
Non so piu’ in quale blog del vino ero incappato, pero’ mi aveva incuriosito la recensione fatta su questo libello dal nome semplice e diretto “How to taste wine”, di Pierre Casamayor, Hachette. Comprato su Amazon, ho cominciato a leggerlo e mi e’ piaciuta la chiarezza nell’esporre i concetti, destinata ad un pubblico di appassionati di vino, probabilmente troppo basic per i wine geeks. Io personalmente vi sto trovando molti spunti interessanti, come questo piccolo paragrafo, eloquente e fulminante nella sua limpidita’ e il suo buon senso (e interessante proprio in periodi di guide e premi):
“Are competition wines also good drinking wines?.
There are now countless “blind” tastings of wines of every appellation and nationality. Some are genuine quality wines, others are impostors with flashy names. The winners of this type of promotional or media event tend to be the wines with the greatest concentration, the frutiest bouquet, the highest alcohol content and the most pronounced tannins, in short, excess impresses, not balance. It would be wrong to question the integrity of the verdict, however revolutionary it might be, but it comes as no surprise to find that great cuvees are often beaten on such occasions. Legendary wines like Mouton, Petrus an Yquem are repeatedly passed over in favour of wines that no one has heard of. Serve these wines at table to the same jury, howevere, and the result would probably look quite different. One sip of the prize-winning wines is often enough, while classic wines slip down effortlessly. That, after all, is what a keen wine drinker really seeks“.
Come non amare gia’ questo libro?
traduzioncina a braccio:
Spesso i vini che vincono le competizioni, i premi, sono quelli con piu’ concentrazione, piu’ frutto, piu’ tannino, piu’ alcol. L’eccesso stupisce, non l’armonia. Non deve sorprendere quindi che durante i concorsi i grandi vini classici sono spesso sorpassati da vini di cui spesso non si e’ mai sentito parlare. Provate a servire lo stesso vino a tavola, magari alla stessa giuria che gli ha premiati, e vedrete che dopo un sorso il vino gli si strozza in bocca (licenza poetica), mentre i vini classici vanno giu’ che e’ un piacere senza nessuno sforzo. Dopo tutto, questo e’ quello che un buon bevitore di vino ricerca.
