Ricevo una email dalla CGIL (a proposito, perche’?), che riporto qui di seguito integralmente, a proposito dell’intenzione del Ministro Tremonti di procedere alla cancellazione dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero):
A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, IMPRESE, ENTI INTERESSATI
NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’ICE !!!
Roma, 25 maggio 2010 - Il piano dei tagli preparato dal Ministro Tremonti prevede la soppressione di una serie di Enti, dai compiti più vari, tra i quali l’Istituto nazionale per il Commercio Estero.
E’ del tutto fuorviante considerare l’ICE una struttura inutile da eliminare. Alcuni dati possono dimostrare che l’ICE svolge, invece, una funzione fondamentale per l’internazionalizzazione delle imprese e per la promozione del “Made in Italy”.
Infatti l’ICE:
a) esiste dal 1926 e possiede una storia, una tradizione, una cultura e competenze nel campo del commercio internazionale uniche in Italia;
b) è considerato un modello di eccellenza a livello europeo, in un confronto che annualmente avviene in sede ETPO, European Trade Promotion Organisation;
c) presidia tutti i principali mercati esteri con una rete specializzata di 115 uffici in 86 paesi del mondo, attraverso la quale raccoglie informazioni qualificate e rilevanti in campo economico e commerciale;
d) realizza annualmente le iniziative previste dal Piano Promozionale italiano, dagli Accordi di Programma con tutte le Regioni italiane e dagli Accordi di settore con le maggiori associazioni di categoria. L’anno scorso le azioni organizzate sono state 759 in 70 mercati per 90 settori merceologici ed hanno visto la partecipazione di 13.273 imprese italiane e 17.829 operatori esteri;
e) nel 2009 ha erogato 22.585 servizi reali per l’internazionalizzazione alle Piccole e Medie Imprese;
f) svolge un’attività di formazione specializzata in commercio estero rivolta ad aziende, laureati italiani e manager esteri erogando oltre 25.000 ore di docenza all’anno;
g) è tra i pochissimi enti pubblici a carattere nazionale che ha ricevuto, fin dal 2003, la certificazione di qualità a norma ISO 9001, attestandosi sui livelli più alti di correttezza procedurale, di trasparenza e di efficacia nei confronti dei propri clienti. Il riconoscimento e l’attestato di qualità è avvenuto da parte dei due certificatori mondiali più qualificati e prestigiosi, la Bureau Veritas prima e la SGS oggi.
h) ha registrato un’elevata soddisfazione da parte dei suoi clienti, misurata sulla base di appositi questionari di valutazione, pari a un coefficiente di 4,27 su una scala da 1 a 5;
i) ha adottato un sistema di contabilità direzionale prima di ogni altro ente pubblico nazionale, a partire dalla fine degli anni ’80;
A fronte di questa vasta ed articolata attività, l’ICE ha saputo ridurre negli ultimi anni i propri costi di funzionamento. Gli stanziamenti previsti nelle tabelle “C” delle diverse finanziarie sono passati da 103 milioni di € nel 2005 agli attuali 83 milioni, con una riduzione della spesa pari a quasi il 20% in cinque anni. Il contrario di una struttura inefficiente!
Questi dati acquistano ancor maggiore rilevanza se si considera che l’Italia è il settimo esportatore assoluto di merci e l’ottavo di servizi commerciali e che i rapporti con l’estero rappresentano per il nostro Paese una componente fondamentale dell’economia. Anzi, e’ da ritenere che, come molti economisti sostengono, la ripresa italiana sarà trainata proprio dalle esportazioni.
Disinvestire in questo settore non significa, dunque, solo disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienze che l’ICE detiene, ma arrecare un danno all’economia, sottraendo risorse ad un settore strategico per la ripresa.
A riprova di ciò, può dirsi che tra i Paesi maggiori concorrenti dell’Italia, nessuno, pur adottando dure misure restrittive della spesa pubblica, ha abolito l’ente di promozione del proprio sistema paese. Perche’ dovrebbe farlo l’Italia che più di altri dipende dalle esportazioni di prodotti, servizi e tecnologie?
D’altra parte, la soluzione adottata nella bozza del Decreto Legge “Tremonti” di sopprimere l’ICE e di smembrarne le attività tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari Esteri, pregiudica gravemente l’efficacia della strategia di promozione del “made in Italy”.
Semmai, la razionalizzazione del comparto dovrebbe puntare ad unificare e non a dividere i centri operativi per innescare utili sinergie e rafforzare il sistema Italia.
Tra l’altro, il Parlamento ha già delegato il Governo, con Legge n. 99 del 23 luglio 2009 recante “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, a riformare l’intero comparto, ragion per cui appare doppiamente incongruente che si rinunci a realizzare un grande riassetto di sistema e si decida frettolosamente la soppressione di un Istituto come l’ICE che rappresenta con le sue funzioni le possibilità di sviluppo e di crescita della nostra economia.
Inoltre, la soppressione comporterebbe delicati problemi giuridici derivanti dalla difficoltà di armonizzare l’attività attuale dell’ICE con le regole amministrative e contabili vigenti nei Ministeri dove si vorrebbe diluire il suo personale e le sue strutture.
