
Si è svolta a Grosseto la prima edizione di Maremma Wine Shire, la prima fiera interamente dedicata al vino in Maremma. Un po’ di scetticismo mi ha pervaso, almeno inzialmente, perche’ di solito queste prime edizioni sono sempre costellate da problemi, disorganizzazione, approssimazione, ecc., pero’ avevo scelto di partecipare perchè mi sembrava almeno obbligatorio dargli una chance.
Com’e’ andata? Bene direi, piuttosto bene. Proviamo pero’ a fare un PROs vs CONs, inziando dai contro.
CONs
c’e’ un blog, e’ vero, pero’ sembra che ci sia perche’ a qualcuno è stato detto che era trend averlo, poi pero’ la cosa è un po’ morta li’. E’ vero che ci sono delle foto, pero’ a parte il primo post di commento non ci sono state piu’ notizie, articoli, nulla. Il primo post ha due commenti, ed il primo è il classico WordPress “Hi, this is a comment. To delete a comment, just log in, and view the posts’ comments, there you will have the option to edit or delete them.“, mentre il secondo è un commento genuino, al quale nessuno ha dato risposta. Forse è meglio spiegare che se si da la possibilità di commentare, forse poi qualcuno lo farà, e allora sarebbe meglio rispondergli, no?
Sul blog c’e’ una mappa di Google. Bene ho pensato, mentre stavo spiegando a due inglesi come arrivare alla fiera. Ero al telefono con loro quando gli ho detto di dare un occhiata alla pagina in questione, quando poi mi sono accorto che la pagina in questione manda a questa mappa di Google. Un po’ generica, vero?
La data. E’ appena passato il Vinitaly da un mese, c’e’ ancora voglia di andare ad una fiera a Maggio? Non sarebbe meglio farla in autunno, magari ad Ottobre dove i vini sono finalmente pronti, tutto è piu’ tranquillo, non ci sono altri eventi significativi in giro? Parlando con l’organizzatore, il Presidente della Camera di Commercio di Grosseto Lamioni, ad onor del vero c’e’ un argomento a sostegno. Dice lui: voglio usare questa fiera per “vendere” la Maremma, e a Maggio si presenta meglio che ad Ottobre. Ragionamento valido, ma preferirei sempre l’autunno, che da noi è bello lo stesso ed ha i vantaggi che ho descritto.
Il conduttore. E anche consulente principale: Luca Maroni. Mi dispiace ma non mi è piaciuto lui, cosi’ come non mi piace la sua idea di vino, che mi sembra vecchia, retaggio degli anni 90, dove i vini erano tutto n’frutto e tutta ciccia e legno. A parte che, almeno nell’occasione della degustazione guidata alla quale ho partecipato, si è mostrato impreparato ed ha infilato una notevole serie di imprecisioni, alcune anche veramente grossolona (a proposito di un Morelllino: “è un Montecucco, che è una sottozona del Monteregio”, oppure, “è un Morellino”, ed invece era un Montecucco, prezzi sbagliati, descrizioni aziendali imprecise, ecc), dovendo scegliere un consulente (ma perche’ poi?), avreste scelto lui?
Qualcuno si è anche arrabbiato perche’ i vini scelti sono per le degustazioni guidate non sono stati scelti a sorteggio (bella idea, cosi’ si fa), ma da Maroni. Il mio vino è stato scelto, ma la mie critiche sono sul merito, piuttosto che sul metodo, indipendentemente da quali vini fossero presenti, se no che vuol dire, che se un certo vino c’e’ la cosa è fatta bene, e se non c’e’ no? Mah, fate vobis.
PROs
C’e’ bisogno di una manifestazione per i vini della Maremma? Secondo me si. Ormai la provincia di Grosseto rappresenta la terza provincia della Toscana in termini di vigneti, dopo Siena e Firenze, con oltre 9000 ha di vigneto su circa 60.000 totali; ha una DOCG come il Morellino e molte altre DOC, una bella fetta dell’economia di questa provincia, che ha poche altre risorse oltre al turismo, è rappresentata dall’agricoltura.
Organizzazione e luogo. Bene, anzi molto bene. La nuova area espositiva della Fiera di Grosseto è ampia e moderna (un po’ poco comprensibile la segnaletica della viabilità e parcheggi), gli allestimenti erano semplici e ben fatti. Tanta gente, forse anche perche’ il tempo era brutto, è venuta a visitare e tante piccole aziende, che di solito non fanno il Vinitaly, erano presenti (la prima edizione era gratis) ed io stesso non ho potuto assaggiare tutto quello che volevo (ben oltre 170 aziende presenti).
