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ICE: Istituto per il Commercio Estero: “La nostra rete nel mondo assicura assistenza e consulenza alle aziende italiane attraverso l’attività di 115 Uffici. Le attività delle unità operative ICE all’estero sono finalizzate a fornire servizi di assistenza/consulenza, sviluppare azioni promozionali a favore delle singole imprese e del Sistema Italia, produrre informazioni sul Paese, sulle opportunità commerciali, sulle gare internazionali, su investimenti da e per l’Italia.”
Essendo io una piccola impresa di quel grande insieme che loro chiamano il Sitema Italia (altri, a volte, Azienda Italia…), ricevuta una email dall’ICE che mi propone alcuni servizi, visito il sito e comincio a vedere cosa c’è di interessante. Se ci pensi bene, con 115 uffici nel mondo l’ICE dovrebbe veramente essere una opprtunità straordinaria per le aziende che esportano. E chissà cosa costeranno al contribuente. Così convinto mi iscrivo all’Export Club, condizione necessaria per ottenere le informazioni gratuite, come dice il sito. Eppoi dai, fa anche un po’ figo essere membri di un club: già mi immagino lussuose lounges di aeroporti, ricevimenti alle ambasciate…siamo uomini di mondo, no?
Cominciamo a dire che la usability del sito non è il massimo, e non funziona bene con Firefox. Per orientarsi occorre visitare la sezione Mappa del Sito. E meno male che c’è, altrimenti sarebbe impossibile trovare quello che cerco: una lista di importatori e distributori di vino per un certo paese. Dopo una lunga, e non ovvia, serie di click arrivo alla sezione che cerco: Ricerca Partner. Innanzitutto non è gratis per nulla, ma si deve pagare a seconda della quantità di informazioni che si vogliono. Ma a chi devo chiedere? Agli uffici esteri del paese d’interesse, o a quelli italiani. Naturalmente non viene fornita una email, si deve andare sui vari siti e cercare lì una email generica (tra l’altro scopro questo solo facendo ricorso alle FAQ). Ma non si poteva inserire un form di richiesta? Decido di chiedere ad un ufficio italiano, quello di Firenze, tanto così per caso, perché sono in Toscana anche se su internet non ha senso, ma tant’e’.
Il giorno 10 giugno spedisco una email all’ICE di Firenze: vorrei avere una lista a pagamento di operatori per un certo paese
Questa è la sequenza delle operazioni generate dalla mia email all’ICE di Firenze:
4 persone hanno letto la mia email, una l’ha eliminata.
Dopo alcuni giorni suona il telefono. E’ l’ICE di Firenze. Dice che vogliono la mia partita IVA (ma se sono iscritto all’Export Club vuol dire che già ce l’hanno, visto la mole di dati che ho dovuto inserire al momento dell’iscrizione). Gliela diamo, quelli ringaziano e riattaccano.
Oggi è il 23 Giugno, sono passati 12 giorni, non ho avuto neanche uno straccio di email che mi dice che lavoreranno la mia richiesta, che mi inveranno il preventivo sulla base delle mie esigenze, nulla! Intanto però una schiera di persone, inquadrate in chissà quale catena gerarchica ha preso visione della mia richiesta, e addirittura telefonato. Per poi non fare nulla.
Eggià, però tutti noi facciamo parte del Sistema Italia.
Qualche dubbio sul perché questo paese arranca a livello internazionale e quel poco di buono che ha fatto l’ha fatto non grazie ma nonostante lo Stato? A parte ricevere finanziamenti a pioggia da parte del solito cerchio di imprenditori da operetta capaci di rischiare solo i soldi degli altri.

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[...] è iniziato con il mio post di lamentela sull’ICE, a proposito di una scandalosa mancanza di risposta a fronte di una mia richiesta di servizio, per [...]
[...] al quale ho chiesto di acquistare una lista di importatori/distributori esteri (la vicenda inizia qui ed è stata ripresa qui). La cosa più divertente, in un certo senso, è osservare le condizioni di [...]
[...] imprenditore e un ente inutile. Chi volesse conoscerne i piccanti particolari, può ripercorrere le 1, 2, 3, 4 e 5 puntate sul sito della sua [...]