In questi casi, la fretta è cattiva consigliera. Molto meglio procedere ad una riorganizzazione generale del comparto, peraltro già prevista e che, secondo dichiarazioni governative, potrebbe realizzarsi entro l’anno. Quella sarà la sede giusta per operare con giudizio, eliminando duplicazioni ed evitando sprechi.
Tra l’altro, l’abolizione dell’ICE comporterebbe gravi conseguenze per il personale di importanti società partecipate e non comporterebbe risparmi significativi, poiché le strutture e il personale dovrebbero passare “in toto” al Ministero degli Affari Esteri e/o al Ministero dello Sviluppo Economico. A meno che non si pensi di smantellare l’unica vera rete di promozione commerciale che l’Italia oggi possiede!
Fine della email.
Io non so che opinione o che rapporti abbiate avuto voi con l’ICE, ma da parte mia non posso che plaudire a questa iniziativa, che porta alla cancellazione di un Ente che non ho mai avuto il piacere di trovare utile in quasi 14 anni di attivita’ di esportatore di vini. Non solo io per altro, basta chiedere a chiunque si occupa di vino in paesi esteri, italiani e non, e avrete sempre lo stesso quadro: un ente elefantiaco, mai al passo con i tempi, che organizza eventi in malo modo, spesso inutili e con gran dispendio di risorse pubbliche. Ogni volta che il sottoscritto ha provato ad avvalersi dei servizi di questo ente ha trovato un vero e proprio muro di gomma, risposte assenti e addirittura lettere di protesta dell’ente per aver io, cittadino e contribuente, osato protestare di questi disservizi sul mio blog.
Qui di seguito ci sono le varie puntate della storia mia con l”ICE: uno, due, tre, quattro
L’unica esperienza positiva l’ho vissuta recentemente, al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, dove ho partecipato ad una conferenza sui nuovi media e l’agroalimentare organizzata dall’ICE di Perugia in collaborazione con Media140 (grazie a Jacopo Cossater), e ho avuto modo di scambiare due chiacchere con il suo direttore, Massimiliano Tremiterra, che mi e’ sembrata una persona aperta e intelligente. Speo che possa trovare una collocazione adeguata se l’ICE scompare, ma non basta a farmi cambiare idea. Bravo Tremonti (non pensavo che l’avrei mai detto).

Ciao Giampaolo son veramente felice anche io che venga soppresso. L’ultima e-mail che gli ho mandato risale a Novembre 2009 in cui chiedevo aiuto per esportare i vini in Uk – non mi hanno mai risposto, neanche ammazzati!!! Li ho chiamati e una receptionist MOLTO svogliata mi ha risposto che non sapeva a chi volgere la mia richiesta. Spero sia il primo di una lunga serie di enti che vengono soppressi. Anzi suggerisco che TUTTE le organizzazioni che abbiano il nome ENTE vengano soppresse poiche tale nomea e’ indice di protezione delle poltrone e non di aiuto a chi ne dovrebbe usufruire… in questo caso bravo Tremonti. Finally la CGIL ti scrive perche i suoi supporters sono tutti nascosti in queste organizzazioni. Aboliamo anche la CGIL, gli impredintori sanno proteggere meglio i LORO colaboratori di questi. Ciao M
A prescindere dalla vs. esperienze personali, siete male informati, faziosi e in malafede. La verità è che molti imprenditori italiani usano a sproposito questa parola perchè non sanno nemmeno da dove cominciare a fare impresa e il loro concetto di impreditoria consiste solo nell’impiegare lavoratori in nero e nel fregare allo Stato quanti più contributi possibile. L’Ice agevola le esportazioni ma non può fare affari per le imprese al posto loro e la verità nuda e cruda è che il 90% degli impreditori italiani sono IGNORANTI, ARROGANTI, IMPREPARATI E TRUFFALDINI, non conoscono le lingue, nè l’ABC del commercio estero. Perciò fatevi un bell’esame di coscienza prima di augurarvi che 694 persone finiscano nella merda. E,a proposito, le vs. invettive sono andate a vuoto perciò che vi vada tutto in medicine!
Immagino che il sig Crow sia uno degli impiegati dell’ICE. Direi che il suo intervento si commenta da solo e se del caso, non puo’ che avvalorare quanto detto fino ad ora.
Dico solo che nessuno si augura che nessun lavoratore “finisca nella merda”. Di certo non io. Ma se anche qualche persona cinica e bara se lo augurasse, resterebbe delusa, perche’ nessuno ha mai visto un impiegato pubblico licenziato in questo paese (a differenza di quanto accade in paesi ben piu’ avanzati del nostro, dove quando qualcuno non lavora, anche nel settore pubblico, lo mandano a casa).
Voglio solo dire al sig. Crow, nel caso non ci abbia pensato, che questo suo commento rimmarra qui sulla rete per molto tempo, e probabilmente sara tra i risultati dei motori di ricerca su questo argomento, ad imperitura memoria perche’ tutti si facciano una opionione su l’ICE e i suoi impiegati.
——–
Update: che il sig. Crow fosse un impiegato dell’ICE era solo una supposizione, dopo una ricerca del suo IP su whois e’ una certezza. Vedere sotto. Bravo complimenti, se questo e’ quello che pensano degli imprenditori gli impiegati dell’ICE, dico solo una cosa: VERGOGNA!
