamente (sentori di vaniglia in particolare), oltre a questo al naso si percepisce il cacao amaro e frutta rossa molto matura, quasi sotto spirito molto nascosta dagli altri riconoscimenti.
In bocca, pur essendo abbastanza fresco il tannino asciuga e domina, trovando come unico bilanciamento l’alcol che compromette a mio modo di vedere la bevibilità, il finale di bocca è decisamente amaro.
Post orginiale qui
Insieme al Maremmante rappresenta il rosso aziendale da me preferito. Di un rosso rubino carico, impenetrabile, il vino esprime all’olfattiva tutto il carattere dell’uvaggio utilizzato. Note intense di confettura di frutti neri, pepe nero, cioccolato fondente,liquirizia e vaniglia. Al gusto si presenta pieno, morbido, strutturato, con un tannino ben presente e controbilanciato da una importante componente alcolica. Bella la persistenza finale. Un vino che per via del legno ancora presente e per il tannino ancora troppo aggressivo andrebbe lasciato affinare ancora per qualche anno.
Da non esperto penso che sia davvero troppo alcoolico. Forse non l’ho fatto respirare troppo, forse ho sbagliato abbinamento, ma mi sembra che l’alcool sia davvero troppo dominante, i profumi risultano nascosti, il gusto amaro e tannico. Non particolarmente bevibile.
2006
Calore e spezie di primo acchito, voluminoso roteare e fitta trama di archetti, poco male:
c’era roastbeef sulla tavola e salsa di tartufo a guarnirlo.
E’ un vino che testimonia attenzione, tecnica, voglia di osare; la sostanza c’è così comne l’intensità: l’abbinamento è centrato e siamo sicuri che nello scorrere delle annate questo vino darà occasione all’azienda di proporre un prodotto di grande finezza ed armonia, meno muscoli e grande eleganza.
Tra i commensali le Signore son quelle che han più gradito.
FINISTERRE 2006
Grande entusiasmo a tavola, veramente bono. Come abbinamento abbiamo svuotato la dispensa di casa: porcini e peperoni gialli sottolio, pecorini tirati, marmellata di cipolle e di melone.
Rubino profondo tendente al mattone con unghia viola, sembra pronto, una morbida entrata in bocca porta a note asciutte di frutta rossa e aromi terrosi, molto pulito in bocca, aromi minerali e spicca una bella sensazione mista tra amarena e lampone, seguono note più decise ed intriganti, leggero cuoio, cioccolata, radice di liquirizia, alle quali seguono un finale elegante. Una bella orchestra mediterranea seguita da un assolo di spezie. !!!!!!!
Drink now or later.
Finisterre 2006
Rosso di 14,5 gradi dal lotto L 0801301.
Ottenuto da vitigni Alicante (50%) e Syrah (50%) della Maremma Toscana.
Colore: Rosso rubino pieno.
Naso: Delicato, con sentori speziati e lievi note di frutti rossi maturi,
mirtillo e lampone.
Bocca: Discretamente pieno, intenso e persistente, con buon equilibrio
nonostante marchi troppo il legno di affinamento, che si avverte nella nota
amara troppo lunga e accentuata. Retrogusto gradevole di prugna matura e
mirtillo.
Punti attribuiti in ventesimi: 16
Finisterre – IGT Maremma Toscana Rosso
Uvaggio: Syrah 50% – Alicante 50%
Legno più equilibrato sia al naso che in bocca. Sentori vanigliati forse un po’ forti ma che per i vitigni usati si adatta meglio rispetto al Morellino. Vino senza difetti ma non troppo bevibile.
JLF Test = circa metà, forse un po’ di più.
Post originale qui : DavideCanina.com
Finisterre: assaggiando questo vino rosso di notevole qualità, non si può che notare il passaggio in barriques, che ne ha levigato il gusto, t lascia in bocca un forte sentore di legno e nonostante un tocco di acidità di troppo, una volta bevuto lascia un ottima impressione in bocca, con un aggettivo: elegante. Voto 7+
Post originale qui: Ciocci Thinks
Finisterre 2006
Anche questo è un uvaggio di Syrah 50%, Alicante 50%. Leggero sentore di tappo, a giudizio di tre membri del panel, ha alterato decisamente le valutazioni. Peccato. Bel colore, accentuata presenza dei tannini, potenzialmente migliore del Maremmante, ma considerato lo stato della bottiglia occorre una valutazione supplementare…
Giudizio sospeso.