Insomma, qualcosa da cambiare ci sarebbe, pero’ onore al merito per aver tentato, con risultati apprezzabili, di passare dalle parole ai fatti. Voto 7 e mezzo.

more bricks through the window….
one more doesnt make a big difference…dear wine moglie
Hi, this is a comment…
eehh, scherzo. be’, ma allora e’ proprio vero che l’idea maroniana del vino e’ datata? e’ curioso che uno dei guru del settore ignori la virata vinoverista. oppure no? a me capita sempre di usare maroniano in contrapposizione a vinoverista. non e’ che per caso ha presentato qualche bio?
Bio, si qualcuno c’era, forse si stava preparando per questo:
http://vinodaburde.simplicissimus.it/2010/05/18/vini_biodinamici_a_cerreto_guidi_ii_convegno_di_viticoltura_biodinamica_12_giugno_2010_e_di_nuovo_degustazione/
Salve!
Al di là dei pro e dei contro della manifestazione credo che il problema più importante siano i vini e l’attegiamento dei produttori spesso molro sicuri di se e dei loro super prodotti! Mi son sentito ripetere più e più volte questo è il miglior vino bianco delle Maremma, questo è l’unico bianco che dura nel tempo e poi è imbarazzante vedere produttori che alla fine non sanno neanche di cosa stanno parlando, uno mi ha detto Tocai rosso e Grenache non hanno niente e che vedere tra loro cosa dice, girato i tacchi e via,ti chiedono come è il loro vino e poi appena apri bocca ti dicono secondo me invece è perfetto e un grande vino…bene e allora sei convinto cosa me lo chiedi a fare? vini standarizzati molto uguali nella massa e alla massa, pochi si sono salvati,ancora tanto legno, basta per favore, e atnti imprenditori piccoli, medi grandi che hanno iniziato a fare il vino ieri senza esperienza e volgia di afre soldi velocemente.Mi sembra ,comunque,che la manifestazione sia riuscita nel suo complesso,quello che è mancato o manca è la ricerca di una vera indentità territoriale di questi vini e una maggiore umilità dei produttori…
Sempre Schietto ed irriverente
Davide B.
Mi scuso per i molteplici errori di ortografia, putroppo ho scritto tutto di getto e velocemente!
@Davide B. Cavolo, sembra che tu abbia incontrato dei produttori piuttosto arroganti (anche se il tuo blog si chiama “larrogantesommelier” e quindi non dovresti scandalizzarti troppo
). Che dirti, sono d’accordo con te, e infatti non chiedo mai nulla a chi assaggia i vini, a meno che non lo conosca bene e non sia interessanto veramente ad un suo parere critico. Sono d’accordo con te che molti vini mancano ancora di carattere e di identita’ territoriale, forse anche alcuni dei mei vini. Io ci sto lavorando molto sopra, e spero che i risultati si vedano in 2/3 anni, ma credo che anche molti produttori lo stiano facendo. E’ in corso una nouvelle vague del vino, ancora da comprendere e soppesare, ma che certamente portera’ molti a produrre vini piu’ di territorio, con la speranza che siano poi apprezzati dal pubblico. In realta’ ci vogliono molti anni prima che una zona cominci a formarsi un identita’. Guardati in giro in Italia e dimmi cosa vedi. Pero’ credo che si possano fare buoni vini in Maremma, e spero di poterlo dimostrare. Grazie per il tuo intervento.
sai ,scusa ti do del tu, io ho vissuto in Piemonte per un po’ in mezzo a Baroli e Barbareschi e credo, da quello che vedo e sento che manchi unione tra voi produttori, ognuno va per la propria strada, tutti parlano di punteggi premi e bla bla bla. Dovette spalleggiarvi e portare avanti un’idea, un nome che so quella del Morellino, già rovinata dal nuovo disciplinare, per intenderci!In Piemonte tutti erano molto uniti e lo sono tutt’ora e nessuno parla male di nessuno…ora se vai A Montalcino e x y z produttore toscano tutti si criticano…non va bene.. fate gruppo unitevi parlate migliorate. Vedo ed assaggio pinot neri, syrah, cabernet etc…ma il sangiovese quello vero dov’è, il procanico, le malvasie etc…dove sono basta chardonnay, sauvignon il mercato è pieno di sti vini basta, basta e ancora basta!Ricordo ancora oggi un noto produttore di langa che mi chiese: Davide, cosa posso fare per migliorare il mio vino per essere veramente grande ed essere senza tempo?E mi ascoltò!