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admin-c: NM1198-RIPE
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remarks: For any network or spamming abuse issue please contact:
abuse-mailbox:
remarks: ——————–
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remarks:
remarks: ——————————————————-
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descr: BT Italia (formerly Albacom)
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source: RIPE # Filtered
Applausi.
A Gianpaolo e Manfredo.
A mr. Crow, starebbe bene una frase che usava spesso dire il figlio del fabbro di Predappio, che non però non cito, perchè non vorrei essere tacciato di orientamenti politici non miei.
Un caro saluto.
PS
Ma Gianpaolo una qualche lingua (oltre all’italiano)non la conoscevi?
anche Buonitalia dovrebbe chiudere
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1133750&t=Buonitalia_chiude_promozione_made_in_Italy_al_Mipaaf_Si_risparmia
Mi unisco anch’io ai “vaffanculo” aL sig.Crow e vedo che è proprio un furbacchione…Gabriele,come era la frase ….va là che ci stava bene .ciao Gian Paolo
P.S. Speriamo che oltre all’ ICE sparisca anche qulcos’altro
Come volevasi dimostrare, certi carrozzoni sono duri da mettere definitivamente a riposo…l’ICE resta. Almerno per ora. Chissà di quali proporzioni deve essere la crisi finanziaria di un paese per pensionarlo.
Nel frattempo, altri enti hanno preso a scricchiolare…qualche speranzina (di risparmio di soldi pubblici) c’è.
http://www.newsfood.com/q/f6f7b49/export-agroalimentare-buonitalia-e-inutile-meglio-sopprimerla/
L.
bene, sara contento Crow, che cosi’ potra tranquillamente continuare ad operare al “servizio” degli imprenditori italiani.
http://mefite.ice.it/settori/documenti/vini.pdf
Magari le può servire.
Cordiali saluti
un impiegato ICE
@kimera. Grazie, davvero. Queste sono informazioni utili. Sono sicuro che dentro l’ICE ci sono persone per bene e di grande professionalita’, che amano il lavoro che fanno, che hanno una passione per servire il proprio paese e le aziende che fanno richiesta dei loro servizi. Non so perche’ pero’ questo non venga fuori come impressione generale, perche’ spesso ci si debba confrontare con assoluta mancanza di professionalita’, di rispetto, di arroganza. Io vorrei che il mio paese producesse una classe di dirigenti e di impiegati che sanno fare il loro lavoro e che abbiano questa passione. Speriamo che accada, per il momento grazie, questo alza il mio livello di fiducia.
l’ICE è un inutile carrozzone costosissimo. chi come me ha visto la vita che fanno all’estero i funzionari ICE e conosce la scadente qualità del servizio che prestano non può che applaudire all’abolizione.
@carlos. Ti sarei grato se volessi portare qualche esempio, penso che sarebbe utile per chi legge.
Senza entrare in dettagli tecnici, ci ho avuto a che fare in estremo oriente, poi in paesi come iran, pakistan fino ai paesi arabi e ho constatato un’attenzione più a fare network con chi è già lì piuttosto che aiutare chi ci vuole arrivare.
Insomma più un’attività di rappresentanza che di stimolo e aiuto reale all’esportazione.
Personalmente quando ho avuto modo di fermarmi di più all’estero ho visto anche una conoscenza approssimativa della realtà dei paesi stessi, nessuna conoscenza della lingua perfino.
Ho inoltre l’impressione che non abbiano nessun obiettivo da raggiungere. Insomma sono lì ma più per esserci che per fare aumentare che ne so il settore meccanico del tot % il settore agroalimentare del tot %. non c’è strategia e quindi neppure valutazione della qualità dell’operato sulla base del raggiungimento di obiettivi. Sono degli statali e lavorano con quella mentalità.
Penso quindi che sia l’ICE in se a non andare e la qualità della formazione dei funzionari in genere ad essere davvero bassa. Poco competenti sulla realtà del paese in cui sono e lontanissimi dalla mentalità aziendale,
anche quando in buona fede, faticano a capire le esigenze e le difficoltà delle aziende, quando in mala fede se ne fregato proprio e fanno i burocrati mantenuti che ti trattano con sufficienza. Direi che il commento di crow
parla da solo in questo senso.
Nell’insieme quindi, io li ho trovati francamente inutili. A volte gentili a volte arroganti, ma comunque sempre un carrozzone inutile.
Volevo dire che anch’io quando mi sono avvalso dei servizi ICE ho avuto servizi scandentissimi e molto costosi. Non ho mai capito perché in molte fiere se vai da solo e paghi i tuoi spazi all’ente fiera paghi quasi sempre meno che andare in collettiva con l’ICE.
Per quanto riguarda il Signor Crow, nella maggior parte dei casi e li potrei anche citare nello specifico, chi non sa le lingue sono i delegati ICE. Pazienza non conoscere il cinese o il magiaro, ma l’inglese.
E’ per merito di persone come il Signor Crow che l’ICE merita di chiudere. Io e molti colleghi miei amici siamo imprenditori seri, che pagano TUTTE le tasse, che si ingegnano per fare conoscere il made in Italy nel mondo e che spesso sono svantaggiati rispetto ai competitor internazionali a causa dell’enorme burocrazia inutile.
Buongiorno,
gli obiettivi all’ICE vengono indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Sulla situazione del MISE credo possa essere utile leggere questo articolo.
http://www.repubblica.it/politica/2010/08/31/news/il_ministro_che_manca_da_119_giorni-6642685/?ref=HREC1-2
Un saluto cordiale.
