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Bucce – IGT Maremma Toscana Ansonica

Uvaggio: Ansonica (Inzolia) 100%
Vigneti: Maremma alta, zona Pitigliano (400 m slm)
Vinificazione: macerazione sulle sue bucce per circa 5-6 giorni durante la fermentazione. Affinamento: sulle fecce fini in tonneaux (500 lt) e cemento per 18 mesi. Messa in bottiglia senza filtrazione e senza chiarifica direttamente dalla vasca.

Note: Il vino si presenta con la sua torbidità naturale derivante dalla presenza delle fecce fini. In bocca è avvertibile la presenza di una vena tannica che rende il vino nervoso e vivo, con delle note di legno vecchio che ne aumentano la complessita’. E’ l’Ansonica fatta come una volta, ovvero con la sua tannicità naturale derivante dal contatto con le bucce. E’ un vino abbastanza ricco senza però essere grasso, e in grado di conservare una dinamicità in bocca ed un suo carattere inconfondibile. Note di liquirizia, erbe, agrumi, un finale lungo e appagante. Da provare sulla bottarga, sul coniglio e su altre preparazioni con sapori decisi. Vi ricorderà il mare dell’Argentario e le sue isole. Bevetelo ora, ma potete tenerlo per almeno 3/4 anni, per permettere lo sviluppo di aromi terziari piu’ complessi.

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Bucce IGT Maremma Ansonica [foto bottiglia - bottle image] (163.3 KiB)

Bucce IGT Maremma Ansonica [Etichetta - Label] (290.4 KiB)

Bucce IGT Maremma Ansonica [Scheda tecnica - Technical Sheet ] (432.8 KiB)

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24 Comments

  • Zum Wohl scrive:

    ANSONICA BUCCE IGT 2007

    Premetto che è sempre doveroso fare i complimenti al produttore per l’impegno che spesso mira a valorizzare i preziosi vitigni autoctoni, in questo caso l’Ansonica.

    Subito colpito dalla curiosita di assaggiare questo nuovo vino, ho aperto la bottiglia ed ho versato il vino nel bicchiere.
    Si vede immediatamente che il prodotto non ha subito chiarificazioni o filtrazioni.
    L’aspetto è infatti quasi velato, scelta coraggiosa da parte di PoggioArgentiera.

    Il colore è giallo paglierino con decisi riflessi dorati, frutto della vinificazione sulle bucce.
    I profumi sono netti, ben definiti. Inizialmente i sentori di pesca e pera prevalgono, poi si susseguono profumi di camomilla e chiudono note vegetali.

    All’assaggio il vino denota una buona alcolicità ed ha la morbidezza che ci si aspetta.
    Note dolenti invece sulla freschezza, un po’ sottotono, e la limitata sapidità.

    Colpisce l’astringenza sul palato che deriva dall’abbondante presenza del tannino. Può essere un buon aspetto, ma solo se supportato appunto da una decisa freschezza.
    Sicuramente il vino ha margine di miglioramento se riesce a recuperare un po’ di acidità.
    Chiude poi un finale ammandorlato ed una discreta persistenza.

    Voto: 2/5

  • Flavia Spina scrive:

    ANSONICA BUCCE IGT 2007

    Con questo vino torniamo al modo di vinificare vecchi stampo, senza chiarifiche, con la fermentazione sulle bucce.

    La caratteristica principale è la torbidità. I profumi sono semplici con note di frutta gialla e di erba sfalciata.

    Assaggiando il vino risalta il tannino, spesso per nulla presente nei vini bianchi, mentre qui è ben evidente, tale da renderlo particolarmente adatto ad abbinamenti “importanti”, con piatti strutturati.

    La rotondità comunque non manca, così come la persistenza.

    Alla fine torna una nota minerale.

    Al di la dei tecnicismi devo dire che questo vino mi ha stregata e , tra quelli assaggiati , lo reputo il più particolare ed il migliore. Sarà uno di quelli che acquisterò sicuramente.
    Voto 4/5

  • Maremma Toscana bianco Ansonica Bucce 2007 – Come quasi tutti i vini di questo stile (e con buona pace di tutti gli appassionati equi&solidali), esprime maggiormente la tecnica con cui è fatto rispetto al varietale. A differenza invece di molti vini di questo stile, è di precisione quasi cristallina. Molto freddo nell’espressione (caratteristica questa che condivide – chi più chi meno – con tutti gli altri campioni della batteria). Bòn;

  • Giorgio scrive:

