Domani 24 Ottobre 2012, e’ il giorno in cui entra in vigore la legge 24 marzo 2012 , n. 27  (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’. (GU n. 71 del 24-3-2012 – Suppl. Ordinario n.53)).

L’articolo  Art. 62 (Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari) prevede che il pagamento di prodotti agricoli deteriorabili (quelli che hanno una data di scadenza fino a 6o gg) vadano pagati entro 30 giorni, mentre gli altri, tra i quali il vino, a 60 giorni.

La legge prevede che vi siano dei contratti scritti contenenti tutte le informazioni relative, inclusi i pagamenti (in pratica, con opportuni aggiustamenti potranno essere usate le fatture di vendita), pena multe da € 516 a € 20.000, prevede la sanzione di una serie di comportamenti commercialmente scorretti (ad es. inserimento di clausole sleali, finanziamenti per promozioni, ecc.) con sanzioni da € 516 a € 3.000, ed infine, prevede che l’utilizzo di tassi di interesse di mora per il ritardato pagamento e, cosa nuova e rivoluzionariamente forte, sanzioni da € 500 a 500.000 (proprio cosi’, mezzo milione) per chi non paga nei termini di legge.

A vigilare sull’applicazione della legge sara’ L‘Autorita’ Garante per la Concorrenza ed il Mercato (coadiuvata, dove necessario dalla Guardia di Finanza).

Tutto questo, in un paese dove il vino si e’ sempre tradizionalmente pagato a “babbo morto” (ben oltre le canoniche e gia’ larghe  scadenze concesse dalle aziende) rischia di essere una vera e propria rivoluzione. Ma come in tutte le rivoluzioni si rischiano degli eccessi ed effetti indesiderati e, sopratutto si rischia che ci scappi il morto. Ora, intendiamoci, e’ cosa buona e giusta che le condizioni di pagamento siano rispettate, e prima o poi l’Italia deve arrivare ad allinearsi alla maggioranza dei paesi civili dove i termini sono piu’ stringenti, e piu’ rispettati. Ma e’ giusto farlo con una legge come questa?

In linea di massima sono contrario all’intervento dello Stato nelle libere contrattazioni tra privati. Una legge che porta nel titolo “disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita’”rischia per assurdo di introdurre una rigidita’ maggiore nel sistema, e un ordinamento affatto liberale. E’ giusto che sia lo Stato a dire in quanti giorni si debba pagare il vino, o il latte, o il grano, quando invece tutti gli altri prodotti non sono regolati? E poi, come fara’ lo Stato a far si che la legge venga rispettata, se gia’ ad oggi esiste una legge del 1999 (legge 28 del 18 Febbraio 1999)  che prevede che “Per le cessioni di prodotti alcolici di cui all’articolo 27, [tra i quali per l'appunto il vino]…omissis… i corrispettivi devono essere versati entro sessanta giorni dal momento della consegna o ritiro dei beni medesimi.” Se non e’ stato messo in pratica fino ad ora, perche’ mai dovrebbe essere rispettato oggi?

A ben guardare quindi l’unica differenza di fatto e’ quella delle sanzioni: la legge c’era gia’, ma le sanzioni no. Oggi si rischia grosso, e le sanzioni in Italia vanno pagate, perche’ sappiamo bene come Equitalia si sappia far pagare bene. Quindi, con le sanzioni siamo a posto? Ma il vino, come verra’ pagato? Come sempre, ovvero con richiesta di ingiunzione giudiziale, ricorso al pignoramento, ecc. Ora, chi ha avuto la sfortuna di dover iniziare procedure giudiziali (praticamente tutte le aziende che conosco) sa bene come questo sia un viaggio in lande sconosciute, dove le uniche certezze saranno quelle di dover essere noi a pagare (bolli, avvocati, ecc.) e che il viaggio sara’ lungo, lunghissimo, e l’approdo insicuro, anzi, quasi impossibile. Il viaggio sara’ tanto lungo che, nella maggior parte dei casi quando sara’ il momento di arrivare al dunque il debitore sara’ scomparso, sara’ diventato nullatenente, il suo indirizzo sara’ un guscio vuoto. Nulla da prendere per gli ufficiali giudiziari, a noi spettera’ di raccattare i cocci di una macchina della giustizia lenta, arcaica, medievale, inefficente, e pagarne le spese.

