Quota 50

luglio 30, 2008

Abbiamo raggiunto quota 50 del Tasting Panel Poggio Argentiera.

Ora vi faccio una domanda: visto che il massimo delle campionature che spedirò sara di 50 (minimo 5 o 10 per cose particolari), secondo voi dovrei chiudere subito le sottoscrizioni al panel, oppure lasciare ancora aperto e poi tirare a sorte ogni volta chi riceverà il vino, come per altro già previsto e scritto nel modulo, cercando di far girare tutti i nomi almeno una volta l’anno?

Lo so che per chi è già “dentro” sarebbe meglio chiudere, però siate sinceri e disinteressati, che ne pensate?

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14 Comments

  • Giuseppe scrive:

    Mah scelta difficile, però se hai pensato come immagino di sfruttare il momento per avere una corretta informazione sui vini prodotti, farei girare tutti, poi ovviamente potresti “eleggere” qualcuno esperto affinchè assaggi comunque il vino, comunque io lo comprerò!

  • Davide scrive:

    Non so se sono riuscito ad entrare (iscritto questa mattina alle 08:50) ma dico la mia. Secondo me dovresti tirare a sorte e poi ripetere durante l’anno in modo da coinvolgere tutti. L’idea iniziale era buona.

  • Ciocci scrive:

    Penso che la pluralità sia sempre un bene, ora, comprendo che il numero non può essere illimitato, però provare ad ampliare a più dei 50 sarebbe positivo.

  • Paolo Tombolini scrive:

    giusto per me mantenere aperto il panel e tirare a sorte, o qualsiasi altro criterio A-L, M-Z…

    …se si allarga il panel group i nodi della rete saranno sempre di più!

    ciao!
    Paolo

  • Maurizio Tafani scrive:

    per avere più “opinioni” non si potrebbe organizzare il panel per città, se ti risulta che magari in un posto siamo più di uno ?

  • Maurizio scrive:

    Secondo me potresti scegliere 10 persone esperte a cui mandare sempre i campioni sempre e poi far girare gli altri magari dividendo in due gruppi
    Saluti

  • Aperto e tirare a sorte.

  • Andrea Toselli scrive:

    L’idea di Maurizio non è peregrina. Il riferimento ad un certo numero di panel standard, magari con la ripetizione dell’assaggio di qualche prodotto, consentirebbe di valutare meglio l’attendibilità dei valutatori.

  • armin scrive:

    numeri chiusi non corrispondono secondo me all’apertura dell’azienda nei confronti dei clienti e assaggiatori (potenzialmente anche critici).
    un sorteggio un po’ guidato (nord, centro, sud per esempio) per me andrebbe bene.
    panel fissi hanno anche i loro vantaggi, ma per sfruttare le loro potenzialità bisognerebbe mettere in piedi molto di più (piano sperimentale, attendibilità, ecc.)

    cordialmente
    armin

  • Davide scrive:

    L’idea di creare un panel fisso di “esperti” secondo me va a cozzare con lo spirito dell’iniziativa e mi sa molto di guida.

  • Andrea scrive:

    Per me è meglio lasciare aperta la possibilità di ulteriori iscrizioni e sorteggiare per l’invio dei campioni. (P.S. io sono già nel panel)

  • Massimo sacco scrive:

    penso che sarebbe una buona idea di diselezionare degli”esperti” a cui mandare la campionatura, e poi fare girare il resto della campionatura ad altri gruppi.E’bello avere delle opinioni diverse da assaggiatori esperti ed assaggiatori meno esperti anche per avere dei termini di paragone che si possono rivelare molto importanti.
    Per quanto mi riguarda penso di essere riuscito ad entrare nel panel in extremis
    Vinoglocal.it

  • Paglia scrive:

    Salve a tutti, e grazie per i suggerimenti, che spero verranno ancora.
    @numero panel. La mia era ed è una preoccupazione legata a non frustrare le attese legittime di tutti se poi il numero diventa ingestibile e non si riescono a fare assaggiare i vini a chi si è iscritto. Credo però che un numero massimo, che possa corrispondere alla campionatura massima annua che posso spedire, vada messo. Questo numero potrebbe essere 100, per il quale mi impegnerei a fare almeno due panel all’anno, uno in settembre e uno in marzo/aprile, di 50 persone, che ovviamente sarebbero complementari. Più un numero di panel più piccoli, di una decina di persone, durante l’anno. Così tutti riceverebbero i vini almeno una volta l’anno, e i più fortunati almeno due.
    @sottogruppi. Sono contrario anche io, perché come giustamente detto questo cozza contro lo spirito della cosa. D’altra parte il mio obiettivo è quello di raccogliere i pareri di persone tra le più diverse e le più disparate, senza pensare che queste opionioni possano avere una validità scientifica o robe del genere. Non voglio normalizzare a appiattire la variabilità, anzi, voglio coltivarla. Poi magari studieremo un sistema per avere, almeno a livello facoltativo, una descrizione schematica aggiuntiva che però devo ancora pensare a come fare.
    Che ne pensate voi, può andare?

  • alla grande. io la trovo un’idea *avanti*. quell’idea di “mettersi in giuoco” che in un mondo sempre più cartonato pare essere una specie di acrobazia per capitani coraggiosi…

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