Post originale su Aristide qui.
LA PRESENTAZIONE
Il Finisterre 2006 nasce poco lontano dalla costa maremmana da uve alicante e syrah, figlie di vigneti con rese bassissime. La lavorazione dichiarata dal produttore si allinea con quelle dei vini di maggior pregio: fermentazione e poi un anno e mezzo di affinamento in barriques, selezionate con mano leggera: niente tostature forti e uso di botti già usate almeno due volte.
L’ESPERIENZA
Il Finisterre ha un personale prevedibile: un rosso carminio appena trasparente, che data la giovane età della bottiglia ha una vena purpurea, è il giusto risultato della vinificazione di queste uve. Da notare anche la consistenza di questo elisir, che sembra non voler uscire dalla bottiglia: forse sa che è ancora presto.
Mentre l’annuso, niente mi stupisce ma tutto mi garba: il vino che ho nel bicchiere manda esalazioni profumose intense, che ricordano innanzitutto piccoli frutti nerastri, come il gelso e il cassis, per poi approfondire il concetto: si svela a poco a poco una liquirizia notevole, cresciuta su una mineralità sabbiosa da cui fa capolino di tanto in tanto qualche imbarazzato fiorellino purpureo. Niente male: ci sono potenza e terroir, e anche una discreta eleganza.
Mando giù un sorso e subito faccio un cenno di assenso: il Finisterre dilaga con gentilezza e buon equilibrio mostrando un estratto notevole che svela dei tannini di media presenza e di qualità ottima, assistiti prontamente da un’alcolicità importante ma necessaria, una piacevolissima morbidezza e la spinta, a questo punto indispensabile, di una buona sensazione rinfrescante, per cui ringraziamo sapidità e freschezza. A colpire nella beva è soprattutto la sensazione tattile: il vino è quasi cremoso, e lascia una bocca soddisfatta dopo un finale dove torna, senza invadenza, l’amica liquirizia.
IL GIUDIZIO: VIRTUOSO
Ho degustato il Finisterre a 18°C in seguito ad una ossigenazione di mezz’ora in caraffa e qualche giro nel bicchiere.
I tannini sono di ottima qualità e le sensazioni olfattive chiare e distinte: sono certo che le cose andranno per il meglio, donandoci un vino grande, maturo e perfettamente equilibrato tra due o tre anni.
Il prezzo di acquisto è solitamente compreso tra i 30 e i 40 euro.
La degustazione ha avuto luogo giovedì 25 settembre 2008.
Post originale qui: Io non sputo.
Finisterre 2006
L’uvaggio richiama il Maremmante (leggi recensione), mezzo Syrah, mezzo Alicante.
Anche il colore, rosso rubino intenso, concentrato, quasi impenetrabile ricorda il fratello minore Maremmante. Qui, però, il bicchiere è più denso, glicerinoso, lento a scorrere.
Il naso del Finisterre è fine, con note fruttate in primo piano. Una bella prugna matura, intanto, ma anche ciliegia sotto spirito, più croccante. Ad una seconda olfazione, dopo aver mosso un po’ il calice, emergono succose amarene, di immediata piacevolezza.
L’olfatto è, quindi, complessizzato dalla permanenza (18 mesi) in piccoli legni di Allier. E’ un legno elegante, mai invasivo, che origina essenze balsamiche e mentose spezie.
In bocca è un vino caldo, pieno, di gran polpa carnosa. La volumetria è così presente da divenire tattile.
I tannini gallici compendiano, con la loro morbidezza, i più irruenti catechici del rosso liquido, creando un’apprezzabile armonia.
Nella post gustativa, non particolarmente lunga, si apprezza una prugna netta, col tannino che non lascia facilmente le gengive.
Un prodotto ambizioso, figlio d’un frutto costitutivo di carnosa maturità.
L’alcol (14,4% vol.), i tannini e la concentrazione estrattiva mettono un po’ all’angolo le note più fresche, che pure non mancano.
Noi l’abbiamo gustato in abbinamento ad una lasagna al forno e ad un arrosto di manzo di breve cottura. Il bicchire si è comportato bene in entrambi i casi, con una performance, a nostro avviso, davvero notevole con la lasagna.
