Che cosa non saprei spiegare meglio di lui, e, sopratutto, chi e’ lui?

Lui e’ uno scrittore americano (meglio, another lucky b*stard living in Tuscany) che ha vissuto con la famiglia per 8 mesi, ed e’ appena rientrato in USA, e la cosa che non saprei spiegare meglio e’ l’Italia, e perche’ l’Italia e’ un paese dove vivere e lavorare e’ difficile.

La cosa bella e’ che mi ha fatto ammazzare dalle risate.

Qui trovate tutto: another lucky b*stard living in tuscany

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2 Comments

  • Mike Tommasi scrive:

    Interessante. 20 anni fa, dopo 17 anni in Canada, decisi di venire in Francia, doveva essere una tappa di 2-3 anni prima di rientrare in Italia. Sono ancora qui… :-)

    Non che la Francia sia un modello di efficienza, anche qui ci sono mille ostacoli a tutto, ma bene o male tutto funziona.

    Credo che anche tu hai vissuto da espatriato, sai quindi che vivere “fuori” dalla patria ti fa vedere tutte quelle cose di cui, mentre stavi in Italia, non ti accorgevi, o facevi finta che fossero normali. Non sto qui ad elencarle, magari ne facciamo un altro post.

    Vivendo a un paio d’ore dalla frontiera ligure-provenzale, posso venire in Italia quando voglio. E poi tornarmene a casa…

    Nice place to visit!

  • Jacopo Cossater scrive:

    Certo, è comprensibile il tono generale del post, ed altrettanto comprensibile la difficoltà di adattamento. Penso siano innegabili le grandi difficoltà che esistono in Italia soprattutto a livello burocratico, sul lavoro anche io mi ci sono scontrato da poco, avendo deciso di essere indipendente. Trovo gli esempi che porta per motivare tale tesi però molto banali, pur condividendo, e capendo perfettamente, il tono generale, come detto.
    E’ cosa culturale, prima di tutto, che io non ho mai avuto la necessità di dover ritirare mille euro al bancomat, come non mi interessa il caffè di starbucks, o di sedermi al ristorante a metà pomeriggio. Sono contento che la domenica non si lavori, anche se poi sono il primo a portare avanti magari delle cose, senza stress.
    Non funziona mai niente, vero, e capisco e mi dispiace ma quando scrive “They seem determined to deny my God-given American right to have whatever the hell I want whenever the hell I want it” semplicemente non sono d’accordo. O forse non mi troverei bene a vivere a LA.
    Un caro saluto da una piovosissima Umbria.

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