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Anche quest’anno mi sono cimentato nella piccola impresa di raccogliere in una mappa tutte le aziende che hanno avuto almeno un vino premiato dalle principali guide dei vini 2012. Avevo cominciato l’anno scorso, con lo scopo di raccogliere in modo visivo la distribuzione di quei vini considerati i migliori, ovviamente in modo del tutto opinabile,  dai principali critici italiani, per capire se corrispondeva con la mia personale mappa mentale di quello che considero l’eccellenza in Maremma.

Assunti da me in modo del tutto arbitrario, ma necessario:

-le principali guide dei vini, e i loro premi, considerate sono

  • Gambero Rosso – Tre Bicchieri (tot. 376 – 62 in Toscana – 5 in Maremma)
  • AIS Bibenda Duemilavini – 5 Grappoli (tot. 436 – 88 in Toscana – 5 in Maremma)
  • Guida dei Vini dell’Espresso – Eccellenze (tot. 225 – 44 in Toscana – 2 in Maremma)
  • Veronelli – Tre Stelle (tot. 557 – 163 in Toscana – 4 in Maremma)
  • Slowine – Grandi Vini / Vini Slow / Chiocciole (tot. 216 Vini Slow, 36 in Toscana, 3 in Maremma. 238 Grandi Vini, 40 in Toscana, 2 in Maremma. Tot. Chiocciole 173, 29 in Toscana, 2 in Maremma)

-la Maremma e’ da intendersi come la sola Provincia di Grosseto


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Ci sono due aziende con tre riconoscimenti (segna mappa rosso)

Salustri

  • Tre Bicchieri Gambero Rosso 2012 -Montecucco Grotte Rosse 2008
  • Vino Slow Slowine/Slowfood 2012Montecucco Rosso Marleo  2009
  • Azienda Slowine 2012 (chiocciola)

Collemassari

  • Slowine 2012 – Grande Vino -Montecucco Rosso Collemassari Ris. 2008
  • Gambero Rosso 2012 – Tre Bicchieri -Montecucco Rosso Collemassari Ris. 2008
  • Bibenda AIS Duemilavini 2012 – 5 Grappoli -Montecucco Sangiovese Lombrone Riserva 2007

Ci sono 5 aziende con due riconoscimenti (segna mappa verde)

Poggio Argentiera

  • Espresso 2012 Eccellenza – Capatosta Morellino di Scansano 2009 (18.5/20)
  • AIS 2012 5 Grappoli – Capatosta Morellino di Scansano 2009

Antonio Camillo

  • Espresso 2012 Eccellenza – Vallerana Alta 2009 Ciliegiolo
  • Slowine Slow Food – Vino Slow 2012 – Vallerana Alta 2009 Ciliegiolo

Altura, di Carfagna

  • Slowine 2012 – Vino Slow-Altura Ansonaco 2010
  • Azienda Slowine 2012 (chiocciola)

Castello di Vicarello

  • Bibenda AIS 2012 – 5 Grappoli -Castello Di Vicarello 2007
  • Veronelli 2012 -Castello Di Vicarello 2007

Conti di San Bonifacio

  • Veronelli 2012 -Docet Maremma Toscana 2008
  • Veronelli 2012 -Sustinet Maremma Toscana 2008

Ci sono 7 aziende con un riconoscimento (segna mappa blu)

  • Rocca Di Frassinello Tre Bicchieri Gambero Rosso 2012 – Baffo Nero 2009
  • Moris Farms Slowine – Grande Vino  2012 -Avvoltore 2009
  • Col di Bacche Gambero Rosso 2012 Tre Bicchieri Cupinero 2009
  • Fattoria Le Pupille Bibenda AIS 2012-5 Grappoli -Saffredi 2008
  • Rocca di Montemassi Gambero Rosso 2012- Tre Bicchieri -Rocca di Montemassi ’09
  • Castello Romitorio Bibenda AIS 2012 – 5 Grappoli -Morellino Di Scansano Ghiaccio Forte 2009
  • Rigoloccio Veronelli 2012 – Abundantia Merlot Maremma Toscana 2008

 

