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Alture – IGT Maremma Sauvignon
Uvaggio: Sauvignon 100%
Vigneto: di quindici anni di età, situato su un’altipiano tra Pitigliano e Sorano a circa 400 metri slm.
Vinificazione: fermentazione e affinamento in acciaio
Note: grande freschezza al naso, con note esotiche, agrumate, dove prevale il pompelmo rosa; in bocca conferma la freschezza, ma si fa anche pieno e cremoso, tornando all’agrume nel finale lungo e pulito. Un vino non banale, dall’acidità importante derivante dal suolo tufaceo e dall’altitudine.
Il Sauvignon non e’ certo un uva maremmana, ma da parecchi anni e’ coltivata a Pitigliano, dove a volte prende parte al blend che forma il Bianco di Pitigliano (insieme al Trebbiano e altre uve). Il fatto e’, che in questo territorio sembra veramente trovarsi a suo agio: terreni tufacei di origine vulcanica, per l’acidita’ e la mineralita’, altutudine e escursione termica per la freschezza e fragranza dei profumi. Il tutto inserito in un clima mediterraneo, soleggiato e asciutto. Mettetelo alla prova con dei Sauvignon di pari livello provenienti da altre parti di Italia e scopritene le differenze.
Mappa del vigneto
Materiale disponibile da scaricare su questo vino
Antonio Camillo Alture Sauvignon [foto bottiglia - bottle image] (177.9 KiB)
Antonio Camillo Alture Sauvignon [etichetta - label] (181.8 KiB)
Antonio Camillo Alture Sauvignon [Scheda Tecnica - Tech. Sheet] (380.6 KiB)
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Alture:
Inaspettata per la zona la tipicità pronunciata e la chiara riconoscibilità come Sauvignon. Come descrittori aromatici sono stati nominati l’uva spina, il frutto della passione e la pesca. Alcuni degustatori hanno notato ancora leggere note di solforosa. In bocca è caratterizzato da un bel corpo pur conservando una certa bevibilità. La sensazione di alcol è sembrata più forte dei dichiarati 14 %Vol. L’acidità è a posto, per la varietà costituisce certamente il limite inferiore, ed ad alcuni colleghi essa è parsa anche come il risultato di una parziale acidificazione. Riassumendo, un buon vino soprattutto se si tiene presente che normalmente il centro d’italia viene considerato troppo meridionale per questo vitigno.
Si chiama Alture il mio bianco dell’estate
Satanasso quanto è buono! Se lo bevesse Tex Willer sarebbe nel numero 100, quello a colori. E poi, no, via dai canyon polverosi, questo è vino da notti sul Bosforo. O semplicente da certe sere a guardare oltre Orbetello, con il fritto di paranza che non unge e il vento che spinge di salmastro. Non sembra neanche possibile che venga dai dintorni di Pitigliano questo Alture, Sauvignon in purezza che sa di sale, di mare, di cedri e di spiagge mediorientali. E non di piscio di gatto, come insegnano le perversioni degustative…continua a leggere sul blog di Michele Marziani
Volutamente ho fatto assaggiare il Fonte_40 e l’Alture ad un panel di bevitori abituali ma non eno-appassionati (i colleghi).
Il risultato bruto è che l’alture è stato fulminato in 4 e 4-8, con accompagnamento di abbondante focaccia genovese, sia con cipolle che senza.
Il mio parere:
menzione di merito all’etichetta dell’Alture. Molto bella IMHO.
Alture:
a dispetto dei 14°, molto fresco, godibile, giustamente varietale ma non caricaturale. Ottimo vino, senza dubbio.
…abbiamo trovato buoni e corretti i due vini (Alture e Fonte40) in bottiglia, per quanto un po’ dissociati tra naso e bocca. Fruttati al naso ma più severi al gusto, insomma. Il Sauvignon è un po’ amarognolo nel finale, ma è perfetto con il patè di asparagi con cui l’abbiamo assaggiato.
2007
La nuova avventura enologica di Antonio Camillo, a fianco di Gianpaolo Paglia anche in Poggio Argentiera, è un Sauvignon maremmano dal carattere imperioso.
Il colore è chiarissimo, quasi trasparente, cristallino sull’unghia e brillante assai.
Ceruleo nel vetro, fitto di trama e denso d’ordito, si svolge molto dinamico senza archietetture precise.
