Senza stare a piagnucolarci troppo sopra, due episodi reali di uno che fa impresa oggi in Italia.
Episodio 1: tutto inizio’ con i bagni. Nella mia azienda ci sono due bagni, uno in cantina e uno in ufficio. Per la Asl di Grosseto non basta, ci vogliono ancora due bagni per i dipendenti, e due spogliatoi (uno per i maschi e uno per le femmine), piu’ un bagno e antibagno per il trattorista, che si suppone sia portatore di sostanze chimiche pericolose per gli altri (nb. siamo in conversione al biologico). Siccome non posso ricavarli agevolmente nelle strutture gia’ esistenti, decido di fare un edificio nuovo, dove mettero’ anche ufficio e sala degustazione. Non e’ la prima volta che metto mano all’azienda da quando l’ho comprata nel 1997. Anzi ho fatto in passato dei miglioramenti molto piu’ consistenti, tra abitazione, agriturismo e nuova cantina. Faccio il progetto, e dopo qualche settimana mi chiama il geometra: ” il progetto e’ fermo perche’ in azienda esisterebbero due fabbricati minori (una piccola rimessa per cavalli, non usata, e un ricovero per trattori) che non hanno autorizzazione edilizia“. Cado dalle nuvole, io l’azienda l’ho comprata cosi’ 12 anni fa, e i fabbricati devono avere almeno 30 anni a giudicare da come sono fatti. In piu’ nessuno mi ha mai detto nulla nel corso della dozzina di autorizzazioni edilizie che ho dovuto fare dal 1997 ad oggi, perche’ oggi mi dicono che c’e’ qualcosa che non va? Perche’ il Comune di Grosseto, tra i pochissimi in Italia, ha deciso di controllora tutte le foto aeree del 1954 (millenovecentocinquantaquattro) e tutto quello che non c’era in quelle foto deve avere associata una pratica edilizia. Quindi si deve andare a ritroso negli ultimi 55 anni e cercare chi ha fatto e come questi fabbricati, con tutti i numerosi passaggi di proprieta’ che ci sono stati e col fatto che l’archivio e’ comunque meccanizzato solo dal 1984 e quindi tutto il resto deve essere cercato manualmente nei vecchi faldoni. Se non si riesce a trovare, come probabile, la documentazione, si deve demolire i fabbricati.
Questo succede in un paese come l’Italia, patria degli scempi edilizi e dei condoni tombali. Lo Stato che fa il forte con chi non si puo’ difendere e diventa pavido contro i potenti che costruiscono meta’ Paese abusivamente.
Episodio 2: la prima parola e’ quella che conta, e tu non ci puoi fare nulla, e’ lo Stato bellezza. Controllo dell’Ispettorato del Lavoro in campagna a Marzo. Sono tranquillissimo perche’ tutti gli operai sono regolari. In particolare c’e’ una squadra di operai rumeni, 5 persone, assunte tutte insieme il 12 febbraio e che hanno cominciato a lavorare il 13 febbraio, com’e’ giusto. Tutti vengono intervistati dagli Ispettori direttamente in campo, e tutti dichiarano la situazione che ho descritto. Uno solo, che parla malissimo italiano e lo comprende poco, erroneamente dice che ha iniziato a lavorare il 3, quindi 9 giorni prima dell’assunzione. Scatta il verbale, ma non mi preoccupo perche’ so di essere nel giusto. L’operaio ovviamente dichiara di essersi sbagliato, a causa della lingua, e tutti gli altri operai che sono stati assunti con lui, tutti gli altri dell’azienda, la sorella e il cognato, testimoniano che cosi’ e’. Ma cosi’ non e’ per la legge. Facciamo il ricorso, sicuri che la verita’ e giustizia venga fatta, ma dopo poche settimane ci giunge la sentenza di respingimento del ricorso, con la motivazione che le uniche dichiarazioni che contano sono quelle prese dagli Ispettori al momento della ispezione e che la presunta non padronanza dell’italiano da parte dell’operaio e’ confutata dal fatto che le dichiarazioni sono rese in buon italiano e scritte con buona punteggiatura. Peccato che non sia stato lui a scriverle, ma un italiano che le ha raccolte, decifrate e messe su carta, ovviamente in lingua corrente. Cosa fare adesso? Devo decidere se pagare 1500 euro subito, un terzo della sanzione, e chiudere la vicenda ingiustamente e considerare quei soldi alla stregua di un costo accidentale, tipo un trattore che si rompe, oppure devo pagare tutta la sanzione, 4500 euro, fare controricorso, assumere un avvocato e andare in giudizio con audizione davanti al giudice, col rischio di trovare qualcuno che altrettanto ottuso che mi faccia pagare oltre il danno la beffa, con le spese legali, incazzature, ecc.
La sensazione e’ quella di avere lo Stato contro, di essere irrisi e considerati potenzialmente disonesti solo perche’ si e’ imprenditori.
Non sorprende il fatto che in Italia al potere ci sia Berlusconi, che a sua volte irride lo Stato, e che in generale il nostro paese sia in pauroso declino. Cosi’ come non sorprende che molta gente molli tutto e se ne vada da questo Paese malato.