Considerazioni in ordine sparso
-aumenta il numero dei riconoscimenti: 23 contro 20 dell’anno precedente
-aumenta il numero delle aziende premiate: 14 contro 12
-ci sono new entries: Rigoloccio, Castello Romitorio, Rocca di Montemassi, Conti di San Bonifacio (un bravo di cuore agli amici Manfredo e Sara per questo risultato)
-ci sono aziende che non sono presenti quest’anno: Castello di Potentino, Sassotondo, La Selva. Sono aziende di grande valore, nonche’ amici, e sono sicuro che il prossimo anno raccoglieranno il frutto del loro lavoro con gli interessi.
-il Morellino e’ ancora latitante: 3 premi su 23, con due vini, il mio Capatosta 2009 (di cui sono orgogliosissimo) e quello del Castello Romitorio, che sono molto curioso di assaggiare.
-sono relativamente pochi i vini premiati fatti con uve autoctone (mi posso sbagliare su alcuni vini che non conosco): Ciliegiolo 2 (Vallerana Alta 2009, altro nostro vino, con Antonio Camillo), Sangiovese 6, Ansonica 1. Questo vuol dire che ci sono 12 (tolte le 2 “chiocciole” che sono premi all’azienda piu’ che al singolo vino) che sono dati ad uve o uvaggi internazionali. Ma e’ questa la vocazione vera della Maremma?
-quest’anno c’e’ uno spostamento al Nord, nella zona del Monteregio di Massa Marittima (anche se nessun Monteregio e’ premiato, se non erro)
-la zona di Poggi del Sasso (Salustri, Collemassari, Castello di Vicarello) si conferma uno dei terroir piu’ promettenti, anzi, ormai ben definiti della Maremma.
In generale la Maremma non mi pare ancora esprimere a pieno il suo potenziale, che io credo essere ENORME. I motivi possono essere molti, io provo ad indicarne alcuni:
-mentre guardando le classifiche puo’ sembrare il contrario, io credo che il vero valore della Maremma sia nei vitigni autoctoni. Il Sangiovese, ovviamente, ma anche il Ciliegiolo, l’Ansonica, il Vermentino, l’Alicante (il Grenache, non l’Alicante bouschet)
-la Maremma e’ una zona ampia e molto diversa. La zona del Montecucco, e in particolare quella di Poggi del Sasso, sembrano particolarmente vocate al Sangiovese di tipo tosto, quasi Brunelleggiante. La zona di Scansano puo’ dire la sua, con un Sangiovese piu’ mediterraneo, suadente e ricco, elegante e raffinato, ma solo se rinuncia ad uno stile di produzione di eccessiva ricerca di muscolatura, e allo snaturamento provocato da troppo legno piccolo e troppe uve internazionali. Il Capatosta puo’ segnare una strada in questo senso, proviamoci, i vigneti e i terreni di grande potenzialita’ ci sono, io ne conosco tanti. Il Ciliegiolo e l’Alicante, anche di zone piu’ a Sud (Manciano, Capalbio interno) possono dare grandi soddisfazioni, come dimostra il Vallerana Alta, con vini delicati, eleganti, bevibili. La zona di Pitigliano e’ una delle regioni vinicole piu’ sottovalutate d’Italia. Il suo potenziale per i bianchi sopratutto, e’ incredibile. Terreni tufacei, altitudine, un patrimonio di vecchie varieta’ in via di scomparsa. C’e’ tutto per produrre vini di classe cristallina, manca ancora chi lo faccia in modo convinto e continuativo. E se invece di piantare Malbec, si fosse piantato Duropersico, Verdello, Nocchianello? Forse ci vuole piu’ coraggio e visione.
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1 Comment

  • Innanzitutto mi salta all’occhio il fatto che il Collemassari abbia ricevuto più premi del Lombrone: in passato mi sembrava che ci fosse stato sempre un certo gap, ma provvederò al più presto a verificare di persona.
    Sicuramente la Maremma ha un potenziale inespresso sì a livello di eccellenze, ma soprattutto a livello di vini di seconda fascia: mi colpisce il fatto che in diversi ristoranti si sventoli la bandiera della cucina maremmana, senza però affiancare un’adeguata carta dei vini, presentando etichette piuttosto dozzinali, magari targate Montalcino o Chianti, anzichè validi prodotti del territorio(questo vale per i ristoranti maremmani di Maremma, ma anche per quelli della Capitale).
    D’accordo, infine, sull’importanza dei vitigni autoctoni, in particolare il Ciliegiolo, che, con un po’ di pazienza e applicazione, dà risultati strepitosi e trova qui condizioni ideali. Speriamo che il Vallerana faccia da apripista.

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