Sarebbe interessante provarlo con qualcosa di ancora più succulento e grasso, come un bel pecorino di grotta. Peccato non ne sia avanzata una goccia!
Nel complesso, una bottiglia di alto livello espressivo, già buona oggi, ma per la quale, soprattutto, immaginiamo un lungo futuro. Indicativamente, sarebbe opportuno riparlarne nel 2010, allorchè Finisterre 2006 dovrebbe aver raggiunto l’apice: ora è un giovin virgulto.
Leggi il post completo su Enoblog
IGT Maremma Toscana Finisterre 2005
L’ultima bottiglia della serata è stato questo Finisterre 2005, “l’ammiraglia” di casa Poggio Argentiera.
Come il Maremmante è mezzo Sirah e mezzo Alicante (l’unica differenza è che non fa la rima!).
Colore rosso intensissimo, scuro, impenetrabile. Al naso ricorda note dolci di frutta rossa molto matura. In bocca è estremamente avvolgente, una struttura carica e imponente; ma non è il classico Super-Tuscan colore-frutto-legno che ti allappa la bocca. Comunque un’avvertenza: non è un vino”facile”, se non lo accompagnate ad un piatto altrettanto robusto rischiate di faticare a finire la bottiglia.
E noi ce lo siamo gustato con un piatto che più robusto e maremmano non si può: cinghiale in umido (e qui scatta la standing ovation per la cuoca!).
Post originale qui
Maremma Toscana rosso Finisterre 2005 – Nero blu profondo ma un pò piatto. Naso ottimo per spessore e profondità, frutti neri, pepe, cenere, tartufo nero. Largo ma di volume limitato, con un tannino secco ma non astringente, distribuito solo fino a metà palato. Finale perde forza ma non si asciuga. Ottimo ma non grande.
FINISTERRE 2005 – Maremma Toscana IGT [alicante 50% & syrah 50&] – Banditella di Alberese (GR) -
Rosso rubino intenso, cupo con sfumature tendenti ad un delicato granato, limpido:
Marcati sentori di frutta rossa molto matura e spezie, etereo, nota finale mandorlata e sottilmente aromatico, raffinata complessità di fragranze in cui si ricorda la polvere di cacao, intenso e persistente; secco, sottile freschezza aggredita da una tannicità ancora troppo marcata con evidente alcolicità, evoluti e complessi sentori terziari di frutta di bosco in confettura e prugna cotta, lunga nota di tostatura la cui complessità evolutiva non è ancora sapientemente sviluppata: almeno 4/5 anni di affinamento [mi piacerebbe assaggiarlo allora!!] da renderlo tendenzialmente disarmonico e poco morbido, inoltre, le note speziate sono appena accennate ma sicuramente è di grande struttura e potenza.
Finisterre. Il naso cioccolatoso e ruffiano ci presenta subito il biglietto da visita: sono un super…qualcosa. Ben costruito, calibrato, è fatto per piacere. E infatti assolve egregiamente al compito.
A noi piace soprattutto l’uso arguto della barrique, nel quale ritroviamo l’intelligente ironia del produttore. Vogliono un supertuscan? Eccolo qui. Certo, noi (smaliziati di lungo corso) non ci caschiamo più, ma il mondo è pieno di newbies…Promosso (con qualche riserva).
IGT Maremma Toscana Finisterre 2005
Per questo vino ho fatto un esperimento. Sapendo della composizione evidentemente simile al Maremmante, l’ho servito, a distanza di una settimana dal parente molto prossimo, agli stessi amici, i quali non sapevano della composizione.
Non c’è stata storia. All’unanimità abbiamo concordato sul fatto che è un buon vino, ma avevamo tutti in mente il Maremmante sul gradino più alto del podio tra i due.
Quinta bottiglia aperta il 7 giugno: 1/2 shirah e 1/2 alicante, colore scuro, barricato (come piace molto a me!!), profumo davvero intenso, sapore eccellente, assolutamente buonissimo, forse ancora meglio del Morellino di Scansano, è piaciuto molto a tutti!
FINISTERRE IGT 2005
Il colore è un rubino impenetrabile, quasi inchiostro.
Al naso profumi intensi di frutta scura come la marasca e la mora. Poi si apre un bouquet di spezie: la cannella, il pepe, il ginger; inoltre leggere e piacevolissime note di vaniglia e sentori balsamici.