    [b]BUCCE 2008 PoggioargentierA[/b]
    Ansonica 100%

    Un bel colore giallo dorato per il BUCCE, vino non filtrato e non chiarificato, di una giusta torbidezza da fecce fini. Ansonica in purezza con una fermentazione sulle bucce (appunto) di 6 giorni e un affinamento sulle fecce per 18 mesi in cemento e legno grande. Al naso – unica dolente nota – è intenso ma poco espressivo, con vaghi sentori di frutta a polpa gialla (mela, pesca) e sentori erbacei di fieno ed erba tagliata di fresco. In bocca, invece, da il meglio di sé: caldo, morbido, abbastanza fresco e con una vena sapida, minerale, molto piacevole. Di buon corpo, non ha un finale particolarmente memorabile, ma è di beva facile ed equilibrata. Bella la tannicità appena accennata ma percepibile e gustosa al palato. Bevuto a 13° con spaghetti alla bottarga ha fatto il suo sporco lavoro :D Voto medio su 5 persone: 85/00.

  • ANSONICA 2007 – Maremma Toscana IGT [ansonica 100%] – Banditella di Alberese (GR) -
    Giallo paglierino di ottima intensità con interessante opacità dovuta alla particolare elaborazione che pone in evidenza sottili sfumature delicatamente dorate.
    Profumo tipicamente floreale, l’affascinante dolcezza del tiglio, fruttato e sottilmente amarognolo che tende a “dolcificarsi” dopo molti attimi dalla stappatura per cui, essendo intenso e persistente, si ammorbidisce per manifestarsi fine e decisamente “unico”.
    Secco, caratteristica e prevalente nota amarognola con ricchezza di freschezza, caldo di alcol e di grande struttura organolettica, morbido ed armonico con sentori complessi ed evoluti di frutta molto matura con evidente nota minerale, delicata e piacevole aromaticità che lo rende accattivante e ricco di rare peculiarità, grande finezza: prodotto di notevole complessità per altrettanti interessanti mariàges!

  • Giulio scrive:

    Ed ecco la delusione della serata. Spero di essere incappato in una bottiglia sfortunata.
    Il colore fa sognare sensazioni nuove. Purtroppo subito deluse. Chiuso sulle prime dopo un pò (il vino è stato servito intorno ai 12° per poi scaldarsi fino ai 16°) si riesce a scovare i profumi tipici di fiori bianchi leggermente passiti. Si percepisce un erba tagliata e fieno. Io addirittura ho scovato un ricordo di birra weiss. Ma è in bocca che secondo me delude maggiormente. Un pò piattino, per niente verticale. Si concentra soprattutto sulle parti dure (nonostante la temperatura di sevizio). Il giorno dopo ho riassaggiato il culaccio della bottiglia conservato sottovuoto. Pochi miglioramenti al naso. Ma è sempre l’ingresso in bocca che tradisce.
    Non mi sento di dare dei voti (per altro fini a se stessi) sperando di essere incappato in un campione non perfetto.

    P.s.: Nella stessa serata ho assaggiato anche il fonte_40 2007, rivelandosi nettamente il migliore della serata.

  • Lizzy scrive:

    Bucce 2007. Personalmente lo affronto con qualche riserva, perchè (mio gusto personale) non amo questo stile di bianco. Così come si presenta, ci appare più fruttato in bocca che al naso, che è poco espressivo. Sicuramente non è un vino facile, ma scommetto che con i piatti della cucina locale ci sta alla grande. Perchè è pastoso, si mangia e si beve. E poi sa di mare…maremmano! Ah, che nostalgia. Promosso bene anche questo.

  • Manuel Rossoni scrive:

    Sempre da appassionato poco competente … ecco le mie impressioni (che potete trovare come al solito anche su http://www.vinooo.it).
    A prima vista è estremamente affascinante … e poi tutta questa naturalezza (non filtrato, non chiarificato) è ammaliante.
    Al naso è decisamente fruttato, ma delicato. Soprattutto mela matura e pera. Ma anche un po’ di banana. A tratti sono appena percettibili le spezie del passaggio in botte.
    In bocca beh … devo dare due versioni:
    1) da solo : entra in maniera abbastanza anonima, poi spiccano i tannini e finisce un po’ mandorlato (leggi amarognolo)
    2) abbinato ad uno strolghino (salamino di culatello) : tutta un’altra cosa. E’ morbido e sensuale, equilibrato. Il finale mandorlato si attenua. Un bellissimo matrimonio.
    Direi che complessivamente è un ottimo vino fatto senza trucchi che da il meglio di sè quando è in buona compagnia.