Il naso è esotico: oltre alle note varietali ecco il frutto della passione e il mango, chiari e avvolgenti, che anticipano un’uscita più pietrosa.
Bocca gigantesca fin dall’attacco con un nerbo alcoolico travolgente, percepito ben oltre il 14° di targa.
Nel centro la beva diventa folgorante, senza perdere in freschezza e soprattutto in bevibilità.Ampio, complesso, importante, con un finale leggermente amarognolo. Avrà tempo.
Post originale qui.
Grande successo per il Sauvignon blanc “Alture” – Maremma Toscana Bianco IGT
Portato a temperatura e stappato con grande attesa, si è presentato a tutti con un bel giallo chiaro con riflessi verdolini.
La bottiglia piace anche per la grafica, qualche commento sulla fotografia.
Al naso decisa l’impronta di pompelmo e nel finale della pianta di pomodoro su tutto.
Molto, molto buono e fresco da bere, un piacere che dura anche dopo averlo finito…
Ha conquistato tutti.
Alture 2007:
profumatissimo con sensazioni dolci all’inizio che però non si confermano al gusto, sorprendendo…. ecco perchè forse ci è piaciuto molto con le orecchiette ma anche con la frutta
Totale: eccellente!
Post originale qui (con video, da non perdere la colonna sonora!)
Alture (2007), Sauvignon blanc 100%, solo acciao.
Versato nei bicchieri, subito ci colpiscono le microbollicine che, in questo caso, sono davvero tantissime; dopo qualche minuto, iniziano a diradarsi, ma son sempre lì, nel bicchiere.
Alla vista, un po’ scarico ma bella l’intensità e ottima la tonalità, che ci fanno presagire qualcosa di speciale. Se non l’avessimo saputo, l’avremmo creduto un sauvignon dell’Alto Adige
Anche a bicchiere distante, si iniziano a sentire i profumi, primo fra tutti la salvia, una spremuta di salvia fresca! L’intensità diventa sempre più piacevole col passar del tempo e al naso arrivano i profumi tipici, intensi, armonici, eleganti.
In bocca, grazie anche alla bella acidità, è una potenza, un’esplosione di gusto con un crescendo di emozioni: un sauvignon da alta competizione, quindi.
Solo Francy l’ha trovato un po’ amaro in bocca, ma probabilmente è stato molto condizionato dal fatto che il sauvignon proprio non gli piace.
Il sauvignon si prende tutti ottimo e 1 eccellente e un paio di “Vino eccezionale!!”.
Le valutazioni delle schede sono andate dagli 84 agli 88.
Io ne sono rimasta davvero colpita, soprattutto per l’eleganza; ne sono rimasta affascinata.
Leggi il post originale delle Pubbliche Relazioni del Vino per maggior dettagli.
Alture 2007 (Sauvignon blanc 100%)
paglierino carico
naso molto intenso, inizialmente dominato dai sentori di bosso, poi si apre su altri vegetali: foglia d ipomodoro, prezzemolo
in bocca pieno, equilibrato, con buona morbidezza che si scompone leggermente solo nel finale, dove prevale la sensazione di alcolicità
Abbinamenti: quoto Massj sul tortino di patate e le zuppe di pesce
Niente male davvero
Rapporto Q/P Alture Antonio Camillo 2007 14% € 12,00 CORRETTO
Le mie impressioni, non da sommelier, sull Alture (2007) sono di un vino bianco con una buona gradazione e con riflessi paglierino ricco di profumi, alla prima sensazione prevale il dolce ma anche la freschezza. Otttimo prodotto consigliabile++++++++++++++++++++++++
Leggi il post originale del Diario di un Tartufaro qui.
Alture 2007 (Sauvignon blanc 100%)
Sicuramente il vino della serata.
Pur non amando particolarmente il vitigno, più per le innumerevoli versioni caricaturali di quest’uva che per il vitigno in sè, mi è piaciuto per l’equilibrio ed il non eccesso.
Sfodera una buona paletta aromatica, prima di foglia di pomodoro, poi la frutta tropicale che rimane delicata, banane e felce verde, molto intenso e persistente, acidità e sapidità lo rendono un vino molto bevibile.
In abbinamento con impepata di cozze, pasta e fagioli e zuppe dense e strutturate in generale.
buon rapporto qualità/prezzo
bellissima l’etichetta al tatto
82pt.