Gentili Signori
sono un imprenditore, mi occupo esclusivamente della gestione commerciale estero, e vorrei parteciare a questo vs dibattito su ICE. Mi trovo d’accordo sul contenuto dei commenti e delle considerazioni del “sig Crow” in merito al giudizio su NOI imprenditori (oviamente si generalizza, visto che non tutti siamo così) poichè mi è capitato spessissimo di incontrare tanti miei colleghi esattamente come vengono descritti, che si aspettano che un Ente (parola che non piace, ma questa è la reale definizione) come ICE aiuti a siglare contratti di fornitura (di qualsivoglia bene; non è così, poichè il compito ICE è quello di agevolare la conoscenza e la penetrazione sui mercati individuati, ed a questo sono volte le sue iniziative (possiamo discutere delle modalità o delle strategie se volete). NOn mi trovo ovviamente d’accordo sugli insulti che ha aggiunto, che denotano un sicuro stato di frustrazione e arrabbiatura che sono certo non appartengono al gruppo ICE.
Posso invece aggiungere che ICE è fatto di persone, persone che come in tutti i campi lavorativi (pubblici e privati) hanno a cuore o meno il loro lavoro, sono o meno competenti, rivestono ruoli e posizioni per le quali sono o meno preparati. Le persone, appunto, che realizzano i servizi, con i mezzi e le risorse che hanno a disposizione.
Terrei però a sottilineare altri aspetti di fondamentale importanza, soprattutto per le piccole e medie imprese come la mia: ICE è attualmente l’unica struttura con un network ben ramificato nel mondo che è in grado di garantire con le sue iniziative una parità di trattamento e di promozione indipendentemente da fatturati,dimensioni e settori di attività, cosa che permettetemi non è di poco conto; inoltre il network di rapporti istituzionali esteri che ICE ha consolidato col tempo, è molte volte un fattore determinante per la promozione.
Ribadisco, anche a me sono capitate esperienze negative con uffici ICE, ma fortunatamente, altrettante positive sia con le unità estere che con le sezioni che operano in sede; ripeto, come tutto, ICE è fatto di persone, e credetemi, alcune sono di assoluto valore. Altre, purtroppo no. Magari invece di abolirlo, sarebbe il caso di richiedere ad ICE una riorganizzazione ed una corposa “pulizia” delle inefficenze.
Cordiali saluti
Fabio Santoni
Mi associo con tutti quelli che vogliono far chiudere questo ente utile solo a…….. anche se Fabio Santoni non ha tutti i torti, non tutti sono da buttare ma la maggior parte si, vi racconto l’ultima esperienza (se ce n’era ancora bisogno) fresca di due giorni fa con l’ICE di Shanghai, volevamo dare, ad un seminario che stiamo organizzando in Cina, una veste più istituzionale, ed abbiamo chiesto al Direttore se si poteva fare con un loro intervento (notare che stamo organizzando tutto da noi, in pratica si chiedeva, ovviamente a pagamento!!, la possibiltà di essere sponsorizzati come Made in Italy dall’ICE), la riposta è stata: “non facciamo di queste cose, se volete vi troviamo un hotel dove fare il seminario (a proposito l’ICE di Shanghai NON ha una sala dove svolgere dei convegni….) o vi possiamo dare un interprete e via via cosucce di questo calibro (notare che eravamo assieme a due nostri collaboratori cinesi ed avevamo già detto che possediamo un ufficio in Cina), mi chiedo che tipo di lavoro venga svolto in quell’ufficio!!???.
Una riorganizzazione la vedo molto difficile, come si può pensare che venga redatto un piano di efficenza (tagliare teste) e che venga attuato quando in ballo ci sono poltrone di alti dirigenti…. come al solito non se ne farà nulla (spiace essere populista ma purtroppo è la realtà)
Buoni imprenditori, rimbocchiamoci le maniche, come abbiamo sempre fatto, e come dicevano i nostri vecchi… “chi fa da se fa per tre”.
Buon lavoro a tutti.
proprio stasera e’ andata in onda una mia intervista su questo argomento e sulla vicenda del post in questione, sulla trasmissione Report di Rai3.
ill.mo signore,
mi chiedo come possa da una parte chiedere la chiusura dell’ICE e dall’altra elogiare il comportamento la professionalità e la competenza dei suoi dipendenti (leggasi Dott. Tremiterra ICE-Perugia).
Strumentalizzare una organizzazione presente nel mondo dal 1926 e con la crisi globale in essere è pura follia, premesso poi che qualsiasi struttura possa essere rivista e corretta e migliorata nel funzionamento e nella missione.
La sua testimonianza nella trasmissione report è stata a dir poco patetica se voleva una vetrina personale o aziendale avrebbe dovuto scegliere ben altro palcoscenico ed accettare eventuale contradditorio, avercela contro ICE e CAMERE di Commercio mi sembra a dir poco pretestuoso.
Pensi alla sua azienda piuttosto, al prodotto che commercializza ed alle maestranze che vi lavorano, agli aspetti contrattuali previdenziali, fiscali e della sicurezza, invece di farsi pubblicità in televione, magari tirando la volata a qualche amico o amico degli amici.
Se lei ha dei problemi personali non coinvolga una struttura ed i suoi dipendenti.