  • Enzo Santagata scrive:

    ANSONICA BUCCE IGT 2007

    Apprezziamo il desiderio del produttore di ricreare vecchie tradizioni tipiche del luogo di origine, ma questo vino è stato il meno gradito nell’intero set di bottiglie inviate per il panel.

    Sicuramente pecca di gioventù, ma probabilmente siamo noi che non lo sappiamo apprezzare correttamente.
    Giudizio complessivo rimandato.

  • Stefania Doria scrive:

    Questa è stata la quarta bottiglia che abbiamo aperto il 4 giugno sempre in occasione di una cena con amici: bianco di 13 gradi, secco, acido, dal sapore particolare, al mio ragazzo non è piaciuto a causa del sapore troppo secco e particolare, per me era discreto.

  • Il packaging è molto curato. Già dall’etichetta la bottiglia mi incuriosisce … “non filtrato” e “non chiarificato”. Appena il vino incontra il bicchiere capisco subito che sono di fronte a qualcosa di davvero particolare. E’ ammaliante. Da proprio un’idea di naturalezza, di assenza di sofisticazioni, di assenza di trucchi.
    Al naso si presenta abbastanza bene, si percepisce la frutta in particolare le mele rosse. A tratti sono appena percepili le spezie del passaggio in legno.
    In bocca … devo dare due versioni.
    1) In bocca da solo è godibile anche se i tannini gli danno una notevole astringenza. E’ un po’ spigoloso.
    2) In bocca con un bel salume, un po’ grasso (nel mio caso si trattava di strolghino di culatello). Beh … tutta un’altra cosa. Si arrotonda, si ammorbidisce e risulta molto delicato. Si sposa perfettamente. E’ fresco e gradevole.

    Conclusione.
    E’ un vino molto intrigante e originale. Per esprimersi al meglio deve essere abbianato bene. Nel mio caso l’ho apprezzato con dei salumi.

  • Tiziano Zappa scrive:

    Ansonica Bucce IGT 2007 – Il primo vino aperto della batteria. Perchè proprio lui? La risposta è semplice: per curiosità, rientra nelle famiglia di bottiglie che non posso far a meno di acquistare, per curiosità appunto.

    >Alla vista: giallo paglierino scarico, denso alla rotazione, non limpido ma non per questo penalizzato.
    >Al naso: al primo impatto non proprio franco, poi fortunatemente migliora. Sentori di Frutta matura, vegetale, poco intenso.
    >In bocca: ingresso irruento in bocca, poi si addomestica ma allo stesso tempo si appiattisce… e lì rimane! tannini un po’ verdi, retrogusto amarognolo con un retrogusto piacevolmente amarognolo.

    >>> …”curiosity killed the cat”, va’ tutta la mia stima e rispetto al produttore per il coraggio a produrre un vito come questo, non lo berrei nuovamente – 78/100

    Tiziano Zappa

  • Francesco scrive:

    …[* Il primo vino degustato è “Ansonica Bucce“, e il primo commento dopo circa 3 secondi di “naso” del dott. Giacosa è stato: “sicuramente fa una buona macerazione con le bucce!”. Una ottima complessità olfattiva ed ottimi tannini percepiti in bocca anche se forse troppo severi. Il retrogusto un pò amarognolo tipico di una macerazione con le bucce non disturba eccessivamente e forse manca di un pò di lunghezza in bocca.]

    Questa la nostra prima degustazione dei vini di Poggio Argentiera, con un primo premio aggiudicato all’Ansonica Bucce per la sua originalità indubbia…]
    Post originale qui

  • Daniele Barile scrive:

    ANSONICA BUCCE IGT 2007
    Alla vista si presenta conuna limpidezza adeguata ad un vino che non essendo filtrato non si può paragonare ai vini comunemente messi sul mercato.
    Al naso presenta note di albicocca, banana e fiori oltre che un eccessivo “sentore di legno” che lo rende poco armonico e poco fine anche a causa della fermentazione sulle bucce fatta da questo vino.
    In bocca si sentono un po’ troppo l’alcool e l’acidità oltre un sentore di “tannini verdi”, che lo rendono poco armonico; presenta un retrogusto di mandorla amara un po’ troppo accentuato; buona la persistenza, l’intensità e il corpo.