Mi sembra la solita storia italiana cosi’ magistralmente descritta in due frasi da Tomasi di Lampedusa: tutto deve cambiare perche’ nulla cambi. Infatti, invece che mettere mano a quello che e’ uno dei cancri italiani, che veramente affossa la nostra economia, la soffoca, ne impedisce lo sviluppo, e cioe’ l’inefficenza e la lentezza della macchina della giustizia, ecco che, con poco sforzo (e all’italian, visto che il decreto attuativo e’ stato rilasciato 2 giorni prima dell’entrata in vigore della legge, cioe’ ieri), si disegna una nuova realta’ su carta, a mezzo legge. Le multe si, verranno pagate, ma il vino rimarra sempre a babbo morto, con piu’ burocrazia, piu’ carta, piu’ incattivimento ed il lungo ed infruttuoso viaggio nei tribunali d’Italia.

Se poi vogliamo aggiungere l’attuale congiuntura economica, la difficolta’ se non l’impossibilita’ di ricorso al credito per le PMI (quelle grandi la strada la trovano sempre), si rischia di mietere una vasta platea di imprese che se e’ pur vero che non riescono ancora ad operare nel rispetto delle condizioni contrattuali, rimangono sempre una delle poche risorse di questo paese. Clienti sani, che magari zoppicano un pochino nei pagamenti, che riescono ad andare avanti grazie a qualche pagamento piu’ lungo, si troveranno in difficolta’, e con loro le aziende.

Ed il bello e’, ancora una volta, che di questi temi non ne parla nessuno, come se non interessassero a centinaia di migliaia di persone, alle aziende, che da domani dovranno rivedere tutti gli accordi presi da anni con i clienti, e ai clienti, che da domani rischiano sanzioni pesantissime. Perche’? E’ l’Italia, no?

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11 Comments

  • Fabrizio scrive:

    Che dire!
    Concordo con quanto dici e sono certo che alla fine gli unici a guadagnarci saranno appunti quelli che la legge l’hanno voluta e creata. Sempre gente che non è informata sull’oggetto della legge che sta andando a creare.
    E’ anche vero che non si può proseguire sulla strada che ad oggi non è più a babbo morto, ma a nonno morto, i tempi si sono allungati all’infinito e come ben dici la legge potrebbe aiutare (perchè già esiste) ma non lo fà perchè in Italia la legge NON è uguale per tutti.
    Sarà come tante cose (noi avendo l’hotel anche la Tassa di Soggiorno) tanto lavoro per le aziende, problemi per i clienti, vantaggi per lo stato &co., purtroppo bisogna solo stare a vedere e eseguire, ma non è certo così che si migliora un sistema basato su tecniche di pagamenti mostruosamente errate!

  • roberto gatti scrive:

    La classica medicina peggiore del male da curare !

  • Dirò quel che ho capito fino ad ora, tenendo presente che io mi considero praticamente fuori da tutto questo, non perché io sia particolarmente virtuoso ma perché negli ultimi anni il mio lavoro s’è ridotto ad una dimensione amatoriale. Normalmente compro quando ho i soldi per pagare anticipatamente. Al momento ho solo tre fornitori che, prima della data in questione, hanno rapporti di fornitura, con me, “a babbo morto”, e solo per un motivo banale: perché gli sto simpatico. Dovessi saldarli tutti e subito, potrei farlo. Lo farò, nei tempi che pare siano relativi alle fatture precedenti all’entrata in vigore di questa legge che pare ormai a tutti una specie di “giorno del giudizio”: teoricamente entro questo dicembre vanno regolati tutti i pregressi. Ci sarà da ridere: la GdF sarà sommersa dalle segnalazioni e verosimilmente gli enti preposti alla gestione dei “contenziosi” dovranno emettere una serie impressionante di sanzioni, oppure i debitori dovranno stampare cartamoneta. Sembra tutto irreale, perché è evidente a chiunque che la gestione dei tempi di incasso rientra nella dialettica fornitore/cliente, dove è normale che un fornitore possa essere particolarmente magnanimo con un cliente che gli sta a cuore – da qui discendono quegli incassi a svariati mesi. Finché è una scelta del fornitore, non si capisce perché lo Stato intenda metterci mano, proprio ora poi che le vendite vanno come sappiamo. Si dice che serva a stroncare i comportamenti di chi approfitta della situazione (i pagamenti a 12 mesi). Per farlo si emette una norma draconiana che, come giustamente rilevi, demanda al terrificante braccio secolare (Equitalia) il regolamento dei conti. Tutto questo accresce il mio pessimismo radicale su cosa significhi fare attività di impresa per chi non ha spalle larghe: lo Stato ci mostra, sempre, i denti e la sua faccia peggiore (nuovi adempimenti, altre carte bollate – nuovi registri?) e a noi la scelta: o bere o affogare.