Tanto le dovevo
“Strumentalizzare una organizzazione presente nel mondo dal 1926 e con la crisi globale in essere è pura follia, premesso poi che qualsiasi struttura possa essere rivista e corretta e migliorata nel funzionamento e nella missione”
Immagino che persone come Gianpaolo, e come chiunque tenta di fare inpresa nel nostro paese, abbia ben più presente di lei di cosa significa avere a che fare con una crisi globale, e quali rischi comporti.
Proprio perché un’impresa, se non viene “rivista, corretta e migliorata nel funzionamento e nella missione” semplicemente soccombe alla concorrenza, a differenza di enti come quello che lei difende, che infatti sopravvive comodamente ad ogni intemperie senza che nessuno si preocupi di rivederlo, correggerlo ecc.
Mio chiamo Grazia Facchetti sono una imprenditrice bresciana che opera da 4 anni in Cina nell’area di Shanghai.
Devo dire che noi imprenditori siamo spesso e giustamente insoddisfatti della pubbilca amministrazione italiana per inefficienza, arroganza e scarsa profesionalita’.
Pero’, considerato che non esiste al mondo uno Stato che non abbia una propria pubblica amministrazione, non credo che dobbiamo chiedere in modo generalizzato di chiudere tutto e mandare tutti a casa ma dobbiamo piuttosto batterci per una amministrazione leggera, efficiente e che sia veramente al servizio dei cittadini e degli imprenditori.
Negli anni ho avuto modo di lavorare diverse volte con l’ICE con esperienze diversificate. Tuttavia sono rimasta sorpresa nel leggere questo blog, sopratutto per i giudizi verso l’Ufficio ICE di Shanghai da parte del signor Mantellaro.
Conosco infatti questa struttura e chi vi lavora e vi assicuro che negli anni mi hanno sempre aiutato con grande professionalita’. Anche in questi giorni mi hanno aiutato in diverse attivita’ legate alla promozione dell’Italia e per facilitare il rapporto con le istituzioni locali della citta’ cinese in cui io vivo e lavoro. Puo’ sempre capitare che un funzionario debba evidenziare l’impossibilita’ di offrire un servizio: in effetti avendo visitato diverse sedi dell’ICE so che per contenere i costi non riescono a disporre di sale per convegni ma al massimo di sale riunioni per 10-15 persone. Il mio giudizio e’ estremamente positivo sull’ICE di Shanghai e’ peraltro ampiamente condiviso da decine e decine di altri imprenditori che operano in questa area o che dall’Italia hanno contattato questa struttura per ricevere assistenza.
Io credo che noi imprenditori dobbiamo fare con i pubblici dipendenti quello che facciamo con i nostri collaboratori: premiare ed incoraggiare i migliori e mettere da parte gli altri. Per questo il giudizio sull’ICE di Shanghai mi ha sorpreso e francamente da imprenditore mi sembra sbrigativo.
Suggerisco al sig. Mantellaro di contattare nuovamente questo ufficio o magari di fare una visita alle loro strutture e sono certa che trovera’ disponibilita e professionalita come e’ gia’ avvenuto a tutti noi.
Concludo evidenziando l’importanza da parte di noi imprenditori di essere molti critici ed esigenti con la pubblica amministrazione evitando pero’ di essere prevenuti e di fare in modo qualunquista di “tutta l’erba un fascio”.
non e’ tempo per noi italiani di distruggere anche quel poco che abbiamo, anzi…
Grazia Facchetti
Ci fa piacere che qualcuno si sia trovato bene con i servizi dell’ICE e ci tenga molto a farcelo sapere. Questo pero’ non cancella l’impressione di molti altri imprenditori, come quelli che ancora mi mandano emails dopo la trasmissione di Report, che hanno segno diverso.
Come si vede, nessuno mette in dubbio che vi siano persone serie e preparate all’ICE, che probabilmente vivono con un senso di frustrazione la condizione attuale.
Quello che si vorrebbe, come in tutti i paesi civili, non è la distruzione dello Stato e della Amministrazioni pubbliche, ma la loro accountability, ovvero sapere quanto ci costano e quanto ci rendono. E’ possibile sapere la “resa” di quelle missioni imprenditoriali, o fiere, o altro, fatte con i soldi pubblici?
E’ possibile pretendere un servizio preciso e puntuale, oltreche’ professionale e cortese, verso il fruitore, cioe’ noi?
Se la mentalità dei “civil servants” italiani è quella che alcuni, non tutti per fortuna, funzionari ICE hanno dimostrato verso me e tanti altri, direi che siamo ancora lontani da quello che si vede in paesi come la Francia, Germania, Inghilterra.
Su una cosa sono d’accordo, lei dice che si dovrebbero trattare i dipendenti pubblici come quelli privati, se non lavorano bene andrebbero messi da parte. Evidentemente pero’ da noi tutti i funzionari pubblici sono eccellenti ed efficenti, perche’ non mi risulta che siamo mai successo tale evento.
E ancora: si potrebbe evitare di far passare per disfattisti tutti coloro i quali avanzano critiche circostanziate e precise e non generiche affermazioni?