  • Enofaber scrive:

    Bucce Maremma Toscana Bianco IGT 2007
    (Ansonica 100%). Ovviamente da un vino del genere, non filtrato, non ti aspetti limpidezza; infatti il giallo paglierino pieno è leggermente opacizzato, con un effetto particolare. Al naso emergono subito note fruttate e floreali abbastanza intense; rispetto al precedente lo trovo più elegante e delicato. In bocca entra deciso con la freschezza e la sapidità, ma finisce prestissimo. Meglio al naso che in bocca; un po’ deludente. Su questo vino il nostro panel si è diviso (unico caso tra i vini in degustazione) tra chi, come me, l’ha trovato deludente e chi invece l’ha apprezzato enormemente, preferendolo al Guazza 2008.
    (http://enofaber.wordpress.com/2009/06/23/bucce-maremma-toscana-bianco-igt-2007-poggio-argentiera/)

  • Stefania scrive:

    I vini naturali rappresentano una tendenza che seguo con molto interesse. Non tanto in quanto tendenza, ma piuttosto per il bel concetto che è dietro i vini cosiddetti naturali: ritrovare delle tradizioni antiche e proporre dei prodotti non artefatti (passatemi il termine).

    Per questo, abbiamo apprezzato questo vino già in partenza, anche se non ci ha entusiasmato, a dire il vero.

    Mi sembra giusto dichiarare subito la nostra colpa: non lo abbiamo aperto prima, come consiglia Gianpaolo. Al naso presenta qualche nota fruttta e al gusto un effetto astringente, che personalmente non amo, un po’ troppo aggressivo. Inoltre, ho riscontrato una persistenza amarognola.

    Devo essere sincera (è questo il senso del tp voluto da GP) non lo riberrei. Se non tra qualche anno. Almeno per ora. Perché come dicevo, è chiaramente un vino nato da una sperimentazione e conoscendo gli altri ottimi vini di PA non potrà che migliorare.

  • Pierpaolo Penco scrive:

    Bucce 2007

    Emerge subito un netto sentore di albicocca matura, non un bouquet troppo ampio ma è intenso. Non si percepiscono note di erbe mediterranee (mirto, rosmarino…) come ci si potrebbe aspettare da un bianco tirrenico.
    In bocca è piacevole, esce un’acidità che gli dona energia, non ha la pesantezza di alcuni vini macerati, coerente e corrispondente tra naso e bocca. Il retrogusto non è particolarmente persistente, la bocca viene ripulita bene dall’acidità ma non ritorna frutto. Si presta bene ad abbinamenti quali zuppe, pesce anche con salse, caciucco… Forse, per dotarlo di una spinta finale, se ne potrebbe sovramaturare una parte?

  • Roberto scrive:

    Adoro i vini bianchi e il Bucce 2007 mi ha incuriosito molto. Buono il risultato. All’aspetto visivo può piacere o meno ma ha mio parere lo rende ancor più intrigante. Il tutto confermato al naso e alla bocca, profumi freschi e mediterranei. In bocca ottima acidità che gli dona freschezza.

  • Bucce 2007
    Questo vino si fa ricordare, raggiunge un obiettivo secondo me fondamentale. Prima di tutto è un vino bello perché richiede attenzione, richiede che ci si avvicini alla bottiglia, magari tra amici, sapendo di cosa si sta parlando, anche senza essere dei tecnici, anche perché ha un colore che “costringe” ad approcciarsi a lui come non si fa con gli altri bianchi, e quindi inevitabilmente finisce che se ne parla. Dei due aspetti a mio parere importanti e caratteristici del “bucce” questo è uno; l’altro è una delle più efficaci combinazioni tra prontezza all’attacco in bocca e persistenza. Perlomeno da questo punto di vista c’è un’eccezionalità che travalica i gusti personali.

  • Giuseppe Mazza scrive:

    Bucce Ansonica IGT Maremma Toscana Bianco 2007

    Si tratta del primo vino assaggiato nell’ambito del blogger panel 2009 di Poggio Argentiera con grandi aspettative derivanti dal vitigno, l’Ansonica, che sino ad ora conoscevo solo come il sempre ottimo Inzolia siciliano.

    Già dalla bottiglia le prime sorprese: un biondo velato, derivante dal mancato filtraggio. Una scelta divertente, che risulta ancora più evidente una volta che il vino è nel bicchiere, accanto ad un buon piatto di pesce.