Alture 2007
Sauvignon parecchio pesante per il mio gusto, certo è un 2007, ma un
filo di acidità in più non guasterebbe. Naso da New Zeland, intenso
forse anche troppo, un po statico. Potabile ma non ne comprerei una
bottiglia. Abbianato a uno sformato di riso al forno, pomodoro e
mozzarella, ha fatto fatica a reggere il piatto.
Qualche bollicina all’apertura, ma niente rifermentazione, è
imbottigliato sotto azoto?
Alture 2007
100% Sauvignon Blanc (vigne in Pitigliano)
Giallo paglierino scarico, al naso emerge chiaramente la nota varietale del sauvignon (frutto della passione, asfodelo) unita a note più floreali (fiori gialli) dovute forse all’origine “meridionale” del vino. Infatti in bocca ha una bella sapidità, quasi tropicaleggiante, chiude con bellissime note di liquirizia. Molto bilanciato l’alcol. Visto che siamo cattivelli e gli dobbiamo trovare un difetto per forza, allora lo troviamo alla lunga un pò monocorde.
Alture (2007 – Sauvignon 100% – 14 gr.alcolici).
Alla vista offre un bel colore giallo paglierino carico, ruota abbastanza pesantemente nel bicchiere lasciando parecchi archetti che scendendo lentamente fanno intuire una buona presenza di alcoli.
Al naso è deciso, vegetale (foglia di pomodoro) e fruttato (agrumi e pesca) sono i primi riconoscimenti ai quali seguono una nota vanigliata ed una vagamente floreale.
In bocca spicca una decisa freschezza, ben bilanciata da alcoli e polialcoli che donano una piacevole sensazione di morbidezza.
L’abbiamo abbinato a dei ravioli ripieni di ricotta e prezzemolo, conditi con burro fuso, salvia e noce moscata che però non hanno retto l’ampiezza gusto olfattiva del vino che senza dubbio può sposare piatti maggiormente complessi (es. zuppa di pesce).
Post originale
ALTURE 2007
Al naso subito la nota vegetale del pomodoro e del bosso a seguire la frutta tropicale, papaia, frutto della passione e pesca gialla.
Buon coinvolgimento al palato e riflesso delle sensazioni olfattive, morbido e caldo sicuramente ben fatto. Nota negativa: ci è sembrato un po’ costruito e modaiolo.
Qua ci lanciamo in un abbinamento: gamberoni in tempura e una punta di wasabì
80
L’Alture 2007 è piaciuto molto a tutti.
Poi ognuno ci ha sentito dentro cose diverse, ecco i commenti:
profumato
fruttato
corposo
elegante
poco profumato
salato (ma era un commento positivo, eh)
sembra un vino dell’AltoAdige
Anche l’etichetta è stata giudicata elegante.
Comunque, in ogni caso, il giudizio unanime è: ottimo!
Alture 2007
ma quanto ci piaci!!!
E sì che quando abbiamo alzato i calici al secondo ingresso del panel test, ci siamo rimasti tutti a guardarci per un po’: ci piaci proprio alture 2007!
“C’è la PESCA BIANCA” dice il primo. E noi tutti dietro un po’ meno avvezzi, a cercarla. Ma non c’è voluto tanto nemmeno al meno enoico eroe della serata per trovare lo stesso frutto al naso e in bocca. Ma che eleganza e quale corpo fresco, croccante, si può dire croccante? perchè ‘sto vino lo mangi con quelle trenette al pesto come pure i crostacei dell’antipasto. Pensiero stupendo. una gran bella soddisfazione.
Alture ’07 : profumi tipici del sauvignon, senza pero’ risultare stucchevoli come spesso accade. In bocca evidenza un ottima grassezza, forse un po’ troppo (ma penso che sia dovuta alla degustazione senza abbinamento di cibi), molto lungo e con un finale leggermente amarognolo che non stona. Solo un’appunto sul grado alcoolico, forse 0,51 grado in meno risulterebbero piu’ graditi, anche per il consumo.
ALTURE 2007. Colore paglierino molto chiaro con un odore leggermente aspro. Il sapore quasi un brut con retrosapore amarognolo. Servire molto freddo perchè i suoi 14° si fanno subito sentire allo stomaco. Adatto per aperitivi abbianti a formaggi e piatti ricchi di grassi animali, fumè delicati e mantecati. Consigliamo di avere lo stomaco già impegnato prima di iniziare a bere Alture
Commento by us:finito l’assaggio di Aldo a scolarcelo siamo state noi girls e ci è piaciuto moltissimo.