  • Marco scrive:

    Concordo sia sul male italico della nostra giustizia (in questo caso civile) che sulla illiberalità dell’intervento normativo. Sta nel buon senso delle parti a che non si arrivi allo scontro. Inoltre credo che se ne parli poco perché resterà lettera morta. Non credo che le sanzioni portino ad un cambiamento di comportamenti; anche se da operatore sono convinto che 60gg per pagare una partita di vino siano più che sufficienti.

  • Gianpaolo scrive:

    Secondo me pensare che tutto questo restera’ lettera morta e’ uno sbaglio, cosi’ come pensare che le sanzioni non porteranno a cambiamenti. Comincia a prendere 500 euro di multa per fattura, con la potenzialita’ di arrivare a 500.000 euro, e poi vediamo. E lo Stato se le fa pagare le multe, loro hanno Equitalia, mica come noi che si deve fare tutto il percorso allucinante per arrivare a nulla.

    • Marco scrive:

      Mi scuso sia per la superficialità della mia risposta che per il contenuto. Sbagliavo di grosso a dire che non cambierà niente. Dopo un’attenta analisi del provvedimento in questione mi son reso conto veramente a cosa stiamo andando incontro. Meglio tardi che mai…Non ho altro tempo, devo correre ad adeguare il mio programma di fatturazione.

  • Marco Baccaglio scrive:

    commentavo proprio questa novità qualche giorno fa. Credo che la differenza rispetto al passato è che i soldi che prima andavano ai viticoltori per pagare (in ritardo) le forniture da ora in avanti andranno a Equitalia per pagare le multe, e quindi i viticoltori vedranno ancora meno soldi.
    Mi domando, con spirito italiano, se non si troverà un modo di sfuggire alla regola con delle post-fatturazioni (già oggi mi imbatto in fornitori che sto pagando per ristrutturare la casa che emettono “parcella” e solo dopo il pagamento fanno la regolare fattura).
    mah… salut

    bacca

  • Luca Ferraro scrive:

    2 piccole informazioni
    - sotto ad ogni documento (bolla e fattura) va scritto “Assolve gli obbligi di cui all’art. 62, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 marzo 2012, n. 27″
    - la cosa che non riesco a capire fino in fondo è il fatto del contratto che si dovrebbe stipulare tra le parti. C’è chi dice che sia meglio farlo per non aver problemi ed altri che mi dicono che la copia commissione sia di per se un contratto.

    Di certo cambieranno anche gli ordini che si ridurranno all’osso e saranno più frequenti. prepariamoci a spedire le 24 bottiglie. Credo anche che per evitare qualsiasi problema di pagamenti oltre i 60 dì sia interessante pensare (dove possibile) uno sconto consistente nel caso di pagamento anticipato

    Luca

  • Filippo Ronco scrive:

    Segnalo una lunga e altrettanto interessante discussione in merito che ha lanciato Giuliano Abate qui qualche giorno fa:
    https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=6528&lang=ita

    Io sono a favore del senso del provvedimento, meno della mappazza burocratica che lo accompagna.

    Ciao, Fil

  • dimenico scrive:

    nessuno a pensato ai piccoli trasformatori
    io trasformo carne suina in salumi quindi quello che compro oggi lo dovrei pagare al massimo in 60 giorni ma io la merce non posso venderla causa stagionatura del prodotto che non avviene prima dei 90 giorni quindi ci vorrebbe un camion di soldi per far fronte a questo.e noi piccoli soccombiamo..

    • ugo de paulis scrive:

      purtroppo anche io mi trovo in questa situazione e non so come andare avanti, perchè alla crisi che stiamo vivendo,
      ci si aggiunge ora anche questa ulteriore penalizzazione per cui a breve
      saremo costretti a chiudere e ter soci titolari più tre dipendenti rimarranno snza lavoro.
      Il problema se lo è posto qualcuno?
      e quanti come noi si troveranno nella stessa condizione?
      Perchè non lasciare libera la trattativa tra il produttore ed il cliente con un contratto scritto e registrato?

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