@Alfredo. Quel “tanto le dovevo” mi sa tanto di quella burocrazia grigia, sorda e cieca a qualunque interferenza dall’esterno, che appensantisce questo paese come una palla al piede. E’ la classica frase finale, magari scritta con la Olivetti in doppia copia con carta carbone, di una lettera che non intende confrontarsi ma chiudersi, altro che contradditorio. Con la differenza che una volta le lettere almeno si firmavano con nome e cognome e indirizzo, specialmente quando fanno insinuazioni di basso livello sulla sicurezza sul lavoro, la previdenza, ecc., ovviamente senza nulla conoscere della situazione della mia azienda, ma solo allo scopo di buttar qualche etto di fango, che non fa mai male se uno la pensa diversamente da te.
Saluti,sono Rossi Paolo e lavoro in Cina da 7 anni responsabile fabbrica con capitale Italiano al 100%.
Per la mia professione ho girato quasi tutto il mondo ed ho avuto contatti con Ambasciate , Consolati , ICE nei più svariati Paesi ed è dal lontano 1993 che vengo in Cina .
Noto che questo è un blog di una ditta di vini “made in Italy”, una delle tante esistenti in Italia .
E’ vero che in molte Istituzioni Nazionali all’estero , non ho trovato assistenza , solo improvvisazione , noia e il classico “lascia vivere “.
In molte , ma non in tutte , e l’ICE di Shanghai è tra quest’ultime !
Parlo della Cina perchè è l’argomento di questo Blog.
Ho conosciuto personalmente molti imprenditori Italiani , che giungono in questo immenso Paese per promuovere la propria aziendina , il proprio orticello, il proprio piccolo business.
Arrivano assolutamente impreparati,ad affrontare e a misurarsi con questo immenso paese .
La Cina , per estensione territoriale ma non solo , non è l’Italia !!
Vogliono promuovere indipendentemente la propria azienda , pensando che una “promozione “, anche se “risonante ” possa bastare allo scopo .
Si rivolgono alle Istituzioni Itaiane in loco , in questo caso all’ICE , chiedendo persino “…UNA SPONSORIZZAZIONE “…COME AZIENDA MADE IN ITALY!!!
L’ICE ha il compito di sponsorizzare l’Italia , l’intera Italia, non le singole aziende !! Credo che oltre a tutto sarebbe una cosa impossibile data la quantità. E non può fare eccezioni per nessuno .
Prendiamo ad esempio la Francia , i vini Francesi si trovano in ogni luogo , supermercati cinesi compresi , e lasciamo perdere i numerosissimi marchi di Cognac praticamente monopolisti !!
Ma i Francesi si presentano , non singolarmente con le proprie aziendine , ma in consorzi ( nel nostro caso “vinicoli”), tutti assieme sotto un’unica bandiera “Francese”
E promuovono il VINO FRANCESE coprendo l’intera produzione della Nazione Francese con il meglio delle loro singole produzione , azienda per azienda ma sempre tutte insieme sotto un’unica bandiera !
Sidentificano con” NOI SIAMO FRANCESI “!
Mentre noi Italiani siamo tanti coretti di “io sono Italiano”
E cosa dire del formaggio Francese che si trova anche nei supermercati , mentre quello Italiano è abbastanza latitante se non di produzione locale ?
I Francesi si coalizzano , sono tutti uniti nel promuovere la stessa mercanzia !!!
Non vengono le singole aziendine locali con il loro piccolo business!
Così ottengono risultati che noi Italiani ” svincoli” come diceva il grande Totò non riusciamo ad ottenere .
E le organizzazioni Nazionali competenti possono sponsorizzare le loro iniziative in quanto “Tutti Francesi”.
Così fanno i Tedeschi , gli Americani ,così non fanno gli Italiani !
E poi , sia L’ICE che il Consolato , e sicuramente anche l’Ambasciata Italiana , sono oberati ,e oseri dire “asserviti” a seguire le numerose comitive di Politici , a tutti i livelli , che troppo spesso vengono a visitare la Cina non si sa bene per quale ragione .
E chiedono alle conosciute e citate istituzioni di preparargli il viaggetto , di servirli e riverirli, ma a che scopo e che risultato abbia poi tutto questo non si sa , non si saprà mai !!!
Ma perchè non vengono in via privata come normali Cittadini ? Le nostre istituzioni avrebbero , sia più tempo sia più risorse da usare per chi ne avrebbe veramente bisogno.
L’Italia è una gran bella Nazione , conosciuta ed apprezzata dai più , per la storia , di ieri però ! La nostra Imprendtoria è molto provinciale , divisa , isolata , poco preparata al confronto Internazionale , azienda contro azienda , Regione contro Regione .
Tante azioni , tutte frammentate , tutte inutili , come gettare manciate ghiaia in mare .
Imprenditori , se siete tali , iniziate a cambiare il vostro modo di guardare e di proporvi al mondo , poi , forse , potrete permettervi il lusso di criticare le nostre Istituzioni, ma solo quando sarete capaci di usarle in modo idoneo e profiquo.
A Proposito , l’ultimo viaggio In Cina del nostro Presidente Napolitano a cosa è servito ,che benefici ha portato a noi Italiani ? E quanto ci è costato ?
Sapete rispondermi , Voi Industriali ?
Saluti a tutti
Paolo Rossi
(scritto anche a 4 mani con Roberto Mantovani di Mantova )
@Sig. Rossi, questo post non parla di Cina, ma di una serie di disservizi avuti dal sottoscritto con l’ICE. Alcuni intervenuti hanno riportato le loro esperienze con l’ICE, alcuni positive e altri negative, e alcuni di loro hanno menzionato la Cina.