Quello che sorprende di più è che, malgrado tutto, questo Stato sia ancora in piedi (per quanto più vacillante di un ubriaco), che ci sia ancora gente che ci vive e ci lavora…davvero all’ottusità e all’insipienza di certe leggi (?) non c’è limite. Tutta la mia solidarietà, Gianpaolo, sul secondo fatto. Circa il primo, non è altro che una delle molteplici conseguenze che si possono avere quando s’incrociano due fatti deleteri, anzi letali (per il progresso): l’illegalità eretta a sistema (l’abusivismo edilizio sembra essere una piaga inestirpabile al pari della mafia, perchè come quella strettamente connessa alla politica “ordinaria”, e non) e l’arretratezza tecnologico-culturale di burocrati e affini.
Fare gli imprenditori come fai tu, in queste condizioni è un atto di eroismo quotidiano!
Le cose stanno esattamente come dici tu. Non c’è portatore sano di partita IVA che non possa raccontare storie analoghe. Ormai passa anche la voglia di arrabbiarsi e reagire: io a bottega ho passato sei mesi per ottenere un’autorizzazione a chiudere una porticina, separando due locali. Sei mesi e tremila euro. La parola che uso più spesso, ultimamente, per descrivere questo stato di cose, è “declino”; non mi sorprende che l’abbia usata anche tu.
tutto bene per il teatrino dell’assurdo che descrive Paglia – e la mia più viva solidarietà per questi veri e propri “taglieggiamenti” – salvo quando, senza motivo (ma ognuno é libero ovviamente di pensarla come vuole) la butta in politica e dice “non sorprende il fatto che in Italia al potere ci sia Berlusconi, che a sua volte irride lo Stato”.
Invece ai tempi dei governi Prodi il senso dello Stato trionfava…
Ma per favore, crede che le cose cambierebbero con la “sinistra” al potere? Sarebbe lo stesso identico schifo… Ma sparare sul Berlusca fa sempre fino anche in piena estate…
Sparare sul berlusca eè come farlo sulla Croce Rossa.
credo che il senso delle parole di Giampaolo fosse più o meno questo:
In uno stato dove i Berlusca, i Tanzi, I cragnotti “affamatori del Popolo” per avere truffato le persone perbene; la fanno sempre franca (nel senso che nessuno viene risarcito, ricordiamo che la promessa di istituire la Class Action è stata gettata nel cesso); Giampaolo si trova nei casini per un ricovero per trattori….
Ma dai!!!!!
@Ziliani. Certo che la butto in politica, ma al tempo stesso sono d’accordo con lei, non cambierebbe nulla con la sinistra. La mia e’ una analisi sociologica, certo da 3 soldi, che vuole leggere il “fenomeno” Berlusconi, altrimenti inspiegabile (per es. all’estero). Certamente uno dei motivi per i quali Berlusconi ha raccolto tanti voti e’ per la sua storia di imprenditore, che non ha mai risparmiato critiche feroci allo Stato burocrate e ottuso. I suoi richiami all’eccessiva pressione fiscale, fino a dichiarare, in occasione di un discorso presso la Guardia di Finanza (!) che e’ comprensibile non pagare le tasse se sono oltre 1/3 del reddito, ne fanno un campione dell’anti Stato, laddove lo Stato e’ quello che descrivo io, e che piu’ o meno descriverebbe chiunque faccia imprese in Italia. Resta da vedere poi cosa, una volta giunto al potere, Berlusconi abbia fatto per migliorare questo stato di cose, per la generalita’ e non solo per lui ovviamente, e su questo credo che nel Paese cominci ad esserci unanimita’ di pensiero: poco o nulla. Limitarsi a dire che la sinistra non avrebbe fatto meglio e’ una consolazione misera direi.
Se non fossero drammaticamente vere sarebbero una gustosa barzelletta, codesti aneddoti. Sto preparando su Maremma Magazine un articolo abbastanza polemico con le istituzioni, circa l’inefficacia della *pubblica promozione* della tipicità italiana, comparata con gli sforzi – tutti privati – di Maremma Wine&Food. Tanto per dare un altro contributo. Non riusciamo a far cambiare lo Stato, ma stare anche zitti.. è decisamente troppo.
Non vorrei dire, ma non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei pubblci funzionari è ed è sempre stata solo di sinistra.
Ciò premesso, il punto è che in Italia mancano la cultura dell’impresa e il rispetto per chi la fa; si parte dalla presunzione di colpevolezza, si elargiscono premi di produttività a chi accerta – ispettori insp, iva, nas, asl, finanza, ecc. – a prescindere dalla fondatezza dei verbali ( che vengono quasi sempre cassati in giudizio, se il malcapitato di turno ha i soldi e il tempo per arrivarci e sempre che nel frattempo non sia schiattato di rabbia e di spavento.) A me è capitato 3 volte, prima i Nas, poi l’Ispettorato del Lavoro, poi l’Inps: avevano torto marcio in tutti i casi e ho sempre vinto, ma l’umiliazione che ho patito come cittadino è stata più grande del vanto per mia coscienza pulita. NOn se ne esce, viviamo in libertà provvisoria perchè il sistema deve nutrire se stesso. A destra come a sinistra, beninteso.