Un vino morbido, con un’alcolicità ben sostenuta dalla struttura, potente e persistente.
Ottimo l’uso della barrique, veramente ben dosata.
Direi che sfiora l’eccellenza: 4/5.
Colore rosso rubino, profondo, denso.
All’olfatto subito sentori di frutta rossa in confettura e note di spezie dolci (pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano) e liquirizia.
Il vino è corposo, morbido, con un alto tenore alcolico. Tannini levigati, già si fondono con il vino.
Veramente egregio!
[...] La prima impressione al naso è stata quella di un vino di grande concentrazione, struttura e personalità. Subito si è pensato ad un blend con Syrah, anche qui il secondo vitigno meno riconoscibile. Gran naso che ha bisogno di un pò di tempo per aprirsi, con un frutto maturo prevalente e un legno ben fuso ed integrato. Tantissimi tannini molto densi che sicuramente conferiranno un’ottima longevità, anche se forse anche qui troppo severi. Una beva non facilissima, ma un grande vino.
FINISTERRE IGT 2005
Al naso è balsamico con presenza di frutti rossi di sottobosco, oltre ad una leggera nota di cuoio; la presenza un po’ eccessiva del “legno” lo rende poco armonico e fine.
Anche in bocca si presenta balsamico, con leggere note “erbacee”, ottimo il corpo con tannini pero’ non ancora bene integrati. L’armonia potrebbe certamente migliorare con una permanenza maggiore in bottiglia, in quanto il vino si dimostra troppo giovane.
Il giudizio complessivo è comunque ottimo in quanto ha tutte le caratteristiche per migliorare ancora con qualche altro anno di l’affinamento.
Finisterre Maremma Toscana Rosso IGT 2005
Bel campione (Syrah 50% – Alicante 50%) dal colore rosso rubino carico, consistente, al naso è decisamente piacevole, con note di cioccolato, spezie (coriandolo e zenzero) e frutta sotto spirito. Un po’ ruffiano, ammettiamolo, ma piacevolissimo. In bocca è equilibrato, secco, caldo, morbido, fresco, tannini presenti ma non aggressivi, sapido, intenso e persistente. Un vino fatto per piacere e che piace: ecco, la sensazione è che ci si trovi di fronte ad un vino ottimo ma poco “emozionale”, cosa che invece apparteneva al Bellamarsilia, pur essendo meno preciso e “perfettivo”.
(http://enofaber.wordpress.com/2009/06/23/finisterre-maremma-toscana-rosso-igt-2005-poggio-argentiera/)
Mi aspettavo un vino estremo, un po’ come il nome che porta. Ed in effetti lo è, a partire dal colore, di un intensità non comune, per finire agli aromi di cui ho apprezzato l’evoluzione nel tempo fino a raggiungere note balsamiche, con un non sò che di minerale. Lungo e persistente, questo Finisterre 2005 pur restando un vino impegnativo, riesce comunque a risultare morbido e armonico.
Finisterre 2005
In evidenza il frutto, seguito da sentori verdi vivi ma nobili, quali la clorofilla, profumi balsamici, di eucalipto.
Al palato si rivela molto concentrato, ricco, vellutato, scorre bene in bocca, con una chiusura leggermente amara ma coerente con le sensazioni balsamiche. Un vino che si apre lentamente e può invecchiare ancora, forse virando verso il tabacco con l’affinamento in bottiglia.
Già al naso si capisce che siamo difronte a un rosso toscano di tutto rispetto.
Piacevolezza che si puà godere a pieno dopo averlo aperto da un’oretta, grazie a un bouquet vario e inteso e dall’ottima persistenza.
Vino anche da meditazione, completo.
Armonia tipica dei grandi vini rossi toscani.
Noi, lo abbiniamo al camino.
Perdonate la degustazione un po’ sintetica, poco tecnica ma molto verace (per dirla alla napoletana anche se io sono di bergamo).
Un vino eccezionale, grande personalità e un buon umore contagioso che si sprigiona dal bicchiere.
Talmente ricco che me lo sto bevendo come vino da meditazione!
Grazie ancora a Gianpaolo per questa grande iniziativa (tasting panel). E complimenti per questo vino.
FINISTERRA 2005 Alicante 50%- Syrah 50%
Degustato inizio lulgio 2009.