Antipasto (che brutta parola):
Foie gras de canard aux figues, in arrivo dalla Francia, accompagnato da crostini di fegato di coniglio, e una mousse di peperoni.
Commenti random dei 6 commensali: ha retto molto bene il cibo sgrassando la bocca, pastoso, piacevole fusione tra sapidità e note minerali, non sembra fatto in Maremma, caldo con una bocca che da + senzazioni del naso, ingresso in bocca morbido con un’acidità ancora giovane,grasso e intenso, è pronto, ancora non è pronto, al naso note dolci, in bocca la base alcolica viene compensata da un finale morbido e elegante tramite uno stacco netto e preciso. E’ piaciuto più agli uomini che alle donne, le quali ancora pensavano al Guazza.Un vino che già si sente che ha un’anima, credo sia un bel segnale per un sauvignon. La foto sull’etichetta è davvero piaciuta molto, qualcuno ha detto che la striscia grigia è un pò troppo fredda.
ALTURE 2007
BEL COLORE PAGLIERINO, AL NASO E’ INTENSO ED ELEGANTE, IN BOCCA UNA SENSAZIONE DOPO L’ALTRA,MORBIDO ,SAPIDO, FRESCO DI OTTIMA STRUTTURA E DI LUNGA PERSISTENZA. UN SAUVIGNON COSI “SAUVIGNON” NON LO BEVEVO DA PARECCHIO. SICURAMENTE DA CONSIGLIARE
E RICOMPRARE. COMPLIMENTI
Secondo e ultimo bianco di Poggio Argentiera degustato. “Alture” 2007, 100% Sauvignon Blanc, è stato il vino forse più discusso della batteria perchè, rispetto alla mia ragazza che lo ha amato fin da subito, a me non è piaciuto così tanto trovandolo troppo “piacione”.
Di un giallo paglierino scarico, all’olfatto è caratterizzato da note di frutta tropicale (mango, papaya, frutto della passione), agrumi e leggere sensazioni di erbe aromatiche. In bocca, e per me è questo che lo penalizza, risulta opulento, grasso, con quelle note di frutta tropicale che dopo qualche sorsata risultano stucchevoli. Vino di poca eleganza e con tanta “ciccia” (anche alcolica) che farà storcere il naso a chi beve sauvignon della Loira ma che avrà sicuramente la sua bella fetta di pubblico.
Stupendo il Sauvignon “Alture” –
uno dei miei vini bianchi preferiti quindi stappato e assoporato con molta
curiosità devo dire che non ha deluso
anzi …
La bottiglia è importante ma lo è molto di più il suo contenuto.
Quindi come dicevo io l’ho trovato straordinario. Al di là della grande riconoscibilità del vitigno, cosa comunque da assolutamente sottolineare, stupisce per provenienza così ‘mediterranea’, così lontano da dove siamo naturalmente abituati. E’ brillante, giallo paglierino chiaro. Al naso emergono sensazioni di frutta esotica, di pesca ed aromi appena minerali. E poi, in bocca, si scopre essere di grande eleganza e struttura. E’ intenso e caldo ma supportato da ottima sapidità ed acidità. Una nota più alcolica (quattordici gradi dichiarati in etichetta) si avverte su un finale vibrante che termina con una nota appena amarognola. Buono, buono, buono.
Dimenticavo.. Post originale qui
Presentato sul finale dell’aperitivo/antipasto ad accompagnare crespelle ha stupito per potenza ed originalità pur mantenendo riconoscibile il varietale.
Apprezzabile la freschezza e la sapidità in un’equilibrio di struttura con le componenti morbide.
Ineccepibile la presentazione.
Ha esaltato le Signorine più giovani.
Bisogna abbandonare gli schemi ed i pregiudizi per poter apprezzare completamente questo bianco toscano, ma ragazzi…qui abbiamo un sauvignon blanc Toscano, avete capito bene:TOSCANO! con una tempra e personalità ben definita e non ripetibile.
Questo è il suo pregio maggiore, si farà spazio dove lo spazio neppure era stato ancora concepito.
Complimenti!Soprattutto dalle Signorine!
ALTURE 2007
Bello il colore, scarico ma intrigante. Al naso è molto intenso e con profumi che dicono subito “Sauvignon!Sauvignon!”.