Non sta a me entrare nell’argomento specifico, ognuno è responsabile di quello che dice, in positivo o in negativo.
Trovo però insopportabile questo atteggiamento di alcuni sedicenti imprenditori (mettere un link al proprio sito aziendale no? troppo difficile o troppo rischioso?) che pretendono di dire ad altri loro colleghi cosa dovrebbero o non dovrebbero dire, quando e come dovrebbero osare lamentarsi dei servizi pubblici. Non ho nulla in contrario ad ospitare su questo blog chi ha opinioni contrarie alle mie o a quelle di altri intervenuti, ma non accetto che vengano fatte lezioni su quello che si puo’ o non si puo’ dire, tranne che in casi di diffamazione o insulto, che non sarebbero comunque da me tollerati in nessun caso.
Lei cita la Francia, paese che conosco bene per averci vissuto e lavorato. Le assicuro che gli Enti Pubblici francesi hanno degli standard di servizio molto alti, rispondo a tutte le email, comprese quelle di lamentela, e credo proprio che giudicherebbero intollerabile che qualche dipendente pubblico (che non per niente in inglese si chiama “civil servant”) possa insultare pesantemente la categoria che è preposto ad aiutare a sviluppare e che gli paga lo stipendio, come è successo a me ed è documentato qui.
Visto il tono di alcuni recenti interventi, chiedo a tutti di identificarsi prima di lasciare il commento, basta inserire il link al proprio sito o indicare la propria attività. In caso contrario mi riservero’ di cancellarli.
Ottima Idea, era ora che qualcuno si accorgesse che l’ente non ha mai dato risultati. Tutte le mie esperienze di cliente – utente negative e sempre le medesime impressioni da colleghi e mondo imprenditoriale.
Cercando informazioni sullo status attuale riguardo la chiusura dell’ice mi sono imbattuto in questo blog ed iniziato a leggere tutti i post dei vari utenti ebbene comprendo le insoddisfazioni degli imprenditori sui servizi erogati da alcuni uffici ma generalizzare mi sembra troppo.Nel mio post utilizzo il mio nome reale perche io posso permettermi di parlare come superparters essendo adesso imprenditore ed avuto durante i miei studi in economia e commercio il piacere di svolgere uno stage presso un ufficio estero dell’ICE.Vi racconto di un esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente e che mi permette oggi grazie alle lezioni acquisite dai dirigenti di poter anch’io contribuire all’espansione della mia azienda verso i mercati Esteri.Da imprenditore adesso mi accorgo che molti miei colleghi sono impreparati nell’approccio verso i mercati emergenti e che spesso lo fanno in modo poco professionale.Una ristrutturazione sarebbe la cosa migliore visto che avviene pure per grandi aziende private, ma la soppressione sarebbe una sconfitta per tutta l’Italia.No al decreto no alla soppressione. Si ristrutturazione.
Signori se vi leggete il decreto scoprirete che il personale sia italiano che estero verrà assegnato ai ministeri (MAE e MISE) e il budget promozionale che prima bene o male (concesso anche un “più male che bene”) arrivava alle imprese sotto forma di servizi verrà gestito dal MAE presso le ambasciate (con i 33 milioni previsti per il 2011 sai che bei cocktail party!). Quindi la soppressione è puramente punitiva e rancorosa, magari per assecondare l’opinione di tanti imprenditori che non hanno avuto un serzizio impeccabile. Una decisione seria avrebbe previsto una exit strategy graduale. Ancora più seria sarebbe stata la ristrutturazione. il rispaprmio per la spesa pubblica verrà dagli affitti delle sedi italiane e dal mancato pagamento di presidente e organi. La butto lì: saranno 3 milioni? lo 0,0000001 del debito? Francia, Spagna e UK hanno il loro ICE. La Germania fa con IHK (le camere di commercio). In Italia chi dovrebbe cercare di fare (bene) questo lavoro?
Io ci lavoro tutti i giorni da anni con ICE e trovo assurda l’ipotesi di chiudere uno strumento utile, ben ramificato ed economico. Gli uffici ICE non sono tutti ugualmente efficienti ed una persona competente può ragionevolmente constatare ciò chiedendo loro alcune prime informazioni. Tuttavia ci sono uffici ICE eccellenti, direttori attenti. Posso citare missioni economiche svolte con grande professionalità a Dubai sotto la direzione di Fiore, servizi di ricerca partners ben svolti a Huston e ancora un ottimo livello nei servizi di Mosca con Pelo. Chiudere ICE significa lasciarci ai consulenti privati, spesso un gruppo di cialtroni costosissimi. L’alternativa possono essere le Camere di Commercio italiane all’estero ma non sono ugualmente economiche e presentano anch’esse dei livelli di efficienza a macchia di leopardo.
