Enogea: e’ la rivista bimestrale per abbonamento di Alessandro Masnaghetti. Se non la conoscete, allora come di dice, conoscetela. Non sto qui a farla lunga sulla bravura di Alessandro, ormai validamente accompagnato dal  fido Francesco Falcone, nel degustare e spiegare i vini, e piu’ recentemente, nel fare le carte delle zone vinicole di pregio italiane (e solo per questo gli intitoleranno una via, magari con una delle sue tante versione autorizzate e raccomandate del cognome, ma gliela intitolano). Mi piace solo ricordare che Alessandro, Ingegnere nucleare di formazione, e’ uno dei pochi giornalisti del settore che puo’  vantare un esperienza concreta nel fare il vino, dovuta al fatto che sua moglie Cristina e’ la proprietaria della Zerbina e che Alessandro ha prestato le sue braccia all’agricoltura e alla catina in modo concreto. Quindi, uno dei pochi che quando parla della parte produttiva, sa di cosa parla (e non sono molti, anche se ovviamente non e’ necessario aver fatto vino per poterne parlare).

In molti, me compreso, si sono sempre lamentati dell’assenza di un riferimento di Enogea su internet. Alcuni, me compreso, hanno avuto persino l’ardire di suggerire ad Alessandro di farsi un blog. Non siamo arrivati a tanto, pero’ un qualcosa di simile di e’ manifestato sul sito di Enogea, con il nome di Vuoto a perdere. E la novita’ vera, di cui mi sono accorto ieri, e’ che finalmente, accogliendo una mia accorata supplica, la pagina in questione ha i RSS e quindi e’ seguibile con un feed reader, condizione ormai per me essenziale per poter leggere i miei centinaia e passa riferimenti su internet.

Non e’ un blog ancora, ma piano piano ma sa che ci scivolera’ ;-) Da non perdere sono i file downloadabili della rubrica On the Road, dove il giornalista Onesto Persichetti e’ alle prese con un grottesco (ma veritiero, anzi vero) mondo del del food and wine italico e non. Ieri ci ho fatto mezzanotte a leggerlo e sbellicarmi dalle risa. PS, ovviamente ci si puo’ abbonare alla rivista cartacea, per la misera sommetta di 55 euri l’anno, ben spesi (e non c’e’ uno straccio di pubblicita’).

Enogea | Vuoto a perdere | RSS feeds

Grapevine: per questo bisogna conoscere l’inglese, e anche benino. La prosa di Doug Wregg e’ ricca e non sempre accessibile a tutti, ma i suoi scritti sono secondo me quanto di piu’ interessante possa capitare di leggere sul mondo del vino. Doug e’ uno dei soci fondatori di Les Caves de Pyrene, a mio avviso uno dei distributori britannici piu’ innovativi degli ultimi 20 anni (e mio importatore, ma in questo caso lo giuro non conta). Il catalogo de Les Caves e’ sempre stato popolare per gli scritti di Doug intervallati alle centinaia e piu’ di pagine dello stesso, che ne fanno qualcosa di piu’ di una semplice lista di vini. Da qui, al passaggio ad una rubrica sul sito dell’azienda e’ stato un fatto naturale. Peccato che non ci siano i feeds RSS qui – e ho provato a dirgli di metterli – ma se vi interessa una prospettiva originale, assolutamente mai banale, autorevole, e limpidamente appassionata sul mondo del vino, su dove stia andando, sul wine trade e le sue incoerenze e spigoli, ve lo consiglio vivamente. So per certo che e’ letto da personaggi autorevoli del wine trade, che spesso ne riportano ampi stralci: come per esempio questo pezzo sulla polarizzazione del mondo del vino, o quest’altro sulla biodinamica (les caves e’ un punto di riferimento per i vini cosidetti naturali). Ogni volta che lo leggo vi rimango agganciato e comincio a rimuginarci per ore anche dopo la lettura.

Les Caves de Pyrene | Grapevine

Peccato che non siano blog, e che non si possa interagire e partecipare alla discussione, questo mi viene da dire, ma chissa’ che in futuro….

Share

1 Comment

  • Lizzy scrive:

    Il Masna è in assoluto uno dei giornalisti del vino che ammiro di più, un mio riferimento professionale costante. Perchè è una persona straordinaria umanamente, che non se la tira, sempre disponibile, gentile, e soprattutto, come dici tu, sa di cosa parla perchè ci ha messo le mani. Un po’ come l’altro mio mito (questa volta tedesco), Andreas Marz, giornalista-vignaiolo-olivicoltore. E’ vero che non è necessario essere enologi per scrivere del vino, ma avere qualche conoscenza tecnica della materia ti aiuta a non farti sommergere dalle risate (o dagli improperi) degli addetti ai lavori quando scrivi di argomenti un po’ complessi/delicati/controversi…
    o sbaglio??

    Liz

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*