Colore molto intenso anche se sembra “giovane” per un vino che ha già 4 anni (è un complimento!). Visivamente è molto consistente ed alcolico.
O: pulito! Abbast. intenso e sicuramente complesso.
Etereo, spezie, frutti rossi maturi, vaniglia e alla fine pepe.
G: gusto “pieno”. Morbido, caldo, fresco, tannino vellutato. Grande struttura. Se dobbiamo trovargli una pecca forse è poco persistente.
Sintesi: armonico e maturo–)Great!
Ringrazio Gianpaolo di avermi fatto partecipare a questo Panel e chiedo scusa del ritardo nell’inviare i commenti.
Finisterre – IGT Maremma Toscana Rosso 2005
Si tratta del terzo vino assaggiato nell’ambito del blogger panel 2009 di Poggio Argentiera. Dopo le buone esperienze collettive con i precedenti, qui a livello familiare sono iniziati i distinguo e le prime note negative.
Si trattava di una bottiglia della vendemmia 2005: una sfida rispetto agli altri vini. Accostamento tradizionalissimo con cibi all’altezza dei 15 gradi del vino, ma risultati contrastanti. Critiche comuni invece per la retroetichetta scarna.
La bottiglia, bevuta a metà, langue in attesa di destinazione. Cosa fare di un rosso così impegnativo, che è troppo per essere un vino da pasto ma anche per meditazione? Si accettano suggerimenti, per un vino buono ma difficile.
post originale qui: http://pollicinor.giuseppemazza.it/post/168100397
Test del vino – Finisterre –
Ah però !!! Questa la prima impressione dei commensali che hanno assaggiato il Vino Finisterre di Poggio Argentiera
Si effettivamente notevole!!! I miei complimenti al suo produttore Giampaolo Paglia .
Un vino definito “intraprendente” è davvero fantastico.
Lo abbiamo assaporato partendo con i peperoncini Pugliesi piccanti sotto’olio, abbiamo continuato con un ottimo ragù di selvaggina (anche se è estate, non ci spaventiamo!), e lo abbiamo terminato con un assaggio di cioccolata a 360° partendo da un tipo al latte per terminare con un cioccolato corposo, si è difeso davvero da gran vino!
Dargli un voto? No, non mi sembra il caso è un fuoriclasse, ancora i miei complimenti a Giampaolo.
Un nettare fitto, tanto da non lasciar filtrare luce, se non fulgidi bagliori carminio.
Viscoso: si ferma in souplesse sul vetro.
Vigoroso al primo impatto il naso: ma presto ammantato di una eleganza solida, terricola: guadagna in ampiezza laddove perde – un filo – in profondità. Virile, con il frutto controllato più che moderato dalle parti carnose.
Fulminante l’attacco alla bevuta: tutto subito un succo preciso al seguito di una tonante alcoolicità. Rugosi e amarevoli – ancora – i tannini, piazzati in avanguardia di un corpo sinuoso, mai fermo.
Appena asciutto il centro, che poi viaggia veloce verso un finale tiratissimo.
Maturo, con ancora qualche strale di miglioramento nel riposo in cantina per un par d’anni, ma assai migliore di quanto ricordassi.
88/100 – Maremma Toscana Rosso IGT Finisterre Poggioargentiera 2007 (Cat. E)
Trend favorevolmente crescente, per quest’azienda che presente un’intera gamma di vini all’insegna dell’assoluta pulizia e di qualità medio-alta. Franc, Alicante e Syrah per il Finisterre, ottimamente amalgamati, che forse devono ancora digerire del tutto, in questo caso, il legno. Almeno per quanto riguarda il piano olfattivo. Il suo profilo è comunque di facile lettura, gli puoi dare già da subito del “tu”, in quanto è affabile, generoso e simpatico, come l’amico che conosci da una vita. Rubino omogeneo e compatto, visciola e mora in confettura, balsamico, vaniglia e cannella, tostati e cioccolato a chiudere. Bocca calda e avvolgente che risponde al cliche’ dei vini “costaioli”, con tannini ottimi così come lo spessore gustativo. Il tutto, per un finale caldo e fruttato.
articolo originale qui http://www.altissimoceto.it/2010/08/31/guida-vini-di-altissimo-ceto-toscana-le-eccellenze-della-costa-seconda-parte-scansano-val-di-cornia-e-le-produzioni-ad-i-g-t/