Di certo non l’ultimo arrivato…lui non io visto che lo sono!
Ma quando mi sento dire da un produttore maremmano come è il mio vino e cosa gli manca e cerco di spiegarlo e vengo interrotto subito in malo maodo…allora ce qka che nn va. Gente con tappi in silicone mi dice che il suo vino bianco dura nel tempo…scusa ma rido grasso!
Manca qka…l’umiltà
Con irriverenza ed umiltà
Davide B.
Mar..oni, Mar.emma, forze per questo è stato scelto
)))
Ho visto produttori stupefatti per l’organizzazione, non se l’aspettavano così ben articolata, e un pubblico(d’altraparte qui le sagre vanno per la maggiore) ancora un pò intimorito e non sciolto. Nel comlpesso un investimento + che mirato, che prese le misure adeguate nelle prossime edizioni, darà i suoi frutti.
Propongo per il futuro un direttivo di produttori che sanno mettere la “sveglia” su alcuni punti, da affiancare all’organizzazione.
Io c’ero all’evento domenica 16 maggio.
Dopo un viaggio travagliato da Brescia sotto l’acqua e una sosta a San Vincenzo.
La cronaca dei due gioni sul mio blog.
http://www.calicidivini.blogspot.com
Sto scrivendo la seconda parte…
Comunque bella iniziativa e sicuramente da migliorare…..ma sono scusati e la prima edizione.
Curiosa l’analisi su Maroni… e del suo pensiero ‘retaggio degli anni 90″…. Ma come? Un modernista come lui. Parlava di frutto nel 1990, e tutti lo criticavano. Oggi finalmente la produzione di molti é sempre più vicina ‘al frutto’, all’integrità, e sopratutto alla pulizia (Basta ricordare i vini difettati degli anni 90). Finalmente si invecchia meno, e chi deve invecchiare per forza, puntura con del ‘frutto’
Complimenti per il tuo Capatosta!
Gianpaolo,
Analisi perfetta, grazie.
Lo scivolone di Maroni detto davanti a 174 produttori maremmani non è stato male per niente.
Ho sentito diversi enotecari e ristoratori lodare molto l’iniziativa, soprattutto perchè ha dato a coloro che non riescono ad andare al Vinitaly la possibilità di incontrare le aziende locali in un contesto diverso e piacevole. ma non sarebbe il caso di farlo dal sabato al lunedì invece che dal venerdì alla domenica?
Siamo proprio sicuri che il target debbano essere operatori stranieri? non sarebbe più onesto o sensato puntare ai clienti locali e poco più in là intanto? poi chissà…magari il MAREMMA WINE SHIRE diventerà il nuovo Vinitaly…;-)
Ciao Benedetta, io ho sentito lodare tutto il lodabile, perche’ la critica costruttiva ha poco spazio da noi, mentre di solito e’ apprezzata e apprezzabile nei paesi “molto” civili. C’e’ sempre qualcuno che e’ piu’ realista del re.
Ribadisco che secondo me la manifestazione e’ andata a toccare un punto importante, la costituzione di un momento di confronto e di assaggio di tutti o quasi i prodotti della Maremma, che e’ una zona quantitativamente e qualitativamente importante. Il target e’ necessariamente rivolto all’esterno, perche’ con questa manifestazione si intende anche, e forse sopratutto, “vendere” la Maremma nel suo insieme; non dico che questo sia sbagliato, i vini hanno bisogno di un territorio che sia piu’ conosciuto ed apprezzato di quanto non sia ora, per vendere.
Sono meno in accordo sul periodo (io lo fare in autunno) e sull’impronta maroniana, secondo me ridontante e fatta da uno che evidentemente conosce la Maremma come io conosco il Kizirghstan.
Peccato che non ti veda per il tuo “addio”, ma ci saranno altre occasioni. In bocca al lupo.
Non posso certo questionare sulle competenze di Maroni(anche se l’ha sparata grossa), mi chiedo piuttosto se ci fosse bisogno di portare un nome “popolare”, un firmaguide. Abbiamo bisogno di testimonial? O piuttosto di prodotti validi e non omologati? Rischiamo di fare come quella banca che diede la sua immagine in mano a un evasore fiscale…