Appena entra in bocca, si ha come una sferzata di freschezza e sapori, poi una sensazione di dolce e per finire un retrogusto amarognolo.
Difficile pensare ad un vino del centro-italia. Colpisce per la sua personalità, anche se in bocca non è molto equilibrato.
Di sicuro non passa inosservato, siamo curiosi di assaggiarlo con quelche anno sulle spalle.
Thumbs up! Che vino! Sarà anche un pò “meridionale” come sauvignon ma che struttura! che profumi! frutta matura secdono me, acido quanto basta, bevibilissimo, persistente, gustoso, per me assolutamente il migliore della cassa.
ALTURE 2007: offre bene le tipicità del Souvignon (chiaro l’aroma di pipì di gatto) e noance verdi. buona la mineralità e l’equilibrio acidità/Co2. Mi ha colpito la nota di anice e come produttore ho apprezzato la lavorazione sulle fecce nobili (nota boisè).
Questo è il post sul mio blog:http://www.poggioaltorovini.com/blog/?p=288
Alture I.G.T. Maremma Toscana Bianco
Uvaggio : Sauvignon 100%
Colore vivo e intenso, molto bello. Profumi intensi con note erbacee e di foglia di pomodoro. Un Sauvignon molto fine ed elegante, caratteristiche che poi alla fine abbiamo riscontranto in tutti i vini di Poggio Argentiera.
Buona freschezza anche se non ha un perfetto equilibrio in bocca, non per difetto ma per il motivo che deve ancora rimanere in bottiglia per ottenere il perfetto equilibrio. Comunque ha una buona bevibilità e con qualche mese in più di bottiglia sarà ancora meglio.
JLF test = meno di metà
Post originale qui : DavideCanina.com
Alture: un bianco frizzante dall’alta gradazione alcolica (14°), che però scende, non ha i sapori scadenti di un bianco frizzante qualsiasi, ma lascia in bocca la sensazione della festa e del relax. Voto 7
Post originale qui: Ciocci Thinks
Comunque, Alture Maremma Toscana Bianco IGT 2007, il Sauvignon di Antonio Camillo, si conferma un …sauvignon (italiano!) da manuale. Bello e brillante il colore paglierino, naso verde di peperone e salvia. Il gusto è coerente con il profumo: nervoso (forse un po’ troppo), vibrante, con un finale leggermente amarognolo. Ho detto “sauvignon italiano” perchè solitamente altri – i neozelandesi in particolare – giocano le loro carte sui toni della frutta, anche esotica. Cosa che il nostro non fa (sigh), preferendo alla pesca bianca le erbe aromatiche degli orti di paese, frequentati (di tanto in tanto) anche da quadrupedi con coda e baffi. Che miagolano. Paese che vai, sauvignon che trovi…
L.
Post originale su Aristide qui.
Alture 2007 di Antonio Camillo
La bottiglia di oggi è il Sauvignon Alture 2007.
Una volta nel bicchiere, Alture è limpido e trasparente. Il croma è giallo paglierino scarico con riflessi verdolini.
Questo Sauvignon scorre fluido sulle pareti del calice, ma il consistente effetto Marangoni racconta di dote alcolica e corpo pronunciato, difficilmente ipotizzabili osservando il bicchiere fermo.
Il naso di Alture esordisce intenso, dapprima con note erbacee: salvia e foglia di pomodoro su tutte. Seguono – forse meno intensi, ma non meno eleganti – sentori agrumati. Stiamo parlando di un olfatto fine ed elegante, pulito, con una solforosa che, pur tangibile, non disturba.
In bocca, però, il Sauvignon di Antonio Camillo, vignaiolo in Maremma (così si definisce in etichetta), raggiunge le sue vette più ragguardevoli.
Qui, infatti, troviamo calore avvolgente, morbidezza pastosa ed una punta di zuccheri riduttori che avvolgono il palato con fare suadente.
Ecco, un vino così, con i suoi 14 gradi alcol, potrebbe finire per essere rilassato, stucchevole, pesante.
Invece no! No, perchè il tutto è attraversato da una corrente acida che, fresca viva, vibra e fa vibrare come corda di violino.
Bello, bello, bello.
C’è tutto in questo vino. C’è tutto e ad alto livello.
C’è equilibrio e c’è persistenza, quando emerge una nota marcata di pompelmo dolce.
Non ti lascia mai.
