MegaWatt

marzo 9, 2012

Mentre me ne ritornavo dalla fiera del vino Prowein a Dusseldorf, ho fatto una chiaccherata in aereo con un cordiale collega. Le solite cose che si dicono “ma come va il mercato del vino”, oppure “i pagamenti sono sempre un problema”, ecc, e giù a piagnucolare. Poi pero’, si è animato il collega, e mi ha confessato “io la soluzione l’ho trovata, ho messo un impianto a terra fotovoltaico di 1 MegaWatt, altro che il vino”.

Eh sì, perchè come ho appreso testé, un impianto di queste dimensioni, costo all’incirca 1,5 milioni di euro, rientra come produzione agricola, ovvero con tassazione da reddito agrario, ovvero, quasi nulla. Non ho chiesto quanto renda questo aggeggio, ma sono sicuro che rende un bel po’, molto di piu’ di quanto rende un azienda come la mia, con 15-20 dipendenti, 40 ettari di vigna tra proprietà e affitto, mutui e cambiali agrarie, vendita del vino in tutto il mondo, agenti e collaboratori, ecc. ecc., con tutto quello che questo comporta, le responsabilità, i pensieri, la crisi e le preoccupazioni per il futuro.

Non ce l’ho certo con il collega, non ha fatto altro che approfittare della finestra magica, ormai sembra chiusa – forse – dei contributi in conto energia. Eggià, perchè senza di essi, i contributi – magica parola associata spesso con agricoltura – non ci sarebbe nessuna convenienza ad immobilizzare tutto quel capitale, e ben pochi profitti.

Certo, il pensiero che una parte della mia bolletta vada a finanziare tanti di questi impianti, che consentono agli avveduti imprenditori di, virtualmente appenedere la zappa al chiodo, e godersi una bella rendita per i prossimi venti anni, mi fa sentire un po’ uno sprovveduto.

Ma siamo sicuri che questa sia agricoltura, o addirittura, impresa?

Intanto domani, 10 del mese, sono a pagare la mia quindicina di dipendenti, il 15 paghero’ i contributi, a fine mese le fatture e qualche rata di mutuo, sperando che i miei vini siano apprezzati, comprati, pagati, per continuare a campare la mia e le altre famiglie che da me dipendono. E un pochino anche qualche pezzetto di quel MegaWatt.

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4 Comments

  • Mike Tommasi scrive:

    Gianpaolo, l’Italia è in ritardo e quindi lì si possono ancora applicare condizioni che furono rapidamente alterate in altri paesi, dove capannoni venivano eretti per ottenere tariffe più elevate (mentre il capannone rimaneva vuoto…), o colture veniva estirpate per far posto a pannelli PV, e i ricavi solari venivano assimilati a quelli agricoli. Un capannone vuoto coperto di PV è una generatrice PV al suolo travestita per gonfiare il prezzo. Queste idiozie altrove sono state eliminate. E comunque finché il mercato viene drogato da sovvenzioni, rimarrà un non-mercato. E la conseguenza è un aumento della bolletta per tutti, e soldi europei che se ne vanno in Cina. Triste no?

  • Gianpaolo scrive:

    Secondo me l’effetto piu’ incredibile e sconvolgente di questa faccenda e’ questo: io, che lavoro e creo lavoro, sovvenziono qualcuno che ha smesso di lavorare e che se vuole se ne puo’ stare in vacanza, ben retribuita, per i prossimi venti anni.
    Come dire, l’opposto di tutti i valori che sono, in teoria, alla base della nostra societa’.

  • Gianluca Colò scrive:

    Ma è oro quello che luccica ???

    Tempo fa in azienda era venuto a qualcuno l’embolo dei pannelli fotovoltaici e mi sono messo a fare due conti da tecnico avendo io una estrazione tecnica.

    Veneto, provincia di venezia, statistica giorni di soleggiamento ultimi 5 anni (fonte Cnr Padova), intensità luminosa, assicurazione, installazione etc…

    Anni 9,5 per rientrare dell’investimento, a patto che il rendimento dei pannelli fosse quello dichiarato dal costruttore e che con il tempo non si abbassasse (degrado del silicio) e non devono esserci rotture o modifiche governative sul conto energia o tasse varie di futura introduzione.

    Per il centro passiamo a 7 anni per il sud 5,5 anni, poi tra 2 anni arrivano dei nuovi pannelli che invece di rendere il 14% rendono il 28% butto il mio impianto e ne monto uno nuovo.

    Piuttosto se devo spendere 3500-4000 euro per kilowatt installato per rientrare dei costi tra 9,5 anni compro qualche ettaro di terra e la lascio incolta, almeno la mia mamma va a trovarci le “erbette” selvatiche, che buone….

    P.s: Discorso a parte per chi lo fa per marketing verso l’estero dicendo che l’azienda è ad impatto zero.

  • vincenzo ciaceri scrive:

    ciao gianpaolo,
    vorrei completare con alcune info questo argomento. come saprai ho un impianto fotov. e quindi sportivamente vorrei spezzare una lancia in difesa di chi ha fatto questa scelta. giusto quello che dici sui costi in bolletta e capisco il discorso sullo sforzo che fai per la tua attività.

    è anche vero, e forse non tutti lo sanno, che la produzione di energia solare contribuisce a calmierare i costi in bolletta delle fasce di consumo più elevate (f1 per intenderci). quindi da una parte in bolletta c’è un costo maggiore (fisso negli anni) dall’altra un risparmio che potrebbe aumentare man mano che il costo degli idrocarburi aumenta (oltre a un minore inquinamento per tutti).

    per quanto riguarda l’occupazione di dipendenti nel mio caso proprio la presenza dell’impianto fotovoltaico garantisce una possibilità di lavoro complementare ai lavori propriamente agricoli, attraverso l’attività di monitoraggio e manutenzione dell’impianto. se poi guardiamo oltre il settore degli installatori e costruttori (diciamo la filiera)hanno trovato e trovano in questo campo non poca occupazione.

    in fine, rispondo a gianluca colò, io utilizzo il terreno sotto i pannelli (recintato) proprio come una sorta di orto selvatico dove raccolgo tantissime verdure di campo (dalla valeriana alla cicoria ai rapestrelli etc.)che altrimenti sarebbero appannaggio di pecore e altri animali. Considera che l’impianto occupa lo 0,5% dell’intera superfice dell’azienda.

    quello che manca in questo paese, semmai, è una chiara politica energetica di lungo periodo. ogni governo che arriva cambia regole con idee spesso contrastanti. direi quindi che manca proprio una politica strategica in questo senso. se i tedeschi hanno investito ben più di noi sul sole ci sarà un motivo. o sbagliano loro o siamo in ritardo noi.

    un saluto.
    vincenzo

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