    Bevuto fresco, risalta per un gusto sorprendente e non tradizionale. Ottima figura anche il giorno successivo, in abbinamento con portate leggere. Peccato solo per l’etichetta, un po’ troppo elementare per un vino così originale.
    post originale: http://pollicinor.giuseppemazza.it/post/168088990

  • Solo leggermente torbido, giallo dorato. Piuttosto leggero di trama, più spesso all’ordito: retrattile, più che viscoso.
    L’olfatto restituisce un pannello ricco e complesso, non privo di un certo spigolo. Robusto, affianca al frutto giallo e maturo una leggera sfumatura fumè.
    La postura angolosa conferisce solidità, concretezza e freschezza al contempo, ed è bel compendio.
    L’abbocco è anche meno ruvido di quanto t’aspetti, anzi nella progressione palesa una piacevole virgola zuccherina.
    Molto liscio il sorso, addirittura scivoloso nel principio. Nel durante arriva lo spessore, con polpa misurata, quasi austera. Il finale è bianco è spazioso.
    Un bella esperienza su una strada ancora tutta da percorrere.

    On line su AdG il 6 ottobre.

  • bucanero scrive:

    ANSONICA BUCCE 2007
    Di aspetto,logicamente, quasi velato si presenta nel bicchiere con un giallo paglierino con decisi riflessi dorati.
    Profumi netti, ben definiti, con iniziali sentori di frutta gialla e di erba tagliata.
    All’assaggio presenta una buona alcolicità ma colpisce l’astringenza sul palato derivante dall’abbondante presenza del tannino, ma è caldo, morbido, con una discreta vena sapida, minerale.
    Alla fine risulta di beva facile, con un finale ammandorlato ed una discreta persistenza.
    Sicuramente un vino da vedere in prospettiva futura, non lunghissima, per verificare eventuali progressi con l’invecchiamento.
    A noi è piaciuto in abbinamento con salumi pregiati.

    post originale qui

  • 83/100 – Maremma Toscana Bianco IGT Bucce Poggioargentiera 2007 (Cat. C)
    Molto particolare questa Ansonica di Gianpaolo Paglia, sicuramente diversa, quindi da approcciare il bicchiere con tutta la doverosa attenzione e con l’apertura mentale per aspettarci ciò che non ci aspettiamo. Un color oro velato al visivo, naso di mandarino, scorza di agrumi, foglie di thè, tostatura di frutta secca e chiusura minerale. Originale e ben fatto! Più complicato può risultare invece il gustativo, se non siete abituati a questo tipo di interpretazioni. Bella e buona la parte giocata sulla morbidezza e sulla combinazione acido-sapida, meno convincente la chiusura, con un finale timbrato da una secchezza che pare un po’ eccessiva.
    Articolo originale qui.

  • Stevetamburo scrive:

    La prima cose che ho pensato quando ho assaggiato il Bucce 2008 è stata “Finalmente un vino con una tipicità tutta sua”. E’ ormai raro trovarne, almeno nella sua fascia di prezzo. Ma vengo subito all’assaggio, accompagnato con un’ottima trota salmonata al forno: al bicchiere si è mostrato di un giallo oro discretamente carico, quasi come se si trattasse di una vendemmia tardiva, con una lieve torbidità naturale.
    Al naso ha mostrato profumi fini, non particolarmente intensi, nei quali si sono distinti inizialmente fiori bianchi, camomilla e gelsomino più degli altri, sentori di frutta a pasta bianca, e successivamente un sottofondo speziato, direi quasi di “macchia mediterranea”, a sancire il legame con il territorio di provenienza del vitigno.
    Ma è in bocca che ha fatto capire benissimo la sua relazione con il “mare nostrum” e con la tipica flora che lo accompagna nelle coste di Maremma: al gusto la frutta passa in secondo piano, il floreale non si sente granché, forse rimane un po’ di traccia della camomilla sentita prima, ma emergono esplosive e vigorose le note tipicamente vegetali di rosmarino selvatico, di salvia, origano e erbe officinali, tutti amalgamati in un balletto equilibrato in cui emergono ora uno ora l’altro, contornati poi da una discreta astringenza tannica e da un finale lungo e amandorlato, piacevole e invitante a prendere subito un altro sorso.
    La sapidità è presente, ma non domina, forse pecca un po’ in freschezza, ma credo che non fosse questa una caratteristica che si intendesse evidenziare in questo vino, dico bene Gianpaolo?
    Mi ha sorpreso la predominanza così marcata delle spezie mediterranee, davvero particolare. Non sarà di certo un caso, vista la regione da cui proviene.
    Insomma, un buon vino in cui il territorio si sente davvero!

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