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L’UK e’ per me un po’ casa, per via della mia famiglia, ed e’ anche uno dei piu’ maturi e selettivi mercati del vino al mondo, e quindi molto difficile per la maggior parte delle aziende italiane.
I motivi sono molti: storicamente i vini di prestigio sono quelli francesi, non c’e’ nulla da fare, questo riflette anche la speciale relazione di “amore e odio” tra i due paesi. Un altro motivo e’ che l”italia come destinazione turistica per gli inglesi e’ scemata tantissimo negli ultimi 5o anni, e anche prima era piu’ che altro un turismo di nicchia, quello del “grand tour”. Altro motivo e’ che la ristorazione italiana fino a poco tempo fa era di livello piuttosto basso e quindi i vini che proponeva erano dello stesso livello, e questo e’ sempre un fattore fondamentale per i nostri vini. Le cose pero’ stanno cambiando in meglio, ma tanto ancora c’e’ da fare, e ci sarebbe da fare a livello di promozione collettiva. Questa si fa poco e male, malgrado spese folli, sospetto, e quindi tocca alla singola azienda darsi da fare, come sempre.
Ecco i miei giri nell’ultimo mese:
4 wine dinners in wine societies del sud di Londra (2 a Richmond, 1 a Chiswik e 1 a Teddington). Divulgare i vini nelle wine societies, gruppi di appassionati di vino che si incontrano una volta al mese, e’ una delle cose che mi sta piu’ appassionando in questo periodo.
1 wine dinner a Exeter (Devon) presso The Royal Clarence. Era una serata speciale, organizzata per promuovere una sorta di gemellaggio enogastronomico tra Devon e Toscana. Il cuoco e’ il vulcanico bistellato Micheal Caines (leggere biografia per capire) con presenza di Slow Food Devon, fantastici produttori di formaggi, un caseificio di 450 anni di storia, e allevatori di carne (Red Ruby) e vini inglesi. Alla cena c’era il Bellamarsilia 2008, molto apprezzato, e un soave e godibile Brunello Pian dell’Orino 2003, veramente ottimo.
1 wine dinner a Tentazioni Restaurant, a Southwark (leggi Saddock), vicino al London Bridge, dove ho mangiato una delle migliori e limpide cucine italiane a Londra eseguita dallo chef e patron Riccardo Giacomini, accompagnato in sala dai bravissimi Diego e Matteo. Nell’occasione ho degustato una dozzina di vini che il mio importatore aveva portato prima della cena, per un possibile inserimento nella loro carta dei vini. Tra di essi mi e’ piaciuto tantissimo il Pinot Nero di Pierre Frick, Alsazia, ma anche un vibrante Macon-Cruzille “Aragonite”, Chardonnay per chi pensa di non amare quest’uva straordinaria, di Domaine Guillot, e un soavissimo e divertente Ardeche VDP Rouge “Le Lard des Choix” di Les Champs Libre, un Syrah che e’ un tocco di piuma. Tentazioni ha anche un negozio di specialita’ alimentari italiane “vere”.
1 wine dinner in un delizioso pub (Navigation Inn) a poche miglia da Milton Keynes, la citta’ inglese piu’ americana, dove un giovanissimo e talentuoso chef, Dan Cameron, ci ha preparato dei ravioli con le barbabietole da urlo (mi ha confessato che aspira alla “stella”). La cena era organizzata da Stony Wine Emporium, una nuova enoteca con tapas, che sta facendo un gran lavoro in Buckinghamshire
Diverse visite a clienti che gia’ lavorano con i nostri vini, tra cui: Caffe’ Caldesi, a Marylebone, storica trattoria toscana nel centro di Londra, con scuola di cucina; Highbury Vintners, enoteca di classe con oltre 1000 etichette che esiste da trent’anni a Islington (la nuova Notting Hill); Cantina del Ponte, con vista mozzafiato sul London Bridge; Pont de la Tour, come sopra; Mare Moto a Chelsea, che non ha ancora i vini ma dovrebbe mettere il Morellino. Da ultimo, ho appena saputo che il Royal Automobile Club a Pall Mall (e se non e’ un indirizzo esclusivo questo…) partira’ con un due mesi di Capatosta a bicchiere!
Forse mi dimentico qualcosa, comunque ho la sensazione di aver fatto la mia parte per quanto riguarda la promozione della Maremma da ‘ste parti.
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Wow! Impressionante la casa nuova nella foto! Ovvio che lavori benissimo in Inghilterra. Fra poco Elisabetta vi invitera’ a un garden party.
Un altro emigrato riuscito!
Complimentissimi,se posso permettermi una domanda,c’è secondo te richiesta di Lambrusco(ovviamente di qualità) in UK? oppure per meglio dire ne hai vista qualche bottiglia in giro????ti ringrazio anticipatamente e ti verrò a trovare a Verona…il Pad 1 è a un tiro di schioppo. ciao Gian Paolo
@gianpaolo. Credo di si, che ci sia spazio. In fondo e’ quello il bello di questo mercato, che e’ aperto a tutti i vini. I miei importatori hanno Camillo Donati, ovviamente un lambrusco “sui generis”.
Vienimi a trovare che ne parliamo.
ok,non mancherò.ciao GP
Marito, dov’e questo posto a Londra , ”saddock”? Ahhh, forse quel posto dove tengono i ”ships” di Strappo?
@wine moglie. Fatti gli affari tuoi, questa e’ roba italiana, tu non puoi capire … tse’
Finalmente un pò di nomi diversi. Di solito per la ristorazione italiana si ente parlare solo di Zafferano, Locanda Locatelli, River Cafè…..
@Nicola. Quelli li abbiamo gia’ fatti
Complimenti Gianpaolo, ottime…frequentazioni! Sai meglio di me che la gente compra innanzitutto …la gente, e solo dopo i prodotti.
Perciò, è ovvio che quando accolgono te, e con te i tuoi vini, è come se accogliessero la Maremma…comunque vada, se ne faranno un’idea eccellente, per non dire romantica.
La speranza è che poi non arrivi il solito carrozzone italiano (da BuonItalia all’ICE) a rovinargliela subito, questa idea..
L.
l’ICE? E che roba e’, roba che si mangia
? Oddio, a pensarci bene di gente che ci mangia con l’ICE c’e’ n’e’ proprio tanta, forse serve a quello.