Complimenti, davvero.
Io l’ho bevuto da solo, ma anche in abbinamento con una linguina al filetto di tonno e spigola. L’ho provato con formaggi a pasta molle: nessun cedimento, anzi, un trionfo.
Tanto di cappello ad Antonio Camillo e a Poggioargentiera.
Vale sicuramente di più dei 12 euro che ci vogliono per portarne a casa una bottiglia.
Leggi su http://www.enoblog.it il post completo
LA PRESENTAZIONE
L’Alture 2007 è frutto del sauvignon, puro, prodotto nei pressi di Pitigliano, nella Maremma più alta: questa zona è forse più nota per i vini bianchi (Bianco di Pitigliano DOC, si legge sull’etichetta di molte bottiglie dal contenuto troppo spesso acquoso, che vengono svuotate generosamente nelle pizzerie romane), con alcuni produttori che iniziano a sfruttare una zona dal clima certamente più estremo a quello della relativa fascia costiera. La tecnica di vinificazione non è dichiarata dal produttore, per quanto mi aspetti l’assenza del legno.
L’ESPERIENZA
Questo sauvignon ha un aspetto che non tradisce le aspettative: è molto luminoso, con una base giallo pastello che vira leggermente su una tonalità lime in alcuni riflessi. Nel bevante apprezzo una buona consistenza, che prelude ad una conferma nell’assaggio della giustezza del numeretto magico, in questo caso il 14, presente sull’etichetta per suggerire il contenuto alcolico dell’Alture.
Gli aromi (naturali eh) danno una sensazione netta della giovinezza dell’Alture: la palese vena erbacea, viridiana, ricorda l’asparago con incertezza, ma è accompagnata da un sentore agrumato verace: il ricordo del pompelmo mi stuzzica il naso, poco più di quello dell’arancia amara. E’ un olfatto certamente semplice e forse un pò ruvido, ma è energico, ha una buona intensità: mi fa sperare in una maturazione verso toni più vari e delicati.
In bocca l’Alture è vigoroso, di buona struttura: il calore è notevole, ed è accompagnato da una morbidezza discreta: i due sono subito affrontati a spada tratta dalla nettezza di un’acidità di grande intensità, ben rinfrescante, e da una sapidità che sostiene la compagna con fermezza. Le ultime due sono forse appena troppo aggressive: risultano così intense che dopo essere riemersi, dando soddisfazione certo, i riconoscimenti olfattivi (quelli agrumati in particolare), la bocca resta con un ricordo un pò inasprito, segno di un equilibrio non perfetto. Nel complesso il vino lascia la sensazione di una certa durezza, non è malleabile né duttile, ma è vivace e forte, e speriamo che se la cava negli anni a venire.
IL GIUDIZIO: BUONO
Ho degustato l’Alture a 10/12°C in seguito ad una breve ossigenazione di qualche minuto avvenuta nel bicchiere.
E’ un vino dotato di una acidità che fa da nervatura ad un corpo importante, tra due o tre anni dovrebbe armonizzarsi con un miglioramento della bevibilità.
Il prezzo di acquisto dovrebbe essere di poco superiore ai 10 euro.
La degustazione ha avuto luogo sabato 27 settembre 2008.
Post originale qui: Io non sputo.
Alture 2007 (100% sauvignon blanc): giallo paglierino vivo; naso tipicamente varietale con buon corredo floreale e fruttato, discreta l’intensità; bocca ampia e corrispondente, emergono note piacevolmente agrumate. Decisamente buono l’equilibrio e la persistenza.
Leggi il post originale sull’Acquabuona
Questo Sauvignon che proviene dalle parti di Pitigliano nella Maremma interiore lo abbiamo degustato in precedenza a metà giugno. Le caratteristiche sensoriali basilari di questo vino sorprendente per il suo origine si ripetono. Tendenzialmente il vino ci è piaciuto un po’ meno dell’altra volta. Alcuni degustatori hanno notato aromi pungenti da anidride solforosa, ad altri non piaceva l’acidità spiccata ritenuta troppo agressiva. In ogni caso questo vino va bevuto adesso.
Leggi il post originale sul blog di Armin Kobler
Ai primi assaggi, mi piaceva ma mi stancava.
L’altra sera ho aperto l’ultima bottiglia dopo circa sei mesi se non di più, mi ha subito ricordato il Kerner altoatesino……. fantastico.