Stimolato dalla lettura di un post del sempre interessante Wine Business, di Pier Paolo Penco, sono andato a leggermi un interessantissimo articolo dell’Informatore Agrario sul nuovo ruolo che i Consorzi di Tutela sono chiamati a svolgere con l’entrata in vigore della nuova OCM vino dal 1 agosto di quest’anno.

Pochi ne hanno parlato, ma si tratta di una vera e propria rivoluzione, che rimette in gioco e in discussione completamente il ruolo dei Consorzi di Tutela, e che va esattamente nella direzione per la quale ho lottato per anni e che alla fine mi ha visto dimettermi dal Consorzio di Tutela del Morellino.

Tutto e’ cominciato con la famigerata legge “erga omnes“, ovvero con quel mostro giuridico che voleva trasformare i Consorzi di Tutela, nati come associazioni volontarie di produttori, in organi polizia dotati di poteri di controllo su tutti i soggetti, soci e non soci. Per poter ottenere questa attestazione, e il potere che ne derivava, alcuni Consorzi furono costretti ad aprire le porte alla maggior parte dei produttori (almeno il 66%), cambiando in corsa i regolamenti interni (con qualche visibile forzatura in alcuni casi), con una campagna acquisti massale, mettendo dentro soggetti poco motivati e interessati, l’importante era fare massa e avere i voti. Vista la complessita’ della gestione dei controlli, dovettero assumere personale, facendo pagare profumatamente alle aziende le spese di tutto cio’. La gestione di un tale organismo avrebbe dovuto essere accompagnata ad un cambiamento delle regole interne, accompagnando la crescita delle responsabilita’ e del potere con regole democratiche interne piu’ trasparenti, ma cosi’ non fu, alimentando la creazione di blocchi di potere e la logica del do ut des. Non avendo acettato questa situazione, dopo aver constatato l’impossibilita’ di poter influire ed agire al suo interno almeno come stimolo e contrappeso (con oltre il 20% dei voti la mia lista, a causa di ben studiate regole elettorali, non raccolse neanche un consigliere), mi dimisi ormai 3/4 anni fa.

A quell’epoca eravamo in pochi a dirlo, ma oggi appare addirittura lampante, che il ruolo dei Consorzi e’ quello di contribuire a far le regole, e non quello di farle rispettare, ed infatti la nuova OCM impone che si passi la funzione di controllo ad organismi terzi (in molti casi si trattera’ del discusso ValorItalia, emanazione della potente UIV). Dire una cosa del genere al’epoca mi costo’ l’accusa di essere un imbroglione che non voleva i controlli, e successivamente, guarda caso, una raffica di controlli da parte del Consorzio e della Repressione Frodi (tutti peraltro sempre passati con esito positivo). Cosi’ come chiaro e’ che una delle funzioni principali, forse la principale oggi, deve essere quella della promozione. Come non ricordarsi invece del vicepresidente del Consorzio, oggi dimissionario insieme alla Cantina Cooperativa che presiede dopo essere stato il principale artefice della situazione che oggi avversa, dire che non solo il Consorzio non doveva fare promozione, ma che addirittura era la legge che lo vietava!

Queste cose oggi fanno forse sorridere, e c’e’ ancora una volta da ringraziare la UE se alcune enormita’ giuridiche e istituzionali che da noi paiono giustificabili, vengano alla fine messe all’indice.

Cosi’ oggi i Consorzi possono avere la possibilita’, non coglierla significhera’ la loro morte, di tornare (o cominciare) ad essere dei luoghi di formazione delle idee, di studio, di pianificazione, di aiuto per il produttore, sia dal punto di vista tecnico, normativo che di promozione. I soci dovranno essere li’ perche’ motivati al miglioramento della loro DOP (addio DOC), e non solo come parco voti per quello o quell’altro interesse costituito. E finalmente, i fondi da destinare alla promozione saranno da conquistarsi sulla base di chi presentera’ i progetti migliori, che siano imprese singolo o associate in ATI (associazione temporanea di imprese, un po’ come il nostro Maremma Wine & Food), senza vie prefernziali per i Consorzi solo per il fatto di essere tali.

Insomma, sarebbe da ingenui credere che si apra una stagione dove ognuno torni a fare quello che deve fare e il buon senso prevalga, ma perche’ non sperarlo, visto che le regole almeno sono state ristabilite? Speriamo, perche’ ce n’e’ bisogno.

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2 Comments

  • Mirco Mariotti scrive:

    Ciao Gianpaolo, “speriamo” ribadisco anch’io, perchè al momento, almeno parlo per la mia realtà regionale, c’è un gran casino, e prima che si vada a regime non so quanto tempo occorrerà… in compenso la vendemmia sta per iniziare e mi ritrovo senza sapere come dovrò espletare le scelte vendemmiali e le prestazioni viniche… per quanto riguarda i Consorzi, penso che la situazione che hai descritto sia comune alla grande maggioranza degli stessi…
    A presto

    Mirco

  • Lizzy scrive:

    Guarda un po’, anch’io stavo per scrivere un post sul nuovo ruolo dei Consorzi – in particolare quelli che conosco meglio, quelli veronesi – dopo aver letto il post di Pierpaolo…poi ho provato a guardare un po’ in casa mia e ho lasciato perdere. La situazione è così incasinata che non saprei da che parte iniziare a raccontarla. Ci sono Consorzi che sul fronte della promozione sono sempre stati delle macchine da guerra (v.Soave) e che da qualche tempo a questa parte sembrano svaniti nel nulla, non se ne sente più parlare, e altri che hanno sempre giurato e spergiurato che non è compito del Consorzio fare promozione (Valpolicella) e che oggi stanno pensando di ri-convertirsi a fare solo quello… di una cosa però posso dire di essere sicura, caro Gianpaolo: l’UIV è tutto fuorchè potente. “Potente” è colui che dispone di risorse finanziarie ragguardevoli (sono i soldi che fanno girare la politica!): e l’UIV non le ha. Se non mi credi, domanda al “collega” Pierpaolo Penco…
    ;-)

    L.

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