Concordo tuttavia pienamente sulla necessità di una ristrutturazione di ICE che vede alcuni uffici assai lenti, disorganizzati e con personale mediocre.
mi congratulo con chi esulta per la soppressione dell’ice, con chi pensa che sia un ente inutile, complimenti…sarebbe bello che anche voi perdeste il vostro posto di lavoro, o che vinceste un concorzo PUBBLICO (INDETTO DALLO STATO) e che poi se la prendesse nel c**o…e adesso fammi pure il trace ip, che non è legale pubblicare…fammelo e te denuncio a c*****o…
[nota di Poggio Argentiera: gli asterischi sono stati da me messi al posto delle invettive. Ho deciso di pubblicare questi commenti nonostante il tono e i contenuti offensivi perche' credo che abbiano comunque un valore di testimonianza. Come regola generale accetto qualunque dissenso, espresso anche in maniera forte; non intendo pero' sopportare insulti ed offese personali, rivolti ne' a me ne' ad altri, tantomeno quando sono protette dall'anonimato, per cui mi riservo per il futuro di non pubblicare commenti del genere. ]
e poi, pensa a fa er vino buono, che se fa schifo te lo dai tutto in faccia…senza dare colpa a qualcuno perchè non vendi…mica era un rappresentante l’ice…
[nota di Poggio Argentiera: gli asterischi sono stati da me messi al posto delle invettive. Ho deciso di pubblicare questi commenti nonostante il tono e i contenuti offensivi perche' credo che abbiano comunque un valore di testimonianza. Come regola generale accetto qualunque dissenso, espresso anche in maniera forte; non intendo pero' sopportare insulti ed offese personali, rivolti ne' a me ne' ad altri, tantomeno quando sono protette dall'anonimato, per cui mi riservo per il futuro di non pubblicare commenti del genere. ]
E’ inutile, Gianpaolo… Lo vedi da te: sono come bambini che non sanno stare al mondo da soli, convinti che aver vinto un concorZo dia loro il diritto di vivere alle spalle degli altri per tutta la vita, e come bambini reagiscono, quando gli si rompe il giocattolo.
Peccato che la soppressione di un ente inutile come l’ICE non metterà davvero in mezzo a una strada gente come l’autore dei due commenti qui sopra. Farebbe loro bene, giusto per capire come è fatto il mondo. Ma non avverrà, purtroppo, e si ritroveranno tutti a riscaldare il loro rettangolino di seggiola da un’altra parte, ancora e sempre mantenuti da chi lavora davvero…
A proposito, signor Daniele: anch’io esulto abbondantemente per la dipartita dell’ICE, qui: http://lavalledelsiele.com/2011/07/16/champagne/
prima cosa non lavoro all’ice, bensì sono un commerciante…seconda cosa trovo aberrante esultare per la soppressione di un ente statale, o anche privato non mi interessa, e poi tu pensa a fare il tuo lavoro e a restare in campagna, con le pecorelle e tutto il resto, e a pagare le tasse, perchè è anche grazie a te e a tutti gli altri scrocconi che questa italia va a rotoli…una bella visita della finanza te farebbe bene…poi vorrei vedere se la finisci di esultare per le disgrazie altrui…per gente che ha studiato, si è fatta un mazzo così per poter guadagnare 2 soldi in più ed avere una vita più dignitosa…quando fallirà la tua società e resterai in mezzo ad una strada a chiedere l’elemosina sarò molto contento di postare commenti simili ai tuoi…
e la domanda, sarebbe?
però poi rispondi pure alle domande, oltre a far vedere quanto sei democratico nel mettere tutti i commenti…
@daniele
Ottimo intervento, il tuo. Parole chiare, metodi diretti. Insomma, pane al pane, vino al vino, è proprio il caso di dirlo. Sono d’accordo…
Tuttavia non capisco una cosa. Non lavori all’ICE, tant’è che sei commerciante. Non capisco appunto il nesso. Provo a formulare un’ipotesi.
Sei uno dei fornitori di quell’ex-ente. Da anni. E da anni avevi messo su un bel giro di conoscenze, di contatti, di persone che capivano i tuoi problemi. L’Ente aveva bisogno di carta igienica o di gomme da cancellare? Tu eri lì, presente, con una soluzione che soddisfava le necessità senza inutili sforzi da parte dei preposti funzionari ICE per trovare chissà quale personaggio, sconosciuto, forse inaffidabile, forse troppo interessato a fare affari. Tu invece, lì ti eri fatto un patrimonio di amicizie, davi del tu ad un sacco di gente e loro ti capivano. In fondo, il rapporto migliore con gli “enti” è quello fiduciario, no? Dopo tanti anni, chi meglio di uno come te può assicurare attenzione, risposte, soluzioni?
E’ vero, che schifo. Dall’oggi al domani ti chiudono l’Ente e tu sei improvvisamente nella cacca. E’ giusto? E no, cazzo, no che non è giusto!
La colpa è proprio di quelli come Paglia che, siccome sono costretti per loro formazione intellettuale e per loro necessità a farsi il culo dalla mattina alla sera a produrre cose buone che suscitino interesse ad una vasta platea di persone di ogni genere, non capiscono che un “ente” (pubblico o privato) debba esistere (anche se non serve ad un cazzo) solo per risolvere i problemi di quelli come te, daniele…
Credo che ormai l’ICE faccia parte del passato, essendo stato abolito, circa un anno dopo questo post. La discussione e’ stata accesa, adesso rischia di avvitarsi in una serie di commenti ricchi solo di ingiurie e improperi, senza nessuna aggiunta sensata all’argomento di discussione, per cui chiudo il post ai commenti. Chiunque avesse qualcosa da dire mi mandi una email, trova tutti i